Il costituzionalista Luciani: “Rilievi Ue giusti, in Italia si deve vigilare contro attentati agli equilibri tra poteri”
di Liana MilellaMassimo Luciani, professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all’Università La Sapienza, l’Europa vede in pericolo lo Stato di diritto e Mattarella la libertà di stampa e lo “straziante” stato delle carceri. Cosa prova un giurista autorevole come lei?
“Nessuna conquista del costituzionalismo è garantita una volta per tutte. Anche una grande democrazia liberale come la nostra deve sempre stare in guardia contro i possibili attentati ai diritti fondamentali e all’equilibrio tra i poteri. I richiami del capo dello Stato e della Commissione ce lo ricordano”.
Quasi ogni giorno si muore in carcere? “Condizioni angosciose” come dice Mattarella?
“Ha ragione da vendere. Nell’esercizio dell’azione penale e nella gestione delle sue conseguenze si vede nel modo migliore la capacità di uno Stato di essere allo stesso tempo forte e giusto”.
Massimo Luciani, professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all’Università La Sapienza, l’Europa vede in pericolo lo Stato di diritto e Mattarella la libertà di stampa e lo “straziante” stato delle carceri. Cosa prova un giurista autorevole come lei?
“Nessuna conquista del costituzionalismo è garantita una volta per tutte. Anche una grande democrazia liberale come la nostra deve sempre stare in guardia contro i possibili attentati ai diritti fondamentali e all’equilibrio tra i poteri. I richiami del capo dello Stato e della Commissione ce lo ricordano”.
Quasi ogni giorno si muore in carcere? “Condizioni angosciose” come dice Mattarella?
“Ha ragione da vendere. Nell’esercizio dell’azione penale e nella gestione delle sue conseguenze si vede nel modo migliore la capacità di uno Stato di essere allo stesso tempo forte e giusto”.
La Ue elenca molti disastri. Partiamo dal premierato che sconvolge gli equilibri dei nostri costituenti?
“Le cose potrebbero andare meglio. La Ue non ci tratta come un Paese giuridicamente sottosviluppato, ma c’è molto da fare per garantire lo Stato di diritto. Come non introdurre il premierato, che anzi lo indebolisce in quanto compromette la separazione dei poteri concentrandoli nelle mani del cosiddetto premier”.
Voi giuristi con la Ue avete insistito sulla figura “dimezzata” e “indebolita” del capo dello Stato.
“È evidente che verrebbe privato delle sue principali attribuzioni nella risoluzione delle crisi di governo e di certo un presidente del Consiglio eletto direttamente avanzerebbe pretese di legittimazione superiore a quelle di un presidente della Repubblica scelto dal Parlamento”.
Troppi decreti, dice la Ue.
“Abusarne significa sbilanciare i rapporti di potere a vantaggio del governo e a danno del Parlamento. Sta peggiorando una grave alterazione della nostra Carta, che ha già una triste storia alle spalle”.
La maggioranza prima col Csm e ora con la Consulta si impossessa della nomina di consiglieri e giudici. Da nove mesi ne manca uno alla Corte, saranno quattro a dicembre, e Mattarella bacchetta La Russa e Fontana.
“Il problema è antico. Più volte il Parlamento ha accumulato gravissimi ritardi e sempre i capi dello Stato l’hanno richiamato ai suoi doveri. Avevano ragione. Oltretutto sotto gli 11 giudici la Corte si blocca. Decidere per tempo è essenziale”.
Con la separazione delle carriere finiscono sotto schiaffo i giudici e si sminuisce il Csm?
“Alla magistratura la Ue dedica molta attenzione. E avanza dubbi sulle future garanzie d’indipendenza delle procure e sulla legittimità del sorteggio per comporre il Csm: una procedura contraria al principio Ue che i magistrati eleggano almeno la metà dei componenti”.
Si può privare una toga del diritto di voto?
“Il sorteggio presuppone una diffidenza verso la magistratura incompatibile con la sua dignità costituzionale”.
Abuso d’ufficio soppresso e traffico d’influenze dimezzato? Pure qui c’è conflitto con la Ue, mentre 3.600 sentenze “moriranno”.
“La Ue critica la drasticità della riforma ed evidenzia che le convenzioni internazionali sulla corruzione impongono per quei fatti la sanzione penale”.
La legge va contro i trattati internazionali?
“Il sospetto è forte. L’articolo 117 della Carta ne impone il rispetto, a pena di incostituzionalità”.
L’infinita assenza di una legge sulle lobby aggrava il tutto?
“Indubbiamente. E la Commissione lo dice a chiare lettere. La Camera ha disposto un’indagine conoscitiva e la commissione Affari costituzionali ha pure costituito un gruppo di lavoro. È indispensabile che allo studio seguano i fatti”.
La libertà di stampa è in pericolo. Gravissimo l’episodio di Torino, minimizzato da La Russa, mentre Mattarella cita Tocqueville, “democrazia è il potere di un popolo informato”.
“I toni del presidente sulla libertà d’informazione sono davvero accorati. La sua premessa è che la democrazia sia anzitutto conoscenza e quindi mette in guardia contro gli attentati alla libera informazione e le fake news, qualificandoli come veri e propri atti eversivi contro la Repubblica. Parole molto pesanti”.
In autunno cadrà sui giornalisti la scure di Enrico Costa, vietato pubblicare l’ordinanza di custodia, e il Senato stringe su diffamazione e querele temerarie.
“Sembra davvero difficile in Italia coniugare diritti degli indagati e libertà di stampa. Sarebbe ora che le forze politiche trovassero un’intesa al di là dei contingenti equilibri di maggioranza”.