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Il sindaco di Mazara del Vallo rieletto (sostenuto da FdI) contro i suoi avversari politici: “Fuori dalla città. Noi spaccheremo il c... a tutti”

Il “singolare” discorso del primo cittadino (ex Azione) lo scorso 9 giugno. Dal palco attacca gli sconfitti e i cittadini colpevoli, a sua detta, di averlo ostacolato nella tornata elettorale. I rapporti con gli esponenti locali del partito di Meloni che hanno tifato per il suo bis
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C’è modo e modo per festeggiare una rielezione a sindaco. Quello scelto da Salvatore Quinci, primo cittadino di Mazara del Vallo, è certamente singolare. Quanto meno per i toni. È il 9 giugno 2024: lo scrutinio delle elezioni comunali è finito da poche ore. Quinci, che governa la città in provincia di Trapani dal 2019, sale sul palco allestito in piazza della Repubblica. Musica e fuochi pirotecnici, applausi, cori “Quinci, Quinci”. Il sindaco prende la parola e inizia un lungo intervento: ringrazia gli elettori, magnifica il suo operato e quello che verrà, sfoggia una vèrve populista da “uomo del popolo”, “io sono uno di voi”, “sono come voi”. Poi parte l’affondo contro avversari politici – gli sconfitti - e cittadini colpevoli, a sua detta, di averlo ostacolato nella tornata elettorale. “Chi ha perso rimarrà fuori per i prossimi decenni… Non dovrà tornare più a farsi vedere in questa città…” , tuona Quinci. Che si fa prendere ancor più la mano. “Noi spaccheremo il culo a tutti in que…

C’è modo e modo per festeggiare una rielezione a sindaco. Quello scelto da Salvatore Quinci, primo cittadino di Mazara del Vallo, è certamente singolare. Quanto meno per i toni. È il 9 giugno 2024: lo scrutinio delle elezioni comunali è finito da poche ore. Quinci, che governa la città in provincia di Trapani dal 2019, sale sul palco allestito in piazza della Repubblica. Musica e fuochi pirotecnici, applausi, cori “Quinci, Quinci”. Il sindaco prende la parola e inizia un lungo intervento: ringrazia gli elettori, magnifica il suo operato e quello che verrà, sfoggia una vèrve populista da “uomo del popolo”, “io sono uno di voi”, “sono come voi”. Poi parte l’affondo contro avversari politici – gli sconfitti - e cittadini colpevoli, a sua detta, di averlo ostacolato nella tornata elettorale. “Chi ha perso rimarrà fuori per i prossimi decenni… Non dovrà tornare più a farsi vedere in questa città…” , tuona Quinci. Che si fa prendere ancor più la mano. “Noi spaccheremo il culo a tutti in questa città nei prossimi cinque anni”.

La frizione ormai è scappata, ma il pubblico sembra gradire. Il motto-leit motiv della serata è un gioco di parole: lui che esclama “..e quindi?”, e gli elettori che rispondono “Quinciiii”. Sembra una scena da “Cettolaqualunquemente”. Il video del discorso diventa virale, rimbalza sui social ma – ed è curioso – nessun giornale locale lo nota.

Eppure i toni e le parole usate dall’amministratore non sono, diciamo, usuali. Repubblica approfondisce. La figura di Quinci è politicamente interessante. Già direttore della sede dell’Agenzia delle Entrate di Marsala, fino a febbraio 2024 era un dirigente di “Azione”, di cui è stato responsabile nazionale delle Politiche sulla pesca. È lui stesso, con un comunicato appunto a fine febbraio 2024, ad annunciare la scelta di mollare (l’incarico nel) partito di Calenda, per dedicarsi a pieno regime nella campagna elettorale per il secondo giro da sindaco. Ma quello che è cambiato, nei fatti, è l’orizzonte politico. Alle elezioni comunali Quinci è stato sostenuto massicciamente da Fratelli d’Italia. Che per lui ha fatto squadra e ha organizzato eventi elettorali.

Non è (ancora) tesserato per il partito di Giorgia Meloni, è vero. Ma le cronache locali a Mazara del Vallo considerano il riconfermato sindaco vicinissimo ai “patrioti” meloniani. A tirare la volata a FdI – e allo stesso Quinci - a Mazara è stato un gruppo di potere politico che ruota attorno alla nota famiglia Torrente (Paolo Torrente è vice coordinatore provinciale di FdI). Dopodiché, di suo, Quinci ha saputo coltivare rapporti con pezzi da novanta della politica siciliana. Deputati, eurodeputati, assessori. Dall’europarlamentare palermitano Giuseppe Milazzo al collega ed ex assessore regionale della Sanità Ruggero Razza (accusato di avere pilotato una selezione nella sanità regionale) la cui carriera è avvenuta nell’ombra dell’attuale ministro della Protezione civile Nello Musumeci, fino alla recente elezione a Bruxelles. E poi il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno e il deputato regionale meloniano Giuseppe Catania. Nomi che certamente hanno tifato per il Quinci-bis. E gli avversari sconfitti? “Non dovranno più tornare a farsi vedere in questa città”, ringhia il sindaco di Mazara nel suo discorso sul palco. Non proprio quel che si dice “il sindaco di tutti”, ecco. Fino alla promessa finale gridata davanti agli elettori: “Noi spaccheremo il culo a tutti in questa città nei prossimi cinque anni”. A posto.

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