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Il governo modifica il codice Antimafia: il prefetto può annullare le misure interdittive a carico delle imprese. Protesta l’opposizione

“Se al titolare di un'impresa individuale e alla sua famiglia vengono a mancare i mezzi di sostentamento”. L’intervento in commissione Giustizia alla Camera. Per il M5S “viene meno una misura che limita le infiltrazioni mafiose”
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Modifiche al codice Antimafia. “Se al titolare di un'impresa individuale e alla sua famiglia vengono a mancare i mezzi di sostentamento” a causa delle misure interdittive, il prefetto può annullare “uno o più divieti” e quindi l’attività può tornare, almeno in parte, in funzione. La commissione Giustizia della Camera con un emendamento, più volte riformulato e presentato da Forza Italia (a firma Calderone e Patriarca con parere favorevole del governo) al disegno di legge Sicurezza, ha messo mano alle norme antimafia scatenando l’ira dell’opposizione.

“Per la destra la povertà conta solo se si tratta di alleggerire le maglie dell'interdittiva antimafia, fondamentale strumento di prevenzione della infiltrazione criminale”, attaccano i capigruppo di Alleanza verdi e sinistra in commissione Affari costituzionali e Giustizia, Filiberto Zaratti e Devis Dori, per i quali viene depotenziata “la normativa antimafia, consentendo alle imprese sottoposte a interdittiva più tempo per far sparire e…

Modifiche al codice Antimafia. “Se al titolare di un'impresa individuale e alla sua famiglia vengono a mancare i mezzi di sostentamento” a causa delle misure interdittive, il prefetto può annullare “uno o più divieti” e quindi l’attività può tornare, almeno in parte, in funzione. La commissione Giustizia della Camera con un emendamento, più volte riformulato e presentato da Forza Italia (a firma Calderone e Patriarca con parere favorevole del governo) al disegno di legge Sicurezza, ha messo mano alle norme antimafia scatenando l’ira dell’opposizione.

“Per la destra la povertà conta solo se si tratta di alleggerire le maglie dell'interdittiva antimafia, fondamentale strumento di prevenzione della infiltrazione criminale”, attaccano i capigruppo di Alleanza verdi e sinistra in commissione Affari costituzionali e Giustizia, Filiberto Zaratti e Devis Dori, per i quali viene depotenziata “la normativa antimafia, consentendo alle imprese sottoposte a interdittiva più tempo per far sparire eventuali fondi illeciti”.

L’annullamento dei divieti a carico di un’azienda hanno “durata annuale, prorogabili ove permangano i presupposti accertati”. E la mancanza dei mezzi di sostentamento, si legge nel testo, “è accertata, su documentata istanza del titolare dell'impresa individuale, all'esito di verifiche effettuate dal gruppo interforze istituito presso la prefettura competente”.

“Perché i prefetti potranno ridimensionare la portata delle misure interdittive anti-mafia?”, chiedono il capogruppo democratico nella commissione Giustizia di Montecitorio, Federico Gianassi, e il responsabile nazionale sicurezza del Pd, Matteo Mauri: “Visto che il sottosegretario Delmastro non ha risposto alle nostre domande, chiediamo al ministro Nordio di spiegare le ragioni per cui governo e maggioranza hanno voluto in tutti i modi modificare il codice antimafia con un emendamento più volte riformulato e inserito nel disegno di legge in materia di sicurezza urbana. Leggiamo che i prefetti potranno escludere nell'interdittiva anti-mafia alcuni divieti, valutazione oggi rimessa ai giudici. Sono noti gli effetti di questa norma? Quali sono le ragioni di questo intervento? A noi sembra un pericoloso arretramento”.

Bagarre ieri in commissione anche quando Forza Italia non ha partecipato al voto, di una proposta di modifica presentata dalla maggioranza, che rende facoltativo (oggi invece è obbligatorio) il rinvio della pena per donne incinta o con bambini fino a un anno di età. Il deputato Paolo Emilio Russo, prendendo le distanze da Fratelli d’Italia e Lega e nel sottolineare la vicinanza azzurra ai temi che riguardano la famiglia, ha spiegato che, pur condividendo le ragioni che hanno mosso la maggioranza, non possono essere i bambini a farne le spese. “Chiederemo all'Aula, quando il provvedimento sarà discusso in quella sede, di mantenere l'obbligo di differimento della pena o l'obbligo di scontarla in un istituto protetto per la madri con figli tra 0 e 12 mesi per scongiurare che anche solo un bambino sia costretto a crescere dietro le sbarre per colpe della madre”.

I lavori della commissione sono ancora in corso, il testo sarà licenziato a breve e arriverà in Aula il 25 luglio.

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