“È amica degli amici, la aiutiamo”. Così la consigliera del Csm Natoli ha violato il segreto
di Andrea OssinoROMA — La consigliera laica del Csm Rosanna Natoli lo sa che sta «violando il segreto della Camera di Consiglio». Lo dice chiaramente. Ma Maria Fascetto Sivillo, la giudice del Tribunale di Catania su cui dovrebbe decidere in quanto componente della commissione disciplinare del Csm, «è un’amica degli amici», anche se non si sono mai incontrate. Quindi si cerca «di aiutarla ma bisogna motivare», spiega Natoli.
Emerge un mondo profondo dal dialogo avvenuto il 3 novembre del 2023 a Paternò, nello studio dell’avvocato Salvatore Milazzo. È possibile raccontarlo grazie a un audio registrato, trascritto, trasmesso al Consiglio Superiore della Magistratura dallo stesso avvocato di Maria Fasce…
ROMA — La consigliera laica del Csm Rosanna Natoli lo sa che sta «violando il segreto della Camera di Consiglio». Lo dice chiaramente. Ma Maria Fascetto Sivillo, la giudice del Tribunale di Catania su cui dovrebbe decidere in quanto componente della commissione disciplinare del Csm, «è un’amica degli amici», anche se non si sono mai incontrate. Quindi si cerca «di aiutarla ma bisogna motivare», spiega Natoli.
Emerge un mondo profondo dal dialogo avvenuto il 3 novembre del 2023 a Paternò, nello studio dell’avvocato Salvatore Milazzo. È possibile raccontarlo grazie a un audio registrato, trascritto, trasmesso al Consiglio Superiore della Magistratura dallo stesso avvocato di Maria Fascetto Sivillo, Carlo Taormina, e poi inviato tra i corridoi della procura di Roma.
È un atto che racconta di un incontro avvenuto tra la giudice Fascetta Sivillo, Rosanna Natoli, l’avvocato Milazzo e il collega Giuseppe Failla. L’obiettivo è quello di aiutare la magistrata sotto procedimento disciplinare, o come lo chiama lei «12 anni di inferno». Una causa che, come dice Natoli «l'hanno perorata in tanti. Pippo che è il mio collega di studio, Angelo Lo Iacono che tante volte..». Diverse persone sarebbero intervenute: «sono stati tanti – prosegue Natoli - c'è stata Claudia Eccher (consigliera del Csm, ex avvocata di Matteo Salvini, ndr) che mi ha chiesto anche un occhio.. . un occhio di riguardo su tante cose». Anche per questo Natoli ha accettato di vedere la giudice. «So che debbo fare», avrebbe detto quando le è stato proposto l’incontro. L’obiettivo è uno: « Noi questa situazione la vogliamo risolvere, e la dobbiamo risolvere». Ma non è semplice, «la situazione si è evoluta». Quindi «lei ci deve dare una mano dottoressa Fascetto».
E per questo dai convenevoli, gli amarcord dei tempi universitari e le amicizie comuni, si passa presto ai fatti: «Andiamo al dunque», esclama Salvatore Milazzo. Ecco, il dunque: «Ho detto ad Angelo… gli puoi dire che gli diamo una mano», ma occorre «chiarire alcuni punti», spiega la consigliera. E «se noi vogliamo raggiungere un risultato, e le garantisco che già per il fatto che me l'aveva detto Pippo io avevo preso a cuore la sua situazione…». «Quando io sono arrivata e ho preso la sua, i suoi procedimenti e me li sono riuniti a me, anche quelli della D'Ovidio... è stato veramente un gesto di amicizia...me lo deve considerare, perché sono 10 faldoni che mi sono accollata». I ringraziamenti sono scontati. E così dopo una breve lezione sulle diverse correnti dei magistrati, all’interno della quale Natoli fa un singolare paragone ricordando i tempi in cui ha dovuto imparare le famiglie mafiose («Santapaola, chiddu ammazzava a l’atri»), si entra nel merito e si parla al plurale: «Abbiamo cercato di mettere ordine alla sua situazione... stralciando alcuni capi, che non dovevano andare qua... e andando ad individuare tutta quella che era l'area della diffamazione, e me la sono pigliata io».
Solo che Maria Fascetto Sivillo durante un’udienza è andata su tutte le furie, ha parlato di un altro giudice catanese, ha detto che ha un amante. Quindi Natoli spiega: «Questa vicenda un po’ ha permeato questo suo percorso professionale, e io le do tutte le ragioni del mondo, e io la credo, ma non sono io che la credo. Ma le crediamo tutti in Disciplinare». Ma c’è un problema: «noi abbiamo pigliato una linea dove diciamo che il Magistrato deve avere anche equilibrio, deve essere... lei, quel giorno, con quel suo sfogo, mi rovino il lavoro che io avevo fatto». Quindi «e sto violando il segreto della Camera di Consiglio, dicono tutti; "ha subito un sopruso ma a me mi sembra, poverina, che sia andata in tilt..."». Ancora: «si capisce che ha subito un torto, è stata sospesa dalle funzioni semplicemente per delle diffamazioni».
La soluzione per Natoli è difficile. Per trovarla si entra nel merito, vengono analizzate le accuse, viene escogitata una strategia: cambiare avvocato, ricorrere alla procura generale. Ma Fascetto Sivillo non concorda. Il clima diventa teso: «lei non si fa aiutare». L’appuntamento viene rinviato al 5 dicembre. Impossibile sapere cosa sia accaduto dopo. Quel che è certo è che quanto accaduto prima adesso verrà valutato dalla procura di Roma.