Forza Italia avvia monitoraggio delle carceri coi Radicali. Ma Tajani si smarca sull’amnistia
di Gabriella CeramiROMA – Si colloca sulla scia della famiglia Berlusconi. Ha recepito la richiesta arrivata dai figli del fondatore di occuparsi della «difesa dei diritti». E quindi ecco Antonio Tajani in conferenza stampa nella sede di Forza Italia seduto accanto al segretario del partito Radicale, Maurizio Turco, per illustrare l’imminente tour nelle carceri italiane.
Già domani, quando l’Aula del Senato inizierà l’esame del decreto Carceri, Tajani visiterà l’istituto penitenziario di Paliano e la comunità ‘In dialogo’ di Trivigliano, in provincia di Frosinone. Inoltre Forza Italia e Radicali insieme, perché «il lavoro con loro - sottolinea il ministro degli Esteri - è parte della nostra strategia per arrivare al 20%», annunciano incontri periodici, un costante confronto con i sindacati di polizia penitenziaria e la nascita di una sotto commissione nel dipartimento giustizia di FI dedicata alle carceri.
Malgrado il braccio di ferro della scorsa settimana dentro la maggioranza, il segretario azzurro p…
ROMA – Si colloca sulla scia della famiglia Berlusconi. Ha recepito la richiesta arrivata dai figli del fondatore di occuparsi della «difesa dei diritti». E quindi ecco Antonio Tajani in conferenza stampa nella sede di Forza Italia seduto accanto al segretario del partito Radicale, Maurizio Turco, per illustrare l’imminente tour nelle carceri italiane.
Già domani, quando l’Aula del Senato inizierà l’esame del decreto Carceri, Tajani visiterà l’istituto penitenziario di Paliano e la comunità ‘In dialogo’ di Trivigliano, in provincia di Frosinone. Inoltre Forza Italia e Radicali insieme, perché «il lavoro con loro - sottolinea il ministro degli Esteri - è parte della nostra strategia per arrivare al 20%», annunciano incontri periodici, un costante confronto con i sindacati di polizia penitenziaria e la nascita di una sotto commissione nel dipartimento giustizia di FI dedicata alle carceri.
Malgrado il braccio di ferro della scorsa settimana dentro la maggioranza, il segretario azzurro precisa che il suo partito è «in perfetta sintonia con le iniziative del ministro Nordio e del governo. Non c’è un intento polemico o legislativo, la nostra è un’iniziativa costruttiva». La storia è nota: FI in commissione aveva presentato nove proposte di modifica al decreto carceri per far fronte al sovraffollamento, ma l’unica che è stata accolta da Lega e FdI riguarda la semilibertà concessa ai detenuti tossicodipendenti. Da subito gli azzurri sono stati accusati dall’opposizione di «aver voltato la faccia dall’altra parte» dunque, nel giorno in cui si è suicidato il 58esimo detenuto in meno di sette mesi, Tajani torna sull’argomento seppur con qualche difficoltà nel coniare questa unione inedita e distante dalla sua coalizione. Quando Turco chiede un’amnistia, «venivano concesse anche nel periodo del fascismo», il ministro degli Esteri sgrana gli occhi e prende le distanze: «L’amnistia non è la posizione del governo né di FI».
Non è un caso se prima dell’incontro di Tajani con la stampa, il ministro Nordio ha voluto ricordare, numeri alla mano, «il piano straordinario di investimenti per il personale che lavora nelle carceri». Una puntualizzazione, che sembra rivolta a Tajani, che sta spingendo sui diritti in una sorta di autonomismo, almeno culturale, rispetto a Lega e FdI.