✕

Tangenti e affari, Venezia come Genova. “Comune asservito a interessi privati”

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro

 (ansa)

Ascolta l'audio

Nelle accuse dei pm alla giunta Brugnaro anche i trucchi degli indagati contro i trojan
2 minuti di lettura

Le aziende sponsor della Reyer, squadra di basket del sindaco, che ottengono commesse e contratti di fornitura con Comune e partecipate. Varianti urbanistiche per gli imprenditori amici. Il continuo interesse del sindaco imprenditore Luigi Brugnaro per le sue società convogliate a fine 2017 in un blind trust — “fittizio”, dice la procura — per evitare l’accusa di conflitto di interesse. E il “cruccio” per il terreno dei Pili, 41 ettari con vista laguna le cui trattative di vendita con il magnate di Singapore Ching Chiat Kwong sono costate a Brugnaro, al capo di gabinetto, Morris Ceron, e al vice Derek Donadini, l’iscrizione nel registro degli indagati per corruzione.

In cambio dell’acquisto dei Pili per 150 milioni di euro, avrebbero garantito a Kwong la variante per portare da 160 mila a 438 mila metri quadrati la capacità edificatoria. Accuse e interferenze smentite da Brugnaro. «Ho la coscienza pulita», ripete in queste ore per un’inchiesta che sta facendo tremare la laguna. Dopo G…

Le aziende sponsor della Reyer, squadra di basket del sindaco, che ottengono commesse e contratti di fornitura con Comune e partecipate. Varianti urbanistiche per gli imprenditori amici. Il continuo interesse del sindaco imprenditore Luigi Brugnaro per le sue società convogliate a fine 2017 in un blind trust — “fittizio”, dice la procura — per evitare l’accusa di conflitto di interesse. E il “cruccio” per il terreno dei Pili, 41 ettari con vista laguna le cui trattative di vendita con il magnate di Singapore Ching Chiat Kwong sono costate a Brugnaro, al capo di gabinetto, Morris Ceron, e al vice Derek Donadini, l’iscrizione nel registro degli indagati per corruzione.

In cambio dell’acquisto dei Pili per 150 milioni di euro, avrebbero garantito a Kwong la variante per portare da 160 mila a 438 mila metri quadrati la capacità edificatoria. Accuse e interferenze smentite da Brugnaro. «Ho la coscienza pulita», ripete in queste ore per un’inchiesta che sta facendo tremare la laguna. Dopo Genova, Venezia. Trentadue indagati e l’assessore (ex, si è dimesso) alla Mobilità Renato Boraso in cella perché prendeva le tangenti in cambio di appalti aggiustati.

Il sistema Venezia è fotografato nelle oltre 900 pagine dell’atto d’accusa firmato dai pm Roberto Terzo e Federica Baccaglini: «Sistematico perseguimento di interessi personali», «frequenti interferenze e commistioni con gli interessi economici delle molte società appartenenti al reticolo facente capo all’imprenditore Brugnaro», «ripetuti conflitti di interesse», scrivono i magistrati. Un esempio? La società Reyer il 3 dicembre del 2019 acquista dei terreni e, pochi giorni dopo, se li vede rendere edificabili da una «provvidenziale», annotano i finanzieri, delibera del Consiglio comunale. Area di 45 mila metri quadrati acquistata per 658 mila euro. «Superiore del 200% rispetto al prezzo di altri terreni non edificabili della zona», annota la procura, «ma inferiore del 70% del corrispettivo richiesto» per altri terreni edificabili della zona. O ancora: Giovanni Seno, direttore generale di Avm-Actv, la società del trasporto pubblico, deve estromettere dall’elenco dei fornitori una ditta inadempiente ma, poiché l’azienda è sponsor Reyer, decide di consultarsi con lo staff del sindaco — «la situazione potrebbe avere profili di delicatezza» — e di avere un occhio di riguardo.

Indagini iniziate nel 2021. Non sempre facili. Soprattutto dopo un’acquisizione di documenti della Finanza in Comune per la vicenda di Palazzo Poerio Papadopoli che — secondo l’accusa — il sindaco avrebbe ceduto a un prezzo di favore a Kwong per poi concludere l’affare dei Pili. Da quel momento i telefonini spariscono dalle riunioni — a Genova venivano lasciati fuori dallo yacht di Spinelli — alcune conversazioni si spostano sull’app Signal. E Cerron e Donadini chiedono a Venis, società informatica del Comune, di avere due telefonini anti-trojan. Già a gennaio 2023 Brugnaro si era arrabbiato con Ceron, che lo aveva contattato al telefono: «Se accendi il cervello tipo me… magari ci svegliamo un attimo, insomma… Ma non devi dirmelo così... ti ho detto vieni qui». In un’altra occasione il rimprovero era stato per Boraso: «Pensa prima di parlare, soprattutto al telefono, c’è gente seria come me che shhh (sembra fare il segno del silenzio, annota la Finanza) … ricordati la gente parla… e di te hanno parlato tanto… te l’ho già detto». Brugnaro sapeva ma, per la procura, non ha preso provvedimenti. Boraso garantiva voti già dalla prima elezione a sindaco, nel 2015. «Sull’area dei Pili non farà mai nulla fino a quando sarò sindaco», era stata la promessa indossando la fascia tricolore. Ma quei 41 ettari acquistati nel 2005 per 5 milioni di euro sono stati il suo “cruccio”. Dopo che nel 2018 è sfumato l’affare con Kwong, il Comune ha trasformato l’area in un hub di collegamento tra terraferma e città storica. Ma il terreno è inquinato. Settembre 2022, si muove Donadini, già amministratore della società proprietaria dei Pili e ora vice capo di gabinetto, per aggiustare il parere dell’Arpav. Ennesima conferma, per la procura, della «totale commistione» tra interessi pubblici e privati.

Leggi i commenti