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Rai, Sergio si autoassolve: “Le elezioni francesi seguite nel modo giusto”

14/09/2022 Roma. Presentazione dei palinsesti di Rai Radio - La Radio siamo noi Presentazione offerta 2022/2033. Nella foto Roberto Sergio direttore Rai Radio 
La relazione inviata in Vigilanza: secondo l’ad la copertura del voto data dalla tv pubblica è stata “esaustiva”. E non cita il Festival di Pomezia
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ROMA — Altro che «buco informativo», come l’aveva definito a caldo la presidente della Vigilanza Barbara Floridia, sollecitando la Rai a fornire una «dettagliata relazione» sulla mancata copertura dei risultati elettorali in Francia, a cui invece la concorrenza aveva dedicato lunghi speciali proseguiti fino a notte fonda e premiati da ascolti record.

Secondo l’ad Roberto Sergio domenica sera la Tv di Stato ha fatto tutto come doveva: semmai — è il messaggio implicito — hanno esagerato Mediaset e La7 a trasmettere, domenica in prima serata, talk e maratone sull’esito di un voto che ha stupito il mondo ma poteva ben essere esaurito nello spazio di un Tg. E se le opposizioni si sono scat…

ROMA — Altro che «buco informativo», come l’aveva definito a caldo la presidente della Vigilanza Barbara Floridia, sollecitando la Rai a fornire una «dettagliata relazione» sulla mancata copertura dei risultati elettorali in Francia, a cui invece la concorrenza aveva dedicato lunghi speciali proseguiti fino a notte fonda e premiati da ascolti record.

Secondo l’ad Roberto Sergio domenica sera la Tv di Stato ha fatto tutto come doveva: semmai — è il messaggio implicito — hanno esagerato Mediaset e La7 a trasmettere, domenica in prima serata, talk e maratone sull’esito di un voto che ha stupito il mondo ma poteva ben essere esaurito nello spazio di un Tg. E se le opposizioni si sono scatenate, è colpa delle fake news divulgate dai giornali. Alle quali, tuttavia, ha abboccato anche la presidente Rai Marinella Soldi, autrice di una veemente lettera spedita al capo azienda per invitarlo a prestare più attenzione alla qualità dell’informazione.

La relazione dell’amministratore delegato, a dispetto di quanto (non) si è visto sulle reti pubbliche, parte da un presupposto: poiché in Francia le urne chiudono alle 20 nelle grandi città e ancora prima nei piccoli centri, le stime diffuse intorno a quell’ora erano già «particolarmente attendibili», tanto da venir commentate dai vari leader politici. Circostanza che ha permesso al Tg1, «il più seguito in Italia», di darne notizia «con un’ampia pagina che ha previsto non solo diversi collegamenti in diretta da Parigi, ma ha consentito di ascoltare in diretta la voce dei protagonisti». E lo stesso è accaduto — insiste Sergio — sul Tg2 e sul Tg3 (la cui edizione va però in onda alle 19, un’ora prima dell’inizio dello spoglio), a cui si è aggiunto «uno speciale del Tg3 su Rai3 (7,1% di share) trasmesso dopo le 23 per poter analizzare in diretta i dati consolidati». Per l’ad, dunque, pochi minuti di notiziario (la cui durata complessiva quasi mai supera la mezz’ora) sono più che sufficienti per approfondire un evento cruciale per gli equilibri europei, oltre che transalpini.

Nella prima serata di domenica, la tesi di Viale Mazzini, è stato dunque giusto trasmettere repliche di programmi, film e show musicali, dal momento che il flusso informativo «è stato garantito da giornali radio, televideo, portale Rainews.it e dall’ampia e tempestiva copertura di Rainews», share medio, è bene ricordarlo, dello 0,5%, che «ha seguito le elezioni con uno speciale intitolato Francia al bivio a partire dalle 19.55, non solo dando dei risultati in diretta ma anche collegandosi con i corrispondenti Rai e con prestigiosi opinionisti francesi e italiani». Ovviamente Sergio si guarda bene dal dire che quella finestra è stata interrotta, dopo appena un’ora, per parlare d’altro. Né spiega come mai il Tg delle 22, dopo il doveroso sommario d’apertura sul voto, ha esordito con un lungo collegamento da Pomezia (8 minuti, un’enormità) dove i meloniani avevano organizzato il Festival delle Città identitarie: in platea il direttore del canale all news, Paolo Petrecca, fra gli ospiti sul palco la cantante Alma Manera, sua compagna di vita. A questo, che tutto è fuorché un dettaglio, l’ad non fa neppure un cenno. Ma insiste con la polemica. «Contrariamente a quanto riportato sulla stampa, tra le 22 e le 22.45 il 40% del tempo notizia è stato dedicato alle elezioni francesi. Pari complessivamente a 321 minuti».

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Conclusione? Va tutto bene madama la marchesa. La Rai ha «coperto l’appuntamento in modo ampio ed esaustivo, anche il giorno successivo». Tanto più che anche nelle «precedenti legislative francesi del 2022, seppure in un contesto differente», non si mandò in onda «alcuno speciale sui canali generalisti». Se si è sbagliato una volta, perché non continuare?

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