Lo stambecco nel mirino della Lega. Protesta dei Verdi: “Governo che ama le armi e odia gli animali”
di Stefano BaldoliniLa Lega vuole riaprire la caccia agli stambecchi. Il governo ha accolto con parere favorevole un ordine del giorno presentato alla Camera dal Carroccio. Dopo i cinghiali, l’attenzione della maggioranza verso gli ungulati si arricchisce dunque di un nuovo capitolo. Con l’esecutivo che si impegna a valutare l’opportunità di inserire l’animale simbolo del Parco nazionale del Gran Paradiso tra le specie cacciabili previste dalla legge del 1992 sull’attività venatoria.
Proprio dalla Valle d’Aosta era arrivato l’input a rimettere lo stambecco nel mirino. Lo scorso maggio è stata bocciata una mozione del gruppo regionale leghista che chiedeva “ogni azione utile” per reintrodurre la Capra Ibex tra le specie cacciabili. Attività che, per ora, è …
La Lega vuole riaprire la caccia agli stambecchi. Il governo ha accolto con parere favorevole un ordine del giorno presentato alla Camera dal Carroccio. Dopo i cinghiali, l’attenzione della maggioranza verso gli ungulati si arricchisce dunque di un nuovo capitolo. Con l’esecutivo che si impegna a valutare l’opportunità di inserire l’animale simbolo del Parco nazionale del Gran Paradiso tra le specie cacciabili previste dalla legge del 1992 sull’attività venatoria.
Proprio dalla Valle d’Aosta era arrivato l’input a rimettere lo stambecco nel mirino. Lo scorso maggio è stata bocciata una mozione del gruppo regionale leghista che chiedeva “ogni azione utile” per reintrodurre la Capra Ibex tra le specie cacciabili. Attività che, per ora, è permessa soltanto in Alto Adige.
Citando lo studio “Progetto Stambecco”, elaborato dall’Unione Nazionale Cacciatori Zona Alpi (Uncza), che censisce circa 50.000 capi di Capra Ibex, Christian Ganis (Lega Vda) ha evidenziato che "anche in Valle d'Aosta i numeri giustificano l'avvio di una gestione venatoria di questa specie in quanto la popolazione e l'omogeneità territoriale hanno raggiunto livelli tali da non comprometterne la sua salvaguardia".
La questione non è chiusa. La popolazione di stambecchi in Valle, al di fuori delle aree protette, ha avuto un aumento progressivo nel tempo: dai 1.934 esemplari del 1997 si è arrivati a 4.052 nel 2023, “il dato più alto registrato da quando sono iniziati i censimenti”, ha sottolineato l'assessore locale all’Agricoltura, Marco Carrel. Per gli oppositori, tra cui l’Union Valdôtaine “la specie è comunque a rischio per la bassa varietà genetica e perché tutti gli esemplari derivano da circa 400 esemplari che si sono salvati grazie al Parco, alla fine della Seconda Guerra Mondiale”.
Lo stop in Consiglio regionale non è dunque definitivo ma per aprire la caccia allo stambecco serve una modifica della legge 1992 da fare a Roma. Di qui l’iniziativa del Carroccio in parlamento, dove si è sollevata la protesta del gruppo di Alleanza verdi sinistra con cartelli “Fermate la caccia agli stambecchi”, che ha richiesto l’intervento dei commessi della Camera. “Che vergogna!”, ha tuonato il Verde Angelo Bonelli. “Ancora una volta, il governo si distingue per il suo odio seriale verso la natura e gli animali”. Il portavoce di Avs ha ironizzato ricordando come alla "maggioranza piaccia giocare con armi", tanto che "si sparano fra loro, ma cacciare lo stambecco non è un fatto privato tra Lega e governo".
In effetti sin dal suo insediamento il governo di centrodestra ha mostrato una evidente ‘sensibilità’ per l’argomento, e un’attenzione a lobby dei cacciatori e relativi bacini elettorali. A partire dall'emendamento FdI alla manovra del 2022 che apriva alla possibilità di abbattimenti di fauna selvatica in città, con i cinghiali nel mirino, a cui seguì un ordine del giorno della Lega per 'declassare' lo status dei lupi da specie protetta a cacciabile. Ora a preoccuparsi sono anche gli stambecchi.