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Guerra nella Lega, Grimoldi: “Salvini mi espelle per evitare che mi candidi alla segreteria, farò ricorso”

Paolo Grimoldi 
Finisce tra le carte bollate il provvedimento contro l’ex segretario del Carroccio lombardo, che contesta: “Io come Toni Da Re, chi denuncia la situazione del partito viene allontanato”
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Rischia di finire a carte bollate l'espulsione dalla Lega dell'ex segretario del Carroccio lombardo Paolo Grimoldi, decisa durante l'ultimo Consiglio federale presieduto da Matteo Salvini, il 25 giugno scorso. Grimoldi infatti, che tra l'altro non aveva neanche mai ricevuto alcuna contestazione formale prima di sapere con un comunicato stampa che sarebbe stato messo alla porta, fa sapere che "farò ricorso, mi difenderò nell’interesse delle battaglie che abbiamo combattuto negli ultimi 30 anni, mi opporrò in tutti i modi possibili". La colpa del già deputato è quella di aver contestato, negli ultimi mesi, la leadership di Salvini, chiedendo congressi sul territorio e una svolta politica rispetto al corso nazionalista.

Rischia di finire a carte bollate l'espulsione dalla Lega dell'ex segretario del Carroccio lombardo Paolo Grimoldi, decisa durante l'ultimo Consiglio federale presieduto da Matteo Salvini, il 25 giugno scorso. Grimoldi infatti, che tra l'altro non aveva neanche mai ricevuto alcuna contestazione formale prima di sapere con un comunicato stampa che sarebbe stato messo alla porta, fa sapere che "farò ricorso, mi difenderò nell’interesse delle battaglie che abbiamo combattuto negli ultimi 30 anni, mi opporrò in tutti i modi possibili". La colpa del già deputato è quella di aver contestato, negli ultimi mesi, la leadership di Salvini, chiedendo congressi sul territorio e una svolta politica rispetto al corso nazionalista.

Secondo Grimoldi la vera ragione del provvedimento subito è legata alla sua intenzione di candidarsi alla segreteria del partito. "Guarda caso tutti quelli che sono rappresentativi della storia della Lega, con voti, congressi e capacità, iniziando la stagione dei congressi, subiscono i provvedimenti", ragiona lui. Nel farlo cita l'esempio di Toni Da Re, eurodeputato uscente e anche lui cacciato, storico esponente della Liga veneta. "Una candidatura alternativa a Salvini o anche il solo denunciare da un palco la situazione della Lega per Salvini premier deve essere assolutamente evitato: si vuole nascondere la verità, si vuole impedire il confronto democratico, non ci deve essere nessun parametro di meritocrazia", continua Grimoldi.

Anche Umberto Bossi, il fondatore del Carroccio, aveva rischiato per essersi espresso - via Grimoldi - il giorno delle Europee, dicendo che avrebbe votato Marco Reguzzoni, ex leghista candidato con Forza Italia. Ma poi, dato il peso del Senatur, e per evitare un putiferio, era stato benevolmente graziato.

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