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Lo strappo di Orbán che vola da Putin. L’Unione europea: “Non nel nostro nome”

Missione a sorpresa del primo ministro ungherese che è anche presidente di turno dell’Unione. Michel: “Non ha il mandato di impegnarsi”. E Mosca benedice Trump: seria la sua volontà di pace
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BERLINO — In tre giorni è saltato tre volte sul proscenio internazionale e ha fatto infuriare tutti. E ieri Viktor Orban si è prodotto nell’ennesimo coup de théâtre. Volerà oggi a Mosca per incontrare Vladimir Putin. Il timing non sembra un dettaglio e conferma i timori più foschi di metà delle cancellerie europee. Al terzo giorno, i sei mesi appena cominciati di presidenza ungherese della Ue sono già un incubo.

Il premier magiaro sarà a Mosca senza alcuna delega: il capo del Consiglio europeo, Charles Michel, lo ha voluto sottolineare ieri con enfasi. «La presidenza di turno dell’Ue non ha il mandato di impegnarsi con la Russia per conto dell’Ue», ha dichiarato il belga. Aggiungendo che «la Russia è l’aggressore, l’Ucraina è la vittima. Nessuna discussione su Kiev può aver luogo senza l’Ucraina». A parte Orban, che ha incontrato Putin l’ultima volta a ottobre del 2023, nessun capo di governo o di Stato occidentale ha messo più piede a Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina, a febbraio d…

BERLINO — In tre giorni è saltato tre volte sul proscenio internazionale e ha fatto infuriare tutti. E ieri Viktor Orban si è prodotto nell’ennesimo coup de théâtre. Volerà oggi a Mosca per incontrare Vladimir Putin. Il timing non sembra un dettaglio e conferma i timori più foschi di metà delle cancellerie europee. Al terzo giorno, i sei mesi appena cominciati di presidenza ungherese della Ue sono già un incubo.

Il premier magiaro sarà a Mosca senza alcuna delega: il capo del Consiglio europeo, Charles Michel, lo ha voluto sottolineare ieri con enfasi. «La presidenza di turno dell’Ue non ha il mandato di impegnarsi con la Russia per conto dell’Ue», ha dichiarato il belga. Aggiungendo che «la Russia è l’aggressore, l’Ucraina è la vittima. Nessuna discussione su Kiev può aver luogo senza l’Ucraina». A parte Orban, che ha incontrato Putin l’ultima volta a ottobre del 2023, nessun capo di governo o di Stato occidentale ha messo più piede a Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina, a febbraio del 2022.

L’autocrate magiaro sarà accompagnato dal suo ministro degli Esteri, Peter Szijarto, ha rivelato una fonte governativa a Radio Free Europe, il sito che ha dato per primo la notizia della visita ufficiale. E Orban vola verso la Russia dopo aver fatto tappa in Ucraina, sempre a sorpresa, per esporre a Volodomyr Zelensky la proposta di un cessate il fuoco e l’avvio di negoziati di pace con la Russia. Un’idea totalmente irricevibile per Kiev, che teme che le armi siano messe a tacere solo per consentire a Putin di riorganizzare le sue truppe. Zelensky non gli ha neanche risposto.

È chiaro che il piano di Orbán non è certo quello di Zelensky o della Ue e degli Stati Uniti di Joe Biden, che stanno cercando di costruire una traiettoria di pace basata su discussioni internazionali che possano coinvolgere anche la Russia, ma sulla base di un concreto piano di pace sostenuto da tutti e non estorto a Kiev. Il premier ungherese guarda a un altro piano di pace, molto più insidioso: quello di Donald Trump e dei Repubblicani americani, che hanno già annunciato un taglio ai finanziamenti americani all’Ucraina. E il candidato alla presidenza ha minacciato di trovare una “soluzione” prima ancora del suo eventuale insediamento alla Casa Bianca. Metterebbe talmente sotto pressione Zelensky, tagliandogli gli indispensabili aiuti americani, da estorcergli il cessate il fuoco, o meglio: la resa. A Berlino una fonte governativa segnala off the record che «il piano di Trump è inquietante».

Ma il premier magiaro lavora nella stessa direzione ed è il più stretto alleato di Trump in Europa. «La pace è il punto numero uno delle nostre priorità. Orbán vuole essere un facilitatore», ha spiegato ieri un uomo vicinissimo al premier ungherese, Zoltan Kovacs. L’autocrate che si è messo di traverso su ogni singolo pacchetto di sanzioni europee contro la Russia, vuole accreditarsi come mediatore. E vale la pena ricordare che l’ultima volta che Putin ha proposto un piano di pace, lo ha fatto reclamando quattro regioni dell’Ucraina. Due di esse, Zaporizhzhia e Kherson, sono lungi dall’essere conquistate dai russi.

A 24 ore dall’avvio del “suo” semestre europeo, Orban aveva già fatto saltare sulla sedia mezza Europa annunciando da Vienna la creazione di un nuovo gruppo a Strasburgo, i “Patrioti”, insieme al leader dell’ultradestra austriaca Kickl e all’ex premier ceco Babis. Tutti e tre smaccatamente filoputiniani. Tanto che per ora i polacchi del Pis si sono sfilati. Ma al gruppo potrebbe aderire la Lega. L’obiettivo è disgregare gli Identitari, che hanno già cacciato Afd, e assorbirne i pezzi migliori. Tutti aspettano dunque il risultato delle elezioni in Francia per capire se Marine Le Pen si farà attirare dalle sirene dei “Patrioti” putinisti.

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