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Elio Vito: “Forza Italia ha soffocato la sua identità liberal, ora insegue Marina Berlusconi per una scelta di comodo”

Elio Vito 
Intervista all’ex ministro e storico esponente azzurro: “Alla famiglia del Cavaliere interessa l’Europa, dove il Ppe preferisce i socialisti alla destra. Per Tajani ci sarà un problema di coerenza, anche sulle battaglie civili”
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Elio Vito potrebbe dire "io ve l'avevo detto" e infatti lo dice: "Io lo avevo detto". Storico esponente di Forza Italia, ex ministro, negli ultimi anni si era ritagliato spazio e visibilità nel partito e nel centrodestra perorando la causa dei diritti civili, abbastanza in solitaria. Alla fine, due anni fa ha lasciato FI e il seggio parlamentare.

Dopo le parole di Marina Berlusconi, dentro Fi sembra prendere spazio un'area cosiddetta liberal. Cosa ne pensa?

"Che dover parlare di area liberal è già una sconfitta. Quella doveva essere l'identità stessa di Fi".

Ma come ha letto le sue riflessioni sulla necessità per gli azzurri di avere una visione più aperta su quei temi?

"Sono sollecitazioni importanti e positive, apprezzabili da ogni sincero democratico e che rispecchiano posizioni che certamente erano già del padre. Ora qualcuno in FI le va dietro perché comunque la famiglia Berlusconi conta tantissimo. Ma è molto comodo. Io fui molto attaccato perché dicevo le stesse cose, avvertivo…

Elio Vito potrebbe dire "io ve l'avevo detto" e infatti lo dice: "Io lo avevo detto". Storico esponente di Forza Italia, ex ministro, negli ultimi anni si era ritagliato spazio e visibilità nel partito e nel centrodestra perorando la causa dei diritti civili, abbastanza in solitaria. Alla fine, due anni fa ha lasciato FI e il seggio parlamentare.

Dopo le parole di Marina Berlusconi, dentro Fi sembra prendere spazio un'area cosiddetta liberal. Cosa ne pensa?

"Che dover parlare di area liberal è già una sconfitta. Quella doveva essere l'identità stessa di Fi".

Ma come ha letto le sue riflessioni sulla necessità per gli azzurri di avere una visione più aperta su quei temi?

"Sono sollecitazioni importanti e positive, apprezzabili da ogni sincero democratico e che rispecchiano posizioni che certamente erano già del padre. Ora qualcuno in FI le va dietro perché comunque la famiglia Berlusconi conta tantissimo. Ma è molto comodo. Io fui molto attaccato perché dicevo le stesse cose, avvertivo la necessità di dar voce alla nostra identità liberale".

Pensa che Marina Berlusconi volesse dare un avvertimento al governo?

"A parte sui diritti civili, ho visto una difesa d’ufficio del governo Meloni. Le aziende della famiglia Berlusconi, però, guardano ormai sempre più all’Europa e in Europa i popolari, ai quali appartiene Forza Italia, preferiscono governare con i socialisti e con i liberali piuttosto che con la destra. Questo è un dato di fatto e penso che prima o poi tutti dovranno fare i conti ed essere coerenti, anche Marina Berlusconi e Forza Italia. Poi altra domanda: se Meloni non voterà von der Leyen, FI come farà a restare al governo?".

Tajani sui diritti civili come le sembra?

"Lui se la cava parlando di libertà di coscienza. Ma guardiamo un dato: i grandi partiti di centro europei cosa hanno fatto? I Conservatori britannici introdussero il matrimonio egualitario, i gollisti francesi votarono la legge anti-discriminazioni Lgbtq+, i popolari spagnoli non si sono mai opposti alle leggi sui diritti delle donne. Quando Piantedosi fece una circolare sui bambini figli delle coppie arcobaleno invece nessuno in FI si è mosso".

Sulla faccenda antisemitismo di FdI, ha letto la lettera di Meloni al partito?

"Sì e mi è piaciuta, ha utilizzato parole giuste e bisogna dargliene atto. L'inchiesta di Fanpage è stata legittima e ha colpito nel segno, Meloni ci ha messo qualche giorno a reagire nella maniera più corretta. Credo che molto abbia influito l'intervento della senatrice Segre".

Ma ora che i diritti civili tornano ad avere spazio in FI, la rivedremo in Forza Italia?

"Ci mancherebbe, no, non ho alcuna fiducia nelle persone che la guidano".

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