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Il governo corre ai ripari sull’abuso d’ufficio: un norma per colmare il vuoto. La moral suasion del Quirinale

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio (ansa)
Spunta a sorpresa un articolo nel decreto carceri per disciplinare il reato di peculato per distrazione
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ROMA - Torna a sorpresa l’abuso d’ufficio prima che l’abuso d’ufficio stesso venga cancellato - la prossima settimana - dal disegno di legge Nordio. Basta leggere l’ultimo articolo - il decimo - del decreto sulle carceri. Dov’è entrata - dopo la moral suasion del Quirinale - una modifica del codice penale. Un articolo, il 314 bis, dopo quello sul peculato.

Come aveva già segnalato Repubblica, con le indicazioni del giurista della Statale di Milano Gian Luigi Gatta, eliminare l’abuso d’ufficio rischia di creare un vulnus legislativo, soprattutto dopo il varo del decreto Draghi che rispondeva al richiamo dell’Europa, e alla sua direttiva, sulla necessità di mantenere una tutela rispetto ai casi di peculato per distrazione che sono da sempre e pacificamente ricondotti - addirittura dagli anni Novanta - all’abuso d’ufficio.

ROMA - Torna a sorpresa l’abuso d’ufficio prima che l’abuso d’ufficio stesso venga cancellato - la prossima settimana - dal disegno di legge Nordio. Basta leggere l’ultimo articolo - il decimo - del decreto sulle carceri. Dov’è entrata - dopo la moral suasion del Quirinale - una modifica del codice penale. Un articolo, il 314 bis, dopo quello sul peculato.

Come aveva già segnalato Repubblica, con le indicazioni del giurista della Statale di Milano Gian Luigi Gatta, eliminare l’abuso d’ufficio rischia di creare un vulnus legislativo, soprattutto dopo il varo del decreto Draghi che rispondeva al richiamo dell’Europa, e alla sua direttiva, sulla necessità di mantenere una tutela rispetto ai casi di peculato per distrazione che sono da sempre e pacificamente ricondotti - addirittura dagli anni Novanta - all’abuso d’ufficio.

Ecco il nuovo articolo del codice penale che disciplina “l’indebita destinazione di denaro o cose mobili”, cioè nei fatti il peculato per distrazione: “Fuori dei casi previsti dall'articolo 314, il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, li destina a un uso diverso da quello previsto da specifiche disposizioni di legge o da atti aventi forza di legge, dai quali non residuano margini di discrezionalità, e intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale o un danno ingiusto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”.

Risuona, in questo articolo, quello che sta per essere definitivamente cancellato con l’abuso d’ufficio. Proprio le stesse parole, laddove si parla di denaro destinato diversamente “da specifiche disposizioni di legge o da atti aventi forza di legge dai quali non residuano margini di discrezionalità” con la conseguenza, “intenzionalmente”, di “procurare a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale o un danno ingiusto”.

Il governo e il Guardasigilli Carlo Nordio cancellano quindi l’abuso d’ufficio e poi ne reintroducono una parte fondamentale applicabile - come dice Gatta - “anche ai sindaci”. Anche se la pena cala, perché con il vecchio abuso era da uno a 4 anni, adesso è da “6 mesi a 3 anni”. Con la fondamentale conseguenza che non saranno più revocate almeno alcune delle 3.600 condanne definitive per abuso d’ufficio, che proprio Gatta aveva denunciato come inevitabili.

Proprio questo ha segnalato il Quirinale parlando con il governo dell’evidente anomalia - in vista del voto sull’abuso d’ufficio - che avrebbe potuto portare a una procedura d’infrazione della Ue verso l’Italia che proprio il decreto Draghi voleva evitare. Come si può leggere nella relazione del 2022. Il governo, rendendosi conto dei rischi, sarebbe stato disponibile a introdurre subito, e soprattutto prima della cancellazione dell’abuso d’ufficio, la nuova norma in modo da non creare pericolosi iati.

Il Quirinale, ovviamente, deve aver guardato oltre il voto sull’abuso d’ufficio e sulla firma che dovrà mettere per licenziare il testo definitivo. Ha suggerito la modifica per evitare che con l’abuso d’ufficio venga cancellato anche il peculato per distrazione per interesse personale. Un’indicazione che peraltro, più volte, era giunta anche dalla presidente della commissione Giustizia del Senato Giulia Bongiorno, che giusto a inizio settimana in un’intervista sul Messaggero, aveva nuovamente segnalato come cancellare quel reato dovesse comportare una riscrittura dei reato sulla pubblica amministrazione per evitare dei pericolosi vuoti d’impunità.

Ma quale potrà essere adesso la reazione dei sindaci nonché dei nemici giurati dell’abuso d’ufficio, come il responsabile Giustizia di Azione Enrico Costa, alla nuova norma che ne reintroduce, in bella evidenza, una parte fondamentale? Certo è un bel colpo per l’opposizione, ma è assai probabile che Nordio possa perdere i voti di Azione e forse anche quelli di Italia viva.

In ogni caso la partita pare proprio che non sia chiusa. Ecco una nuova grana che segnala Gatta, come aveva già fatto nelle audizioni sia alla Camera che a Senato. Dice il giurista: “Attenzione, per adempiere alla direttiva europea che obbliga a punire il peculato per distrazione, e quindi per evitare una procedura di infrazione, deve essere modificato anche l'articolo 322 bis del codice penale, che estende l'abuso d'ufficio ai fatti commessi a danno della Ue”. Secondo Gatta la versione del 314 bis del decreto Nordio non copre anche quest’aspetto e quindi “non sana il vulnus al diritto europeo”.

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