Misure alternative, telefonate, agenti: col decreto carceri non arriva la svolta
di Gabriella CeramiROMA – Non è lo svuota carceri, anche perché è un termine che il ministro della Giustizia Carlo Nordio non vuol sentire: «Non ho mai voluto usare né mai userò questa parola impropria e diseducativa». E malgrado il sovraffollamento degli istituti penitenziari, nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, vengono solo velocizzate le procedure per la concessione della liberazione anticipata o di misure alternative, sulla base delle leggi già in vigore.
Piuttosto, nel testo dal titolo «Carcere sicuro» viene inserita una norma che nulla ha a che vedere con il provvedimento. Nell’ultimo articolo si parla infatti dell’abuso d’ufficio, alla vigilia dell’arrivo nell’Aula della Camera del disegno di legge che ne prevede l’abolizione. Alla luce anche di una moral suasion del Quirinale, per colmare un vulnus legislativo, viene introdotto dunque un nuovo articolo del codice penale che disciplina «l’indebita destinazione di denaro o cose mobili», quindi il peculato per distrazione, reato…
ROMA – Non è lo svuota carceri, anche perché è un termine che il ministro della Giustizia Carlo Nordio non vuol sentire: «Non ho mai voluto usare né mai userò questa parola impropria e diseducativa». E malgrado il sovraffollamento degli istituti penitenziari, nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, vengono solo velocizzate le procedure per la concessione della liberazione anticipata o di misure alternative, sulla base delle leggi già in vigore.
Piuttosto, nel testo dal titolo «Carcere sicuro» viene inserita una norma che nulla ha a che vedere con il provvedimento. Nell’ultimo articolo si parla infatti dell’abuso d’ufficio, alla vigilia dell’arrivo nell’Aula della Camera del disegno di legge che ne prevede l’abolizione. Alla luce anche di una moral suasion del Quirinale, per colmare un vulnus legislativo, viene introdotto dunque un nuovo articolo del codice penale che disciplina «l’indebita destinazione di denaro o cose mobili», quindi il peculato per distrazione, reato che coinvolge un pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che utilizza denaro o altro per fini diversi rispetto a quelli previsti dalla legge. Ed è punibile dai sei mesi ai tre anni.
Il Guardasigilli prova a derubricare la decisione parlando di «piccola norma, anticipata un anno fa. Conoscevamo il problema relativo all’abolizione del reato di abuso di ufficio che avrebbe potuto, secondo un certo orientamento giurisprudenziale, lasciare un vuoto di tutela per quanto riguardava questa fattispecie». In realtà, la mancata modifica avrebbe potuto portare a una procedura d’infrazione dell’Unione europea verso l’Italia.
Tuttavia anche sul sovraffollamento delle carceri l’Italia è attenzionata, come risulta dai report del Consiglio europeo, e il testo invece non contiene misure capaci di alleggerire le celle, dove oggi si trovano 61.547 detenuti a fronte di una capienza di 51.241.
Il provvedimento prevede l’istituzione di un albo contenente le comunità che potranno accogliere alcune tipologie di reclusi. Coloro che hanno un residuo di pena basso, i tossicodipendenti e i condannati per determinati reati potranno scontare così la parte finale della loro detenzione. Le misure alternative potranno essere decise non più in via provvisoria, ma definitivamente e più rapidamente dal magistrato di sorveglianza, senza passare per il tribunale collegiale. Lo sconto di pena per buona condotta resta di 45 giorni ogni sei mesi. Invece il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti, con il suo disegno di legge in calendario alla Camera il 17 luglio, chiede che i giorni di liberazione anticipata passino da 45 a sessanta o addirittura a 75 ogni sei mesi. E su questa proposta era arrivato anche il consenso di Forza Italia. Comunque sia, per Nordio, «il decreto legge è frutto di una visione orientata sull’umanizzazione carceraria». E sottolinea, quasi rivolto al parlamentare radicale: «Non vi sono indulgenze gratuite. Renderemo molto chiaro al detenuto il percorso ed i termini per godere della liberazione anticipata». Aumenta inoltre il numero di telefonate per chi è ristretto, da 4 a 6 al mese, ed è prevista l’assunzione di mille agenti insieme all’incremento del numero di dirigenti penitenziari. Una cifra contenuta rispetto alle reali esigenze.
Insomma, lo spirito del decreto non sembra essere quello di risolvere il problema delle carceri che scoppiano. Per Nordio sarà l’abolizione dell’abuso d’ufficio ad «avere un impatto sul numero dei reclusi» a cui si aggiungono gli accordi con gli Stati esteri per il trasferimento dei detenuti stranieri. La questione è nei fatti rimandata.