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Derby a destra Meloni-Salvini: lei loda Le Pen, lui vola da Trump

(ansa)
La premier interviene sui risultati in Francia: “Come in Italia, c’è il tentativo costante di demonizzare e di mettere all’angolo il popolo che non vota a sinistra”. Il suo vice, già alleato della francese, accelera: vuole incontrare entro un mese l’ex presidente
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Amica di lunga data di Marine Le Pen, rapporti un po’ raffreddati negli ultimi anni per via della relazione privilegiata che la leader del Rassemblement National ha coltivato con Matteo Salvini, la presidente del Consiglio comunque esprime soddisfazione per il primo esito delle elezioni francesi della destra radicale. E tutto questo accade mentre il vicepremier leghista tenta di mettere a punto il proprio viaggio negli Usa per incontrare Donald Trump: se ne parla — a sentire le voci di corridoio — tra fine luglio e inizio agosto. Il sogno del “Capitano” è ovvio: scommettere in anticipo sulla rielezione del tycoon e accreditarsi come interlocutore privilegiato del presidente americano.

Giorgia Meloni e Marine Le Pen (ansa)

Stretta nel ruolo istituzionale di presidente del Consiglio, quindi non potendo tifare apertamente per una vittoria non ancora concretizzata, Meloni parla con le agen…

Amica di lunga data di Marine Le Pen, rapporti un po’ raffreddati negli ultimi anni per via della relazione privilegiata che la leader del Rassemblement National ha coltivato con Matteo Salvini, la presidente del Consiglio comunque esprime soddisfazione per il primo esito delle elezioni francesi della destra radicale. E tutto questo accade mentre il vicepremier leghista tenta di mettere a punto il proprio viaggio negli Usa per incontrare Donald Trump: se ne parla — a sentire le voci di corridoio — tra fine luglio e inizio agosto. Il sogno del “Capitano” è ovvio: scommettere in anticipo sulla rielezione del tycoon e accreditarsi come interlocutore privilegiato del presidente americano.

Giorgia Meloni e Marine Le Pen (ansa)

Stretta nel ruolo istituzionale di presidente del Consiglio, quindi non potendo tifare apertamente per una vittoria non ancora concretizzata, Meloni parla con le agenzie e spiega di trattare «con rispetto le dinamiche politiche ed elettorali delle altre nazioni. Certo, siamo di fronte a uno scenario molto polarizzato e se mi chiede se preferisco la sinistra, in qualche caso anche piuttosto estrema, o la destra... Ovviamente preferisco la destra». Continua Meloni: «Ho sempre auspicato anche a livello europeo che venissero meno le vecchie barriere tra le forze alternative alla sinistra. Il tentativo costante di demonizzare e di mettere all’angolo il popolo che non vota per le sinistre è un trucco che serve a scappare dal confronto sul merito delle diverse proposte politiche. Ma è un trucco in cui cadono sempre meno persone. Lo abbiamo visto in Italia, si vede sempre di più in Europa e in tutto l’Occidente». “Trucco” che, seppure fosse considerabile come tale, in Italia nessuno ha tentato davvero, visto che alle Politiche del 2022 il centrodestra vinse perché gli avversari (centristi, centrosinistra e 5 Stelle) andarono alle elezioni dividendosi in tre, e questo sapendo bene di avere poche possibilità in tali condizioni di essere competitivi, cioè di poter battere le destre.

Dopodiché, con un’oggettiva ascesa delle destre e non solo a livello europee, la competizione nel mondo sovranista è serrata tra FdI e Lega. Intanto c’è la questione del gruppo europeo, con il Carroccio che potrebbe aderire alla formazione dei “patrioti” lanciata da Viktor Orbán. Il premier ungherese nei mesi scorsi ha dialogato molto con Ecr, i conservatori guidati proprio da Meloni, ma alla fine ha scelto di percorrere un’altra strada. Con lui ci sono il leader dell’ultradestra austriaca Herbert Kickl e l’ex premier ceco, il liberal-populista Andrej Babis. Salvini è in attesa di capire cosa farà Le Pen, sua alleata in Identità e democrazia. «Stiamo valutando i documenti ma penso che possa essere la strada giusta quella di fare un grande gruppo che ambisca a essere il terzo al Parlamento europeo», ragiona nel frattempo. Sganciato dalle responsabilità di guida del governo, e nonostante sia comunque vice di Meloni, il leader leghista si sta muovendo come detto in ottica futura con gli Usa. Nel 2016 fu uno dei primissimi esponenti della destra a prevedere un’elezione di Trump, sembrava fantascienza e poi invece avvenne per davvero. Ora ci riprova.

Meloni ha anche qui le mani legate, obbligata a conservare un rapporto istituzionale con Joe Biden fino a quando sarà in carica. Così lo staff di Salvini è al lavoro per incrociare le agende con quelle del candidato repubblicano, impegnato in campagna elettorale. Il confronto televisivo di quattro giorni fa con Biden ha, se possibile, aumentato le quotazioni del suo ritorno alla Casa Bianca. Di sicuro il segretario della Lega ha dalla sua una maggiore affinità con Trump in politica estera, vedi ad esempio il possibile disimpegno nella guerra in Ucraina. Mentre Meloni, che pure in passato (ma era il 2018) aveva espresso apprezzamento per Vladimir Putin, una volta diventata premier ha invece abbracciato in toto la politica atlantista. Ma l’America potrebbe cambiare e a quel punto le occorrerebbe una nuova svolta. Nulla di impossibile. Tuttavia, se sarà, troverà Salvini già bello e pronto su quelle posizioni.

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