Dall’Europa la minaccia di una procedura di infrazione all’Italia sull’abolizione dell’abuso d’ufficio
di Gabriella CeramiInsiste nel dire che il peculato per distrazione, che si verifica quando una somma di denaro o un bene pubblico viene utilizzato in modo improprio, non sia assimilabile all’abuso d’ufficio. Ma Carlo Nordio sembra non ricordare, o comunque non ne fa menzione, che era stato proprio lui il 14 giugno scorso a Lussemburgo, durante il Consiglio dei ministri della Giustizia dell’Unione europea, a dirsi “lieto della mediazione raggiunta con l’Ue sull’abuso d’ufficio”.
Mediazione che ha trovato, come punto di caduta, anche la necessità di inserire alcune fattispecie di reato, malgrado il disegno di legge che abolirà l’articolo del codice penale sull’abuso d’ufficio. Esiste tra l’altro una di…
Insiste nel dire che il peculato per distrazione, che si verifica quando una somma di denaro o un bene pubblico viene utilizzato in modo improprio, non sia assimilabile all’abuso d’ufficio. Ma Carlo Nordio sembra non ricordare, o comunque non ne fa menzione, che era stato proprio lui il 14 giugno scorso a Lussemburgo, durante il Consiglio dei ministri della Giustizia dell’Unione europea, a dirsi “lieto della mediazione raggiunta con l’Ue sull’abuso d’ufficio”.
Mediazione che ha trovato, come punto di caduta, anche la necessità di inserire alcune fattispecie di reato, malgrado il disegno di legge che abolirà l’articolo del codice penale sull’abuso d’ufficio. Esiste tra l’altro una direttiva europea, adottata dal governo Mario Draghi il 4 ottobre 2022, quindi due settimane prima di passare la campanella a Giorgia Meloni, che prevede l’obbligo di contestare l’abuso d’ufficio nei casi di peculato per distrazione, esteso anche ai fatti commessi dai pubblici funzionari in ambito Ue. La strada del Guardasigilli era quindi parecchio stretta e senza alcuna possibilità di bivio. L’alternativa sarebbe stata andare incontro a una procedura di infrazione.
Il rischio tuttavia non è affatto azzerato. Sempre a Lussemburgo, il Consiglio Ue ha adottato una posizione netta sull’abuso d’ufficio stabilendo che sono considerati reati penali in tutta l'Unione europea la corruzione nel settore pubblico e privato, l'appropriazione indebita, l'ostruzione alla giustizia, l'arricchimento derivante da corruzione e il traffico di influenza. Ed è quest’ultimo reato, in particolare, che creerà un grande vuoto normativo in Italia, perché è stato rimodulato.
Lo sa bene il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, colpito dal fatto che “si abroga il reato di abuso d'ufficio e se ne introduce un altro, con decreto legge, che è il vecchio peculato per distrazione. È il segno tangibile che la scelta di abrogare l'abuso di ufficio è una scelta infelice. Si corre ai ripari con un provvedimento normativo d'urgenza”, il decreto che parla delle carceri, “per introdurre una pezza per colmare quei vuoti di tutela che saranno creati dall'imminente abrogazione dell'abuso”.
Le opposizione accusano il governo di aver messo in atto un gioco di prestigio. Una mossa da “mago Silvan” è la sintesi ironica del deputato di Avs Devis Dori che ribattezza così il Guardasigilli. Colpevole di “far sparire” il reato di abuso di ufficio, cancellato in Aula con 170 voti a favore dall'articolo 1 del ddl Nordio, e di “farlo riapparire sotto false vesti nel decreto carceri con il nome di peculato per distrazione”.
L’ex ministro Andrea Orlando ha un sospetto. “L’introduzione di un nuovo reato di peculato riformato rimette una spada di Damocle sulla testa degli amministratori, ma – dice l’esponente dem - non la rimette sulle altre categorie interessate dalla fattispecie dell'abuso d'ufficio: i magistrati, le forze di polizia, i medici e i professori universitari. Se queste erano le categorie che volevate tutelare, ce lo potevate dire tranquillamente”. L’opposizione ha chiesto al ministro Nordio di intervenire in Aula e chiarire questi aspetti più controversi. Ma la maggioranza ha votato contro, rifiutandosi di rispondere a chi in Parlamento aveva sollevato dubbi legittimi.