Roma — Da qualche tempo a questa parte può capitare il giovedì sera di vedere Fedele Confalonieri sul treno Frecciarossa Roma-Milano. Il fidato manager Fininvest della famiglia Berlusconi, l’unico vero di cui si fidano i figli del fondatore dell’impero, frequenta spesso la Capitale ultimamente e incontra soprattutto politici che ruotano attorno al mondo moderato, non solo di Forza Italia. A mandarlo in avanscoperta sono anche Marina e Pier Silvio, a dimostrazione di un rinnovato interesse dei figli maggiori di Berlusconi verso la politica e chiaramente verso Forza Italia. Con un mandato preciso: capire in maniera diretta cosa si muove in Parlamento ma soprattutto pensare al futuro del partito fondato dal padre per rinnovarlo e rilanciarlo, visto anche il sostegno non solo dei cinque figli (oltre 600 mila euro versati prima delle Europee) ma anche di uomini Mediaset che hanno versato 20-30 mila euro e a che a breve compariranno negli elenchi consegnati in Parlamento.
Insomma, l’intervista politica al Tg1 di Barbara Berlusconi in ricordo del padre, l’intervento di Marina sul tema di diritti e la non condivisione di certe chiusure del centrodestra di governo, sono tasselli di un piano più ampio: riprendere in via diretta le redini del partito. E qui l’unico vero volto della famiglia che pare voler giocare un ruolo e quello di Pier Silvio, che a un forzista di lungo corso ha confidato di voler parlare «più di politica» dopo la pausa estiva.
Confalonieri di certo è andato a pranzo con qualche ex forzista che negli anni del declino ha lasciato gli azzurri per approdare in altri lidi, dalla Lega ad Azione. Deputati, e senatori, che rientrerebbero in Forza Italia con una conferma vera del rinnovato impegno della famiglia. A loro Confalonieri ha detto di «non avere fretta» e di attendere mutamenti che ci saranno nei prossimi mesi proprio in questa chiave. Lo storico manager Fininvest ha ribadito che l’idea della famiglia è quello di ricreare il clima della vigilia della nascita del partito nel 1994, una sorta di riedizione 2.0 dell’operazione Botticelli: cercando volti nuovi «freschi e smart», avrebbe detto Confalonieri in questi incontri. Sapendo bene che molti volti noti comunque potrebbero ritornare per rafforzare l’azione Parlamentare, da Mariastella Gelmini a Enrico Costa e, perché no, anche Mara Carfagna sulla quale pende al momento una sorta di veto di Tajani.
A proposito: nell’azione della famiglia, e di Confalonieri, non c’è nessuna sfiducia al segretario Antonio Tajani, considerato un nome che garantisce comunque affidabilità e moderazione e che potrebbe essere una carta da giocare per ruoli istituzionali più prestigiosi, si sussurra in Transatlantico. Ma la famiglia, via Confalonieri, vuole ampliare il raggio di azione, con temi da portare avanti con giovani e nuovi ingressi, prendendo atto che al Nord il partito non è andato così bene alle ultime Europee e che al Sud è in mano alle vecchie calamite del voto.
«Non abbiate fretta, vedrete sviluppi», ha sussurrato Confalonieri in questi pranzi riservatissimi. Ci sarà la discesa in campo di uno dei figli o delle figlie di Silvio Berlusconi? Questa la domanda che ieri alla Camera circolava con insistenza tra gli azzurri, che non parlavano altro di questo rinnovato interesse della famiglia e del mondo Mediaset.
Marina sarebbe la più restia a un intervento diretto della famiglia, ma qualche azzurro ha parlato con Pier Silvio riscontrando «un grande interesse alla politica, un interesse che non ha mai avuto». Un primo passo potrebbe essere quella della presidenza onoraria del partito da affidare al secondogenito di Berlusconi, chissà. Che ci saranno delle novità lo ha detto anche Confalonieri.