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Le mani di FdI sull’Agenzia nazionale della gioventù: alla presidenza Federica Celestini Campanari, fedelissima della fiamma

Il presidente dell' Agenzia Nazionale Giovani Federica Celestini Campanari 
Federica Celestini Campanari, già presidente di un'associazione contro la droga fondata da Alemanno e Rampelli, ospite spesso di feste dei giovani di FdI, si occuperà anche di servizio civile. La modifica della governance per permettere la nomina del governo
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Si chiamava “Agenzia nazionale per i giovani”, lo scorso anno il governo di Giorgia Meloni l’ha voluta ribattezzare “Agenzia italiana per la gioventù” (quel “gioventù” che richiama direttamente alla storia e al presente di Fratelli d’Italia: dal Fronte della gioventù a Gioventù nazionale) e per non sbagliarsi ci mette a capo chi? La 41enne Federica Celestini Campanari, appena nominata presidente, dopo essere stata nominata commissario e direttore generale sempre dal governo Meloni. La quale ha un curriculum tutto contiguo all’inner circle della fiamma tricolore.

Una neanche tanto piccola ma indicativa storia di occupazione militare del potere, per una struttura che si occupa della selezione e finanziamento dei progetti in favore di enti e associazioni, ma anche della “possibilità di realizzare progetti di partecipazione attiva alla vita democratica a livello locale, regionale, nazionale ed europeo”. Tradotto: soldi pubblici per fare politica, e magari si capisce bene perché nell’inchi…

Si chiamava “Agenzia nazionale per i giovani”, lo scorso anno il governo di Giorgia Meloni l’ha voluta ribattezzare “Agenzia italiana per la gioventù” (quel “gioventù” che richiama direttamente alla storia e al presente di Fratelli d’Italia: dal Fronte della gioventù a Gioventù nazionale) e per non sbagliarsi ci mette a capo chi? La 41enne Federica Celestini Campanari, appena nominata presidente, dopo essere stata nominata commissario e direttore generale sempre dal governo Meloni. La quale ha un curriculum tutto contiguo all’inner circle della fiamma tricolore.

Una neanche tanto piccola ma indicativa storia di occupazione militare del potere, per una struttura che si occupa della selezione e finanziamento dei progetti in favore di enti e associazioni, ma anche della “possibilità di realizzare progetti di partecipazione attiva alla vita democratica a livello locale, regionale, nazionale ed europeo”. Tradotto: soldi pubblici per fare politica, e magari si capisce bene perché nell’inchiesta di Fanpage Flaminia Pace si diceva sicura di riuscire a ottenere fondi per il “servizio civile” per i militanti della giovanile del partito.

Ma andando con ordine, è interessante raccontare come e quanto il governo ha voluto Celestini Campanari alla guida dell’agenzia; e poi, perché. Il 10 gennaio 2023 l’esecutivo la designa direttore generale, nomina contestata dalla Corte dei conti perché per quel ruolo da dirigente, stipendio da 105 mila euro annui, serviva una persona con la laurea magistrale. Allora poco dopo con in un decreto legge del 24 febbraio 2023 per l’attuazione del Pnrr il governo infila un cambio di governance dell’agenzia: si sopprime la vecchia per-i-giovani, si istituisce la nuova della-gioventù, si indica che per esserne presidente basta essere dotati di «comprovata esperienza in materia di politiche giovanili» (ed è il caso di Celestini Campanari, ma ci arriviamo). Nel frattempo però serve un commissario et voilà, il 15 marzo arriva la nomina di Celestini Campanari.

"Unico caso in Europa – è la denuncia di Vittoria Baldino, vicecapogruppo alla Camera del M5S - viene cambiata la governance dell'ente così come viene cambiato il ruolo del vertice, che diventa di rappresentanza e, insieme al consiglio di amministrazione, che prima non esisteva, detta le linee strategiche e politiche. Dietro questa trasformazione c'è solo la vicinanza di Campanari a figure politiche di rilievo come Meloni e alla sua creatura, Gioventù Nazionale. La sua nomina è dunque l'ennesimo atto del governo di consolidare ulteriormente la propria influenza politica all'interno delle istituzioni pubbliche”.

Il 30 giugno 2023 sul profilo Instagram ufficiale dell’agenzia si pubblicizza un evento pubblico di Gioventù nazionale, dov’è ospite la commissario assieme ai vertici di FdI. Ora, la neopresidente dell’agenzia è stata fino al 2021 alla guida di Modavi, associazione che è un po’ la cinghia di trasmissione del mondo post-missino con l’associazionismo e che nel 2022 (ultimo anno di cui si ha notizia sul sito) ha ricevuto quasi 620 mila euro di fondi pubblici. Fondata nel 1996 da Gianni Alemanno, coccolata da Fabio Rampelli, Isabella Rauti e Francesco Lollobrigida, beneficiata dalla vittoria di svariati bandi dal ministero della Gioventù quando lo guidava proprio Meloni, è stata presieduta per anni da Marco Scurria, oggi senatore di FdI. Un network impegnato “contro le droghe”, che “promuove azioni di tutela della tradizione cristiana” e che si ritrova nel motto di Giovanni Gentile, il filosofo fascista: “In fondo all’Io c’è un Noi; che è la comunità a cui egli appartiene”.
In un qualche modo Modavi ha incubato il nome stesso di FdI, visto che nel novembre 2011 Meloni presentò il libro sull’associazione intitolato Fratelli d’Italia, una storia di solidarietà, e poi un anno dopo diede vita al nuovo partito chiamandolo proprio con quel nome. Celestini Campanari da presidente andava a festeggiare il trentennale della caduta del Muro di Berlino e sono numerose le iniziative e conferenze fatte in Parlamento sempre con Maria Teresa Bellucci, viceministra del Lavoro e delle politiche sociali, ovviamente di FdI e anche lei ex presidente di Modavi.

Ecco insomma spiegato il grande interesse per avere Celestini Campanari - due anni fa partecipò da relatrice alla conferenza programmatica di FdI – a capo dell’Agenzia italiana per la gioventù. Da non confondere con Gioventù nazionale. O forse sì?

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Riceviamo dalla dott.ssa Federica Celestini Campanari:
Si precisa in rettifica che la sottoscritta, quale figura apicale dell’Agenzia Italiana per la Gioventù, non si occuperà di servizio civile, atteso che tale attività non rientra tra le competenze istituzionali dell’Aig, non essendo stata prevista né nelle norme istitutive né nello Statuto, e considerato altresì che la competenza in materia di servizio civile spetta esclusivamente al Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale del Ministero per lo sport e i giovani.
Si precisa altresì l’Aig non elargisce fondi per attività o progetti di natura politica o a cura di proponenti politici, ma esclusivamente nell’ambito degli obiettivi individuati dai Programmi comunitari e per le finalità da essi definite, conformemente alle previsioni dell’art. 4 dello Statuto. Infine, si segnala che la figura apicale dell’Aig non ha alcuna competenza statutaria nei procedimenti di assegnazione dei fondi, che sono curati da valutatori terzi nel rispetto delle linee guida comunitarie, né è previsto che presieda organismi di valutazione dei progetti comunitari, essendo la sua attività limitata alla ricezione e approvazione della graduatoria finale dei progetti di volta in volta ammessi a finanziamento.

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