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Sull’Autonomia è ansia da quorum. Il fronte del No scommette sul Sud

Elly Schlein, Giuseppe Conte e gli altri leader delle opposizioni depositano il quesito sul referendum contro l’Autonomia

 (ansa)
L’allarme di Calenda: “Astensione alta, il referendum non avrà i numeri”. Emiliano: “Il Meridione voterà in massa, rischia una fuga di medici e prof”
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Roma — Non è tanto la raccolta firme, comunque complicata dal calendario, a destare preoccupazione: con l’estate di mezzo, consegnare 500mila sottoscrizioni entro il 30 settembre non è certo una passeggiata di salute. A suscitare apprensione nel vasto fronte schierato contro l’Autonomia differenziata è soprattutto il quorum.

Alla luce di un’affluenza che negli ultimi anni è precipitata sotto il livello di guardia — 49,7%, il più basso di sempre, registrato alle Europee — portare alle urne la metà più uno degli aventi diritto, quota indispensabile perché il referendum abrogativo sia valido, è di questi tempi un’impresa al limite del proibitivo. A maggior ragione se si considera che dal 1997 a oggi, delle nove consultazioni effettuate, solo una, quella del 2011 sulla gestione pubblica dell’acqua, ha superato la soglia minima (di circa 5 punti).

È la ragione per la quale Carlo Calenda, unico fra i leader del centrosinistra, si è sfilato dalla battaglia unitaria per chiedere al popolo di …

Roma — Non è tanto la raccolta firme, comunque complicata dal calendario, a destare preoccupazione: con l’estate di mezzo, consegnare 500mila sottoscrizioni entro il 30 settembre non è certo una passeggiata di salute. A suscitare apprensione nel vasto fronte schierato contro l’Autonomia differenziata è soprattutto il quorum.

Alla luce di un’affluenza che negli ultimi anni è precipitata sotto il livello di guardia — 49,7%, il più basso di sempre, registrato alle Europee — portare alle urne la metà più uno degli aventi diritto, quota indispensabile perché il referendum abrogativo sia valido, è di questi tempi un’impresa al limite del proibitivo. A maggior ragione se si considera che dal 1997 a oggi, delle nove consultazioni effettuate, solo una, quella del 2011 sulla gestione pubblica dell’acqua, ha superato la soglia minima (di circa 5 punti).

È la ragione per la quale Carlo Calenda, unico fra i leader del centrosinistra, si è sfilato dalla battaglia unitaria per chiedere al popolo di abolire la devolution leghista. E ha lanciato l’allarme. «Per raggiungere il quorum dovremmo portare a votare tredici milioni di italiani in più rispetto a quelli che hanno votato alle Europee per i partiti che lo propongono», ha spiegato con una spericolatezza aritmetica degna di miglior causa. «I voti di destra si salderanno con l’astensione», il pronostico. «E se il quorum non ci sarà, Meloni potrà sostenere che tutte le opposizione unite sono minoranza nel Paese». Ma i promotori del referendum, che Calenda giudica «uno strumento sbagliato», non demordono. E puntano sul Mezzogiorno.

«Sappiamo bene che il match è in salita, ma non è il momento dei distinguo», replica il responsabile Riforme del Pd Alessandro Alfieri: «Se si vuol creare un’alternativa alla destra le forze di opposizione non gettano la spugna in partenza, si applicano per mobilitare il Paese contro una legge sbagliata che fa male da Nord a Sud». Rincara Emma Bonino: «Per costruire una coalizione tra forze anche molto diverse tra loro non esiste altro modo se non unirsi su battaglie concrete, al di là delle etichette inutili e degli ego smisurati».

I governatori di Puglia e Campania ne sono convinti: da quelle terre si alzerà l’onda che seppellirà la legge Calderoli sotto una coltre di voti. «Non c’è nessun rischio flop», taglia corto Michele Emiliano: «Va valutato sia il successo registrato dai progressisti alle ultime elezioni nel collegio Sud (dove il Pd è diventato primo partito, ndr), sia il fatto che il fronte contro l’Autonomia differenziata è amplissimo». Tanto più che «la campagna referendaria non è ancora iniziata», insiste il presidente pugliese. Pronto ad individuare — mentre Vincenzo De Luca incita alla «battaglia per l’unità d’Italia» — i nodi su cui battere per spingere gli elettori: «Al Nord, in settori come sanità e scuola, approfittando di bilanci ordinari molto più ricchi di quelli del Sud, potrebbero stabilire una retribuzione aggiuntiva per medici, infermieri e insegnanti in grado di portare via tutto il capitale umano del Mezzogiorno. Un fatto gravissimo».

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