Autonomia, Zaia vuole nove materie e incita le Regioni del Sud: “Provate”
di Enrico FerroCon uno scatto da centometrista il presidente del Veneto Luca Zaia brucia sul tempo tutti i colleghi: nella grande partita dell’Autonomia differenziata chiede subito al governo Meloni nove delle ventitre materie, quelle non subordinate ai livelli essenziali delle prestazioni. Il governatore, che ha fatto di questa riforma la cifra del suo mandato politico, tende anche una mano al Mezzogiorno. «Siamo disposti fin da ora a gemellarci con una Regione del Sud per testare assieme questa Autonomia», dichiara, nel tentativo di placare le polemiche che sono seguite all’approvazione della riforma, il 19 giugno scorso.
Parla di equa divisione del benessere, Luca Zaia, e mentre anche il collega della Lombardia Attilio Fontana si dice pronto a richiede…
Con uno scatto da centometrista il presidente del Veneto Luca Zaia brucia sul tempo tutti i colleghi: nella grande partita dell’Autonomia differenziata chiede subito al governo Meloni nove delle ventitre materie, quelle non subordinate ai livelli essenziali delle prestazioni. Il governatore, che ha fatto di questa riforma la cifra del suo mandato politico, tende anche una mano al Mezzogiorno. «Siamo disposti fin da ora a gemellarci con una Regione del Sud per testare assieme questa Autonomia», dichiara, nel tentativo di placare le polemiche che sono seguite all’approvazione della riforma, il 19 giugno scorso.
Parla di equa divisione del benessere, Luca Zaia, e mentre anche il collega della Lombardia Attilio Fontana si dice pronto a richiedere le stesse materie al governo, si scalda il fronte delle Regioni di centrosinistra. È Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, a suonare la carica: «Avevamo chiesto a Giorgia Meloni di non firmare alcuna intesa prima della definizione dei Lep. È necessario contrastare in tutti i modi l’attuazione di questa legge, per questo è urgente organizzare il fronte referendario». A questo proposito, il gruppo composto da Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Campania e Sardegna, potrebbe allargarsi. Ci sono interlocuzioni in atto per accogliere anche Calabria e Basilicata, anche se entrambe sono amministrate da governatori di centrodestra. In settimana dovrebbe riunirsi il Coordinamento che dovrà preparare un testo inattaccabile per il referendum abrogativo.
Ma Zaia tira dritto e dal suo ufficio, ieri, è partita la prima richiesta ufficiale sulle competenze da gestire. Destinatari la premier Giorgia Meloni e il ministro per le Autonomie e gli Affari regionali Roberto Calderoli. In cinque pagine la regione Veneto ripercorre le tappe che hanno portato all’approvazione della riforma e poi elenca le nove materie che possono essere subito devolute: organizzazione della giustizia di pace; rapporti internazionali e con l’Ue della Regione; commercio con l’estero; professioni; protezione civile; previdenza complementare a integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Il Veneto è intenzionato a chiedere anche altre quattro materie, quelle che furono inserite in un accordo preliminare nel 2018 con l’allora governo Gentiloni: politiche del lavoro, istruzione, tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, tutela della salute. Il tutto in attesa di ultimare la trattativa con le rimanenti dieci, per cui bisogna però attendere la definizione dei Lep.
«Noi abbiamo fatto i compiti a casa», assicura Zaia. «Per ciascuna delle 23 materie abbiamo un dossier pronto».
Qualche esempio sulle nove funzioni che il Veneto, ragionevolmente, potrebbe ottenere entro l’anno? «In materia di protezione civile, chiederemo che al presidente di Regione sia concesso emettere ordinanze in deroga», spiega Zaia. «Poi mi chiedo perché un governatore non si possa occupare delle valutazioni di impatto ambientale delle opere regionali, ma debba attendere i decreti di Roma. O perché, nel dare risposte a cittadini e imprese rispetto all’Arpav, sia subordinato alla concessione di pareri nazionali». Avanti tutta, quindi.
Nel fuoco incrociato sull’Autonomia differenziata va registrata anche la risposta piccata del governatore forzista del Piemonte. Alberto Cirio ribatte a Zaia sulla proposta di gemellaggio con le regioni del Sud: «Noi il gemellaggio ce l’abbiamo già in casa: siamo una regione del Nord, fortunatamente animata da tanti uomini e donne del Sud. Qui c’è l’Italia».