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Nordio, l’incontro riservato alla masseria di Vespa: “Mettiamo un freno alle intercettazioni”

(fotogramma)
In una cena a porte chiuse, strali del Guardasigilli contro i giornalisti: “Hanno utilizzato le conversazioni in modo strumentale”. E annuncia per mercoledì l’approvazione anche alla Camera del disegno di legge che prevede la nuova stretta
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MANDURIA (TARANTO) – Un talk a porte chiuse. Protagonista Carlo Nordio, ministro della Giustizia, che ieri sera ha partecipato al forum in masseria organizzato da Bruno Vespa e da Comin and Partners. Ma a differenza degli altri colleghi del governo Meloni - non sono intervenuti, invece, esponenti nazionali dell'opposizione - il Guardasigilli non ha partecipato al dibattito aperto né ha risposto alle domande dei giornalisti. Oggetto però dei suoi strali: “In passato hanno fatto un uso strumentale delle intercettazioni, spesso decontestualizzandole. E questo ha riguardato, in passato, sia esponenti della sinistra che della destra”. Alla cena, infatti, gli invitati erano bipartisan: dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini al presidente dell’Anci, neoeletto europarlamentare, Antonio Decaro, unico esponente del centrosinistra, insieme al governatore pugliese Michele Emiliano. In compenso all’incontro con Nordio c’erano Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, Emanuele Di Palma, pres…

MANDURIA (TARANTO) – Un talk a porte chiuse. Protagonista Carlo Nordio, ministro della Giustizia, che ieri sera ha partecipato al forum in masseria organizzato da Bruno Vespa e da Comin and Partners. Ma a differenza degli altri colleghi del governo Meloni - non sono intervenuti, invece, esponenti nazionali dell'opposizione - il Guardasigilli non ha partecipato al dibattito aperto né ha risposto alle domande dei giornalisti. Oggetto però dei suoi strali: “In passato hanno fatto un uso strumentale delle intercettazioni, spesso decontestualizzandole. E questo ha riguardato, in passato, sia esponenti della sinistra che della destra”. Alla cena, infatti, gli invitati erano bipartisan: dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini al presidente dell’Anci, neoeletto europarlamentare, Antonio Decaro, unico esponente del centrosinistra, insieme al governatore pugliese Michele Emiliano. In compenso all’incontro con Nordio c’erano Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, Emanuele Di Palma, presidente della Banca di credito cooperativo San Marzano, Fabrizio Palermo, amministratore delegato Acea e fino al 2021 amministratore delegato della Cassa depositi e prestiti.

“Vedete, noi non vogliamo imbavagliare i giornalisti, vogliamo attuare il principio dell'articolo 15 della Costituzione. L'articolo 15 della Costituzione, che è la più bella del mondo, è chiarissimo e dice che le conversazioni sono segrete e questa segretezza è l'altra faccia della libertà, ed è ovvio. Pascal diceva che se tutti sapessero quello che noi diciamo degli altri non avremmo un amico. Il voto è libero perché è segreto. Se non fosse segreto non sarebbe libero. Quindi segretezza e libertà sono due facce della stessa medaglia. Tant'è vero che l'articolo 15 dice che la segretezza delle conversazioni, delle comunicazioni è inviolabile, salvo i casi previsti dalla legge, ma è l'eccezione, non la regola. Mentre oggi è diventata la regola e non l'eccezione. Allora, noi non vogliamo affatto imbavagliare la stampa, vogliamo che delle intercettazioni si faccia l'uso che la legge e la Costituzione prevedono. Devono essere strumenti di ricerca della prova e devono restare segrete. Cioè, io ascolto Vespa che parla di pentole che deve consegnare domani sera a Nordio. Allora cosa faccio? Lo seguo e vado a vedere se consegna pentole o se consegna polvere bianca", continua i ministro.

E annuncia che “già mercoledì alla Camera sarà approvato il suo disegno di legge, già approvato in Senato a febbraio, che prevede, tra le varie modifiche al codice di procedura penale, l’ampliamento dei divieti di pubblicazione del materiale intercettato a tutela della riservatezza delle persone non coinvolte direttamente nelle indagini”. E verrà approvato il disegno di legge che contiene l'abolizione del reato di abuso d'ufficio. "Penso che la grandissima parte degli amministratori, che magari hanno votato contro l'abolizione in ossequio a un ordine di scuderia – taglia corto il Guardasigilli – siano contenti e magari quando sarà approvata questa riforma, apriranno una bottiglia di spumante".

Nell'incontro riservato Nordio interviene anche sugli avvisi di garanzia: "Oggi - dice - l'informazione di garanzia è diventata una garanzia di informazione. Il contrario rispetto a un atto che dovrebbe essere, non si ripeterà mai abbastanza, segreto. Paradossalmente, una persona che ricevesse un'informazione di garanzia dovrebbe essere contenta perché viene informata a sua garanzia che c'è un'indagine in corso. Questo istituto è nato 40 anni fa e ha cambiato mille nomi: avviso di reato, avviso di reità, informazione di reità, informazione di reato, avviso di garanzia, comunicazione giudiziaria; è cambiato sette volte". Per Nordio l'istituto è stato snaturato: "Si voleva evitare che una persona alle 5 del mattino, sentendo bussare alla porta, invece che il lattaio, trovasse alla porta di casa, un poliziotto che lo ammanettava. In realtà, non è cambiato nulla. L’informazione di garanzia si è trasformata in una condanna anticipata, sia a livello mediatico sia a livello politico, anche perché alcune forze, forse un po' tutte, hanno strumentalizzato questo istituto per estromettere dalla vita politica gli avversari che non riescono a battere".

Un cambiamento significativo: "Tutto questo resterà segreto, non sarà reso noto. Il che significa semplicemente tenere segreto un atto istruttorio che già dovrebbe essere tale, come previsto dall’art. 114 del codice di procedura penale – spiega il ministro – Allora, se esce una notizia segreta da una procura della Repubblica e quella stessa procura indaga sulla fuga di notizie, c’è qualcosa che non funziona. Ecco, allora noi cominceremo a farla funzionare”.

“È il minimo sindacale – commenta Davide Bellomo, avvocato e componente della commissione Giustizia – perché inserire nelle intercettazioni persone che non hanno nulla a che fare né con le indagini, se per lo più questa cosa non è rilevante ai fini delle indagini?”. Molte, però, sono le perplessità da parte dei magistrati. Come quella manifestata sulla rivista “Giustizia Insieme” da Andrea Apollonio, pm e scrittore, secondo il quale “si tratterebbe di spingere ancora più avanti le limitazioni di pubblicità, innescando ulteriori tensioni con il diritto/dovere di cronaca giudiziaria”.

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