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Toghe | Giustizia sempre più meloniana, un Cirielli bis arriva in via Arenula

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Giancarlo Cirielli, toga di Mi, fratello del vice ministro degli Esteri Edmondo, scelto da Nordio come numero due per l’ispettorato. Lascia le carceri. Questa è Toghe, la newsletter sulla giustizia di Liana Milella. Per iscrivervi cliccate qui
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Si “melonizza” sempre più via Arenula. Perché, come numero due dell’ispettorato, l’ufficio che mette sotto inchiesta le toghe che sbagliano, una vera arma diabolica nelle mani di Carlo Nordio, arriva un magistrato che già dal cognome dice tutto. Trattasi di Giancarlo Cirielli, ex pm a Roma, e fratello del più noto Edmondo, il viceministro degli Esteri. Proprio quello passato alla storia, anche se lui la ripudiò, per essere stato l’ideatore della legge Cirielli che nel 2005 mise la prescrizione a servizio di Berlusconi.

“Se fossi stato un carabiniere a quest’ora sarei già generale” l’hanno sentito dire a piazzale Clodio quando, lui toga di Magistratura indipendente, smaniava per diventare procuratore aggiunto. Ed era previsto che lo diventasse nell’organigramma ideato da Luca Palamara che avrebbe occupato un’altra poltrona identica, fedele alla solida intesa Unicost-Mi. Poi le intercettazioni dell’hotel Champagne buttarono tutto all’aria. Proprio Palamara lo citò tra i 120 testi per il…

Si “melonizza” sempre più via Arenula. Perché, come numero due dell’ispettorato, l’ufficio che mette sotto inchiesta le toghe che sbagliano, una vera arma diabolica nelle mani di Carlo Nordio, arriva un magistrato che già dal cognome dice tutto. Trattasi di Giancarlo Cirielli, ex pm a Roma, e fratello del più noto Edmondo, il viceministro degli Esteri. Proprio quello passato alla storia, anche se lui la ripudiò, per essere stato l’ideatore della legge Cirielli che nel 2005 mise la prescrizione a servizio di Berlusconi.

“Se fossi stato un carabiniere a quest’ora sarei già generale” l’hanno sentito dire a piazzale Clodio quando, lui toga di Magistratura indipendente, smaniava per diventare procuratore aggiunto. Ed era previsto che lo diventasse nell’organigramma ideato da Luca Palamara che avrebbe occupato un’altra poltrona identica, fedele alla solida intesa Unicost-Mi. Poi le intercettazioni dell’hotel Champagne buttarono tutto all’aria. Proprio Palamara lo citò tra i 120 testi per il suo processo disciplinare che però rimasero quasi tutti sulla carta.

Ma l’ansia di carriera di Cirielli è rimasta invece registrata nelle continue domande al Csm per conquistare una poltrona da procuratore in una città medio piccola. Eccolo correre per Frosinone, per Grosseto, per Rieti, per Latina. Ma anche per l’Aquila. Ne esce sempre battuto da qualcun altro. Alla fine, ha cambiato strada. Arriva Nordio in via Arenula e con lui anche il varco per un incarico. Perché il neodirettore delle carceri Giovanni Russo, pure lui toga di Mi, sceglie proprio Cirielli per affidargli la Direzione generale dei detenuti e del trattamento. Poltrona che, a volerlo, potrebbe consentire grandi iniziative.

Le cronache invece non registrano particolari guizzi. Sarà un caso, ma a fine gennaio scorso, all’inaugurazione dell’anno giudiziario in quel di Caltanissetta, c’è proprio lui in nome e per conto di Nordio. E chi c’è per il Csm? Giusto l’avvocata Rosanna Natoli, ora finita nei guai al Csm, nei panni di rappresentante di palazzo dei Marescialli. Lui è lì, di spalle, come mostra il filmato di Radio radicale, mentre legge il suo discorso, identico in tutt’Italia per gli “inviati speciali” del ministro.

Da allora in avanti, quanto alla sua attività al Dap, si segnala il tentativo di affrontare i suicidi in cella con una proposta di direttiva per prevenirli che però non sembra lasciare traccia, ma per certo viene bocciata dal segretario generale della Uilpa Gennarino De Fazio perché “non introduce nulla di nuovo e soprattutto di efficace, e scarica ancora una volta sugli operatori il peso della strage che si sta consumando nelle carceri”.

E poi? Il 16 febbraio riceve il Coordinamento nazionale dei garanti territoriali. Ancora un paio di appuntamento convegnistici internazionali, a Bogotà e alle Bahamas. E siamo al 23 maggio quando, alla Scuola di formazione della polizia penitenziaria, dov’è conservata in una teca la Croma bianca in cui saltò in aria Giovanni Falcone a Capaci, lui è tra gli uomini di Russo che presenziano alla cerimonia. Ma già gli si è aperta la porta di via Arenula dove, da vicecapo degli ispettori, potrà finalmente far valere la sua voce sui colleghi. “Generale” proprio, ancora no. Ma quasi quasi ci siamo. In un ministero che vieppiù si “melonizza”, dove già il sottosegretario Andrea Delmastro detta legge sulle galere, e dove le toghe di Mi sono sicuramente le preferite, lui nuota come un pesce nel mare. Basti citare, oltre a Cirielli, il capo dell’ufficio legislativo Antonio Mura e quello delle carceri Russo. E dove i “fratelli” evidentemente piacciono, visto che Cirielli è fratello del ministro, e Russo conta un fratello ex di Forza Italia. Eh sì, i componenti della famiglia sono sempre “piezz’ ‘e core”…

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