Arcuri, la strana storia: l’ex commissario Covid vuole il processo ma il reato è cancellato
di Giuliano FoschiniL’ex commissario Covid Domenico Arcuri non potrà chiudere il processo e dimostrare la sua innocenza rispetto alle accuse di aver favorito una società nell’acquisto di mascherine durante la pandemia.
È il paradossale effetto della cancellazione dell’abuso di ufficio che salverà migliaia di colletti bianchi condannati. Ma condannerà anche, loro malgrado, presunti innocenti.
È il cortocircuito in cui è finito l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri. Obiettivo privilegiato dei partiti dell’attuale governo Arcuri è sotto indagine per abuso di ufficio a Roma: in sintesi è accusato di aver favorito una società nell’acquisto di mascherine. «Arcuri ha intrattenuto rapporti con personaggi che, nel pieno della pandemia e con sovrano disprezzo per l…
L’ex commissario Covid Domenico Arcuri non potrà chiudere il processo e dimostrare la sua innocenza rispetto alle accuse di aver favorito una società nell’acquisto di mascherine durante la pandemia.
È il paradossale effetto della cancellazione dell’abuso di ufficio che salverà migliaia di colletti bianchi condannati. Ma condannerà anche, loro malgrado, presunti innocenti.
È il cortocircuito in cui è finito l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri. Obiettivo privilegiato dei partiti dell’attuale governo Arcuri è sotto indagine per abuso di ufficio a Roma: in sintesi è accusato di aver favorito una società nell’acquisto di mascherine. «Arcuri ha intrattenuto rapporti con personaggi che, nel pieno della pandemia e con sovrano disprezzo per le morti e i malati, si sfregavano le mani e facevano affari milionari» diceva il sottosegretario Delmastro. Lo stesso che ha voluto la norma che non consentirà che Arcuri venga processato.
Eppure l’ex commissario avrebbe voluto: perché se si è sempre detto innocente e aspettava che fosse un giudice a stabilirlo. E voleva farlo in fretta, proprio perché temeva che il reato fosse cancellato. Per questo il 15 settembre scorso aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. Che, però, così breve non è stato: in un anno, dopo la richiesta di condanna del pm Gennaro Varone a un anno e due mesi, non si è riusciti ad arrivare a una sentenza per via dell’avvicendarsi dei giudici in udienza preliminare.
Risultato: nell’udienza prevista in autunno il tribunale dovrà ritenere decaduta l’accusa perché non esiste più la fattispecie di reato. E nessun giudice potrà dire se Arcuri era innocente. O colpevole come gridava il governo che poi non ha permesso di giudicarlo.