Politica

Piantedosi da Vespa ammette: “Bene Fanpage su Gioventù Nazionale, emerso un fenomeno che va eliminato alla radice”

Il ministro dell’Interno, ospite dell’evento organizzato dal giornalista a Manduria, parla degli episodi mostrati dall’inchiesta “che se non fossero una cosa seria definiremmo una tragica carnevalata”. E ribadisce “la trasversalità” delle manifestazioni antiebraiche

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MANDURIA – Altro che “metodi da regime”, come ha detto Giorgia Meloni a proposito dell’inchiesta di Fanpage sulle pulsioni neofasciste e antisemite dentro Fratelli d’Italia. Per Matteo Piantedosi “il metodo con cui è stato rilevato il fenomeno ha avuto il merito di far emergere il comportamento”. E dunque ben venga l’indagine giornalistica undercover, se serve a portare alla luce un fenomeno che “non va sottovalutato e va eliminato alla radice”. Ospite di “masseria in forum”, l’evento organizzato da Bruno Vespa e da Comin & Partner a Manduria, in Puglia, il ministro dell’Interno si discosta dall’allarme lanciato qualche giorno fa dalla presidente del Consiglio, che aveva addirittura chiamato in causa il presidente della Repubblica per chiedergli se “è consentito infiltrarsi in un partito politico e riprendere segretamente le riunioni”.

“A nulla vale”, liquida il responsabile del Viminale, porsi interrogativi di questo tipo se il risultato è stato quello di far conoscere cosa succede all’interno di Fratelli d’Italia, episodi “che se non fossero una cosa seria definiremmo una carnevalata, una tragica carnevalata da non sottovalutare”. Perché quel tipo di razzismo “è un fenomeno destinato a rimanere sotto la brace e poi a riemergere ciclicamente”. Certo, il ministro della Lega, come ha fatto in Parlamento in risposta a un question time, sottolinea “la trasversalità” delle manifestazioni antiebraiche. “Mi preoccupa ancor di più - precisa – quando si traducono in azioni violente, come gli assalti alla brigata ebraica e le bandiere bruciate, o come quando a giornalisti di origine ebraica viene impedito di prendere la parola”. Ma tutto questo, sottolinea, non è “benaltrismo” e “non attenua la colpa di chi, vivendo in una compagine di partito il cui leader ha abbracciato una politica che tende a dare credibilità in Italia e all’estero, non sa condividere la responsabilità di dare un’immagine diversa, e non becera, con la riproposizione di queste gestualità. Sono cose serie che vanno respinte. Fanno bene Giorgia Meloni, Guido Crosetto, Ignazio Larussa e tutti di big di quel partito a preannunziare sanzioni molto serie”. E bisogna “fare ogni sforzo possibile per estirpare alla radice questi fenomeni”.

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