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Il barone nero Jonghi Lavarini appoggia Marco Rizzo: cortocircuito rosso-bruno in Umbria

Il barone nero Jonghi Lavarini appoggia Marco Rizzo: cortocircuito rosso-bruno in Umbria

L’inaspettato endorsement del neofascista all’ex comunista

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Se pensavate che la coppia Marco Rizzo e Gianni Alemanno rappresentasse il rossobrunismo in purezza, vi sbagliavate. C'è un'ulteriore evoluzione nella galassia neo-sovranista italiana. Via Alemanno, dentro il ‘barone nero’, Roberto Jonghi Lavarini, neofascista mai pentito, anzi, e molto noto nella galassia della destra radicale milanese.

Ecco, oggi il ‘barone nero’ fa un endorsement pubblico proprio per Rizzo, che giusto qualche giorno fa ha lasciato la presidenza onoraria del Partito comunista, che lui stesso aveva fondato.

"L'azione politica di Rizzo - dice Jonghi Lavarini - è una nuova sintesi sociale sovranista e alternativa al sistema che sicuramente apprezziamo. Le forze della destra sociale e sovranista dovrebbero sostenere la sua candidatura in Umbria perché serve un risultato elettorale significativo per dare un segnale e invertire la rotta".

Rizzo infatti, reduce da un disastroso 0,15 per cento alle Europee con il cartello Democrazia sovrana popolare, ci riprova alle prossime regionali umbre, candidandosi a presidente. L'investimento sovranista e rossobruno per ora non sembra avergli portato fortuna: nel 2019, alla guida del piccolo e stalinista Partito comunista col simbolo classico della falce e martello, Rizzo portò a casa lo 0,9 per cento. Poi ci sono stati gli abboccamenti con realtà non di sinistra o comuniste, terminate con il dialogo e la collaborazione con realtà di destra accomunate dalla critica radicale al 'sistema'.

Adesso per Rizzo, un passato da dirigente di primo piano della primissima Rifondazione e poi del Pdci di Armando Cossutta, la priorità è il no alla guerra e quindi, in quest'ottica, guarda con simpatia a Viktor Orbán e a Roberto Vannacci. Nella fase attuale destra e sinistra "sono due facce della stessa medaglia - ripete da tempo - e l’antifascismo viene usato come strumento da passerella da parte del Pd e di una finta sinistra a scopi elettorali".

La 'vera sinistra' di Rizzo, invece, riceve il plauso e il sostegno dei neofascisti.

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