Il governo rimuove dall'incarico il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, per mettere al suo posto il commissario straordinario per la riqualificazione di Caivano, Fabio Ciciliano. Un nome gradito alla premier Giorgia Meloni e al sottosegretario Alfredo Mantovano. Il Partito democratico critica la scelta e questa sorta di blitz a Palazzo Chigi: “Hanno fatto fuori una competenza provata come quella di Curcio per fare spazio ancora una volta agli amichetti”, dice Debora Serracchiani della segreteria nazionale dem, che aggiunge: “Questo metodo di spartizione e occupazione dei posti di potere e gestione delle risorse è un danno secco per il Paese che viene colpito anche nelle strutture più strategiche, nelle persone che hanno dimostrato nei fatti di essere presidio istituzionale”.
Il governo rimuove dall'incarico il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, per mettere al suo posto il commissario straordinario per la riqualificazione di Caivano, Fabio Ciciliano. Un nome gradito alla premier Giorgia Meloni e al sottosegretario Alfredo Mantovano. Il Partito democratico critica la scelta e questa sorta di blitz a Palazzo Chigi: “Hanno fatto fuori una competenza provata come quella di Curcio per fare spazio ancora una volta agli amichetti”, dice Debora Serracchiani della segreteria nazionale dem, che aggiunge: “Questo metodo di spartizione e occupazione dei posti di potere e gestione delle risorse è un danno secco per il Paese che viene colpito anche nelle strutture più strategiche, nelle persone che hanno dimostrato nei fatti di essere presidio istituzionale”.
Per la capogruppo alla Camera Chiara Braga si tratta di un cambio "immotivato" che dimostra come il governo Meloni continui "a perseguire logiche di appartenenza per istituzioni che richiederebbero solo preparazione e competenze".La nomina è stata proposta formalmente in Cdm dal ministro che ha la delega alla Protezione civile, Nello Musumeci. Finisce così la seconda parentesi di Curcio, 57 anni, al vertice della Protezione civile. La prima volta, nell'agosto del 2017, era stato lui stesso a dimettersi dopo due anni per motivi "strettamente personali" che gli impedivano l'impegno richiesto dal ruolo. Superate le difficoltà, nel febbraio 2021 era tornato sulla poltrona numero di capo del Dipartimento, con Mario Draghi presidente del Consiglio e in piena pandemia Covid. E' rimasto al suo posto fino ad oggi. Il governo Meloni aveva depotenziato il suo incarico istituendo il ministero della Protezione civile, affidato a Musumeci. Curcio, funzionario dello Stato dalla vasta esperienza, è stato prima nei vigili del fuoco e poi al Dipartimento, dove ha gestito tutte le emergenze, dai terremoti alle alluvioni, nonché i grandi eventi come il Giubileo del 2000 ed il vertice Nato-Russia del 2003 a Pratica di mare ai tempi di Guido Bertolaso, ha continuato a fare il suo lavoro con meno riflettori puntati addosso. La decisione lo avrebbe colto di sorpresa. Non sembra ci fossero problemi di 'coabitazione' col ministro Musumeci. La scelta del governo è caduta su Fabio Ciciliano, napoletano 52enne, proveniente dai ranghi della Polizia di Stato. Quella del capo della Protezione civile era una delle poche caselle degli apparati della sicurezza e del soccorso rimaste non toccate dal governo di centrodestra (ora restano i direttori di Dis ed Aise), che ha quindi deciso di mettervi mano, anche in vista della scadenza a settembre del mandato di Ciciliano a commissario per Caivano.