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La lezione inglese di Schlein: “Basta veti, ora l’alternativa progressista anche in Italia”

La leader dem: “Un’altra estate militante”. Le opposizioni unite in Cassazione con le firme per il referendum contro l’Autonomia
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ROMA — La stagione dell’impegno. Il richiamo del Pd alla mobilitazione. Una certa euforia prodotta dalla vittoria laburista di Keir Starmer nel Regno Unito e dal ritrovarsi tutti insieme davanti al palazzo della Cassazione per depositare il quesito referendario che chiede di abrogare l’Autonomia differenziata. «Siamo tantissimi per entrare in una foto sola», scherzano i leader del centrosinistra radunati sulle scale della Corte suprema. Eppure lo scatto riesce nel giorno in cui il vento progressista inglese sembra arrivare anche in Italia.

Ci sono tutte le forze di opposizione in piazza Cavour, tranne Azione («Carlo Calenda evita di farsi fotografare con noi», dicono i presenti). Ci sono la società civile, i sindacati Cgil e Uil, i…

ROMA — La stagione dell’impegno. Il richiamo del Pd alla mobilitazione. Una certa euforia prodotta dalla vittoria laburista di Keir Starmer nel Regno Unito e dal ritrovarsi tutti insieme davanti al palazzo della Cassazione per depositare il quesito referendario che chiede di abrogare l’Autonomia differenziata. «Siamo tantissimi per entrare in una foto sola», scherzano i leader del centrosinistra radunati sulle scale della Corte suprema. Eppure lo scatto riesce nel giorno in cui il vento progressista inglese sembra arrivare anche in Italia.

Ci sono tutte le forze di opposizione in piazza Cavour, tranne Azione («Carlo Calenda evita di farsi fotografare con noi», dicono i presenti). Ci sono la società civile, i sindacati Cgil e Uil, il mondo delle associazioni e molti giuristi per dare il via alla raccolta firme. Ne serviranno cinquecento mila affinché il referendum possa essere celebrato. E questa è la prima grande sfida del campo che questa volta appare larghissimo.

Quindi ecco Elly Schlein: «È una bella giornata, siamo qui a presentare un quesito per fermare l’Autonomia che spacca un Paese che ha bisogno di essere ricucito». La segretaria Pd si guarda attorno, vicino a lei ci sono il presidente M5s Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs, Riccardo Magi di +Europa e Maria Elena Boschi di Italia Viva in un’intesa trasversale che le permette di dire che «ci sono tante ragioni per mobilitarsi insieme e siamo felicissimi di farlo con questo largo rassemblement». Anche se l’ex premier Conte marca subito la distanza sulla questione della guerra in Ucraina.

Autonomia, Schlein: "Felici di fermare lo spacca Italia tutti insieme, opposizioni, sindacati e associazioni"

Terminate le procedure burocratiche, Schlein si lascia alle spalle la Cassazione e scappa al Nazareno, dove ha radunato la Direzione del Pd. È qui che allarga ancora di più la prospettiva pensando al Regno Unito: «Anche in Italia è tempo dell’alternativa, quello dei veti è finito. Non mancano segnali incoraggianti, che ci raccontano spazi di nuovo protagonismo per le forze progressiste».

Quelle forze che in Italia si sono unite nelle battaglie contro l’Autonomia e per un salario minimo e che, per la segretaria, che non smette di rilanciare una prospettiva «testardamente unitaria» per un campo progressista, dovrebbero radunarsi anche su altre questioni come la scrittura di una riforma della sanità.

Un modo per «costruire nel tempo, come ha fatto Starmer nel Regno Unito, un’offerta elettorale alternativa», osserva il senatore Pd Filippo Sensi, che con gli esponenti dell’area riformista dem, ha scritto un instant book dal titolo La Quarta via. Il Changed Labour. Il neo primo ministro inglese «ha messo — secondo Sensi — il partito al centro dell’attenzione dei cittadini parlando di crescita, creazione di ricchezza, sicurezza, sanità e scuola. Penso che questa costruzione paziente sia quello che tutti i partiti progressisti devono fare e il Pd lo sta facendo, lavorando su un profilo di governo che è la nostra vera vocazione».

Il profilo scelto dalla segreteria, che dovrà preparare una riforma dell’organizzazione del partito, chiesta con forza da una parte della Direzione, è quello «dell’estate militante» sulle aree interne e sui luoghi dell’astensione nel tentativo di aggregare sempre di più.

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