Da cacicco a icona pop del Pd: la tournée al Nord di De Luca, testimonial contro l’Autonomia nelle Feste dell’Unità
di Giovanna VitaleVincenzo De Luca
Da cacicco da estirpare a madonna pellegrina da esportare. Da reietto del nuovo corso Pd, fra i più feroci oppositori della segretaria Elly Schlein, a icona pop dei democratici, capace di sfondare ben oltre i propri confini naturali. Tutto in nome della battaglia contro l’Autonomia differenziata, in grado di unire ciò che per più di un anno e mezzo è stato diviso: di più, in guerra.
Benvenuti al Nord. È la curiosa parabola del granduca di Campania, al secolo Vincenzo De Luca detto Enzo, che questo weekend ha trasformato nel più efficace testimonial del referendum per abolire lo “Spacca-Italia”. È lui - il primo a portare in piazza a Roma, sei mesi fa, quando ancora nessuno ci pensava, la protesta contro la legge leghista - la guest star alle Feste dell’Unità nelle valli padane e terre limitrofe. Chiamato dal senatore Alessandro Alfieri, motore organizzativo della campagna, a spiegare perché la secessione mascherata di Roberto Calderoli non fa male soltanto al Sud, ma colpisce duro e r…
Da cacicco da estirpare a madonna pellegrina da esportare. Da reietto del nuovo corso Pd, fra i più feroci oppositori della segretaria Elly Schlein, a icona pop dei democratici, capace di sfondare ben oltre i propri confini naturali. Tutto in nome della battaglia contro l’Autonomia differenziata, in grado di unire ciò che per più di un anno e mezzo è stato diviso: di più, in guerra.
Benvenuti al Nord. È la curiosa parabola del granduca di Campania, al secolo Vincenzo De Luca detto Enzo, che questo weekend ha trasformato nel più efficace testimonial del referendum per abolire lo “Spacca-Italia”. È lui - il primo a portare in piazza a Roma, sei mesi fa, quando ancora nessuno ci pensava, la protesta contro la legge leghista - la guest star alle Feste dell’Unità nelle valli padane e terre limitrofe. Chiamato dal senatore Alessandro Alfieri, motore organizzativo della campagna, a spiegare perché la secessione mascherata di Roberto Calderoli non fa male soltanto al Sud, ma colpisce duro e rischia di danneggiare anche il Settentrione.
Ieri sera, il sanguigno governatore salernitano era a Verona per illustrare, con le sue pirotecniche metafore, le ricadute di una legge che trasformerà il Paese in un arlecchino, con 20 regioni che potranno legiferare su tutte le materie, imporre regole diverse anche alle imprese – core business del Nord progredito e operoso - costringendole ad applicare codici e procedure differenti a seconda dell’uzzolo di chi governa il territorio. Stasera sarà invece alla festa provinciale di Como, in quel di Cantù che è il distretto del mobile, eccellenza del made in Italy, che l’autonomia potrebbe pagarla cara.
De Luca ai giovani: "Con l'Autonomia finisce l'Unità d'Italia"
Ma De Luca non è l’unico alfiere del Sud ingaggiato per convincere il Nord ad aprire gli occhi. L’altro è Antonio Decaro, mister 500mila preferenze, che ieri da Bari è salito a Varese, a fianco del sindaco Davide Galimberti e del dem Alfieri, per insistere sulla linea inaugurata dal Pd: l’Autonomia fa male all’Italia intera, non solo alla punta dello Stivale.