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Abuso d’ufficio, Costa: “L’abolizione è giusta, le condanne erano solo per lo 0,5% dei casi”

Abuso d’ufficio, Costa: “L’abolizione è giusta, le condanne erano solo per lo 0,5% dei casi”

Il deputato di Azione sulle divisioni nell’opposizione: “Noi valutiamo i singoli provvedimenti e quello sulle carceri è acqua fresca rispetto a un tema drammatico. Alla Camera puntiamo a emendarlo”

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Enrico Costa, da “nemico” decennale dell’abuso d’ufficio, oggi è felice?

“Siamo andati nella direzione giusta e come Azione abbiamo votato a favore”.

Fan di Nordio?

“Quando propone quello che sta scritto nelle nostre proposte di legge, ben prima che il suo ddl andasse a palazzo Chigi, lo sosteniamo per coerenza”.

Ma se già lo attacca sul decreto carceri e sul nuovo peculato.

“Noi valutiamo i singoli provvedimenti, e quello sulle carceri è acqua fresca di fronte a un problema drammatico. Sono certo che Nordio volesse fare di più, ma i forcaioli della maggioranza lo hanno frenato”.

Per lui l’amnistia è la “resa dello Stato”, allora un morto al giorno cos’è?

“Ci sono altri strumenti che possono garantire il rispetto della Costituzione”.

Come vota quando il decreto arriva alla Camera?

“Proveremo a emendarlo e migliorarlo, proponendo il numero chiuso nelle carceri, dato dai posti necessari per garantire la dignità umana”.

Il nuovo peculato inserito lì dentro non ripristina il suo odiato abuso d’ufficio?

“In parte sì, e se fossi stato io il ministro avrei tirato dritto. Significa che in Italia, quando hai i magistrati contro, non riesci a fare le riforme fino in fondo”.

E le 3.623 condanne definitive cancellate?

“È un reato vago e generico, punisce atti che dovrebbero al massimo finire davanti ai giudici amministrativi, usato dalle opposizioni nei consigli comunali per fare esposti infangando chi amministra”.

Non mi ha risposto, 3.623 condanne in fumo dal 1997 sono un “libera tutti”.

“Ma quale “libera tutti”, ci sono migliaia di fascicoli aperti, tribunali intasati dagli esposti, persone massacrate sui giornali, condanne pari allo 0,5% delle inchieste”.

Quanti saranno in futuro i cittadini che subiranno le decisioni illegali dei pubblici amministratori?

“C’è una valanga di reati che si può contestare a fronte di comportamenti gravi: dal falso alla truffa, dalla turbativa d’asta al peculato, per non parlare della corruzione”.

Visto? Sta dando ragione a chi vede d’ora in poi i sindaci nei guai grossi per via di reati più gravi. “Tipica reazione da giustizialista. Ho raccolto le storie di 150 sindaci, indagati o processati per abuso d’ufficio, tutti prosciolti o assolti. Da brividi. Persone uscite dalla vita pubblica, dopo anni sott’inchiesta, senza aver fatto nulla di penalmente illecito”.

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