Nuovo capitolo del tormentone province. Forse conclusivo. Nel pieno dello scontro tra alleati sull’Autonomia, la Lega rilancia sul ritorno alle elezioni delle province, abolito dalla legge Delrio nel 2014 (governo Renzi). Palazzo Chigi precisa ma non chiude: “Siamo tutti d’accordo”, ma per evitare pastrocchi “la sede opportuna per discuterne” è il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (TUOEL).
Si tratta del documento approvato dal decreto legge 267 del 2000 che regola il funzionamento e le norme contabili e istituzionali valide per gli enti locali. Aggiornato ad aprile 2023, sarebbe pronto alle nuove modifiche ma si attendono le coperture stabilite dalla prossima finanziaria.
Sembra comunque avviato l’iter verso il ritorno dei cittadini alle urne per eleggere i presidenti di province –perché di questo oggi si sta parlando, mentre le province in quanto tali non furono mai abolite nonostante il forte vento che spirava in tale direzione una decina d’anni fa.
La rifor…
Nuovo capitolo del tormentone province. Forse conclusivo. Nel pieno dello scontro tra alleati sull’Autonomia, la Lega rilancia sul ritorno alle elezioni delle province, abolito dalla legge Delrio nel 2014 (governo Renzi). Palazzo Chigi precisa ma non chiude: “Siamo tutti d’accordo”, ma per evitare pastrocchi “la sede opportuna per discuterne” è il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (TUOEL).
Si tratta del documento approvato dal decreto legge 267 del 2000 che regola il funzionamento e le norme contabili e istituzionali valide per gli enti locali. Aggiornato ad aprile 2023, sarebbe pronto alle nuove modifiche ma si attendono le coperture stabilite dalla prossima finanziaria.
Sembra comunque avviato l’iter verso il ritorno dei cittadini alle urne per eleggere i presidenti di province –perché di questo oggi si sta parlando, mentre le province in quanto tali non furono mai abolite nonostante il forte vento che spirava in tale direzione una decina d’anni fa.
La riforma Delrio infatti si accompagnava al progetto di riforma costituzionale che prevedeva la soppressione delle province quali enti costituzionalmente necessari. Progetto abortito con l'esito del referendum promosso da Renzi del 4 dicembre 2016.
La proposta Stefani
La nuova accelerazione, come detto, è una proposta di legge del deputato leghista Alberto Stefani, per farle tornare enti di primo livello. "Con questa proposta di legge - commenta il segretario della Liga Veneta - si mira a reintrodurre l'elezione diretta del presidente della provincia e dei consiglieri provinciali".
"Le province sono fondamentali per l'erogazione di servizi ai cittadini", aggiunge. "Mantenerle così, come oggi, non fa bene a nessuno: vanno reintrodotte con tutte le strutture e funzioni necessarie, anche perché non ci risulta che, allo stato attuale, abbiano portato alcun risparmio per i cittadini", conclude.
La proposta della Lega, subito molto apprezzata dai vertici locali del Carroccio, finisce per inserirsi tra i temi che stanno alimentando la tensione nel governo (in primis Autonomia, Rai, carceri).
Lo stop and go di Palazzo Chigi
Così per evitare l’ennesima escalation è arrivato subito un mezzo stop dai piani alti di palazzo Chigi: "Siamo tutti" d'accordo, ma ciò deve avvenire nella sede opportuna, quella della definizione di una riforma organica".
Ma qual è la sede opportuna?
La sede opportuna, o “naturale", per un ritorno alle Province come enti di primo livello – precisa palazzo Chigi - "è il testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (TUOEL). Il documento è pronto, siamo in attesa delle osservazioni del Mef".
"Siamo tutti per far tornare le Province enti di primo livello ripristinando l'elezione diretta da parte dei cittadini e restituendo competenze e risorse - fanno sapere da palazzo Chigi - ma ciò deve avvenire nella sede opportuna, quella della definizione di una riforma organica per non ripetere gli errori commessi con la disastrosa legge Delrio, e con le risorse necessarie. Sul tema delle risorse è importante il ruolo del Mef, mentre è importante l'interlocuzione con la conferenza Stato-Regioni sul trasferimento di deleghe e funzioni".