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Meloni a Pechino inaugura la mostra su Marco Polo: “Legame Italia-Cina basato su rispetto, va reso più solido”

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La premier all’esposizione allestita al Millennium per celebrare i 700 anni dalla morte del viaggiatore veneziano: “La via tra Italia e Cina a volte è stata in salita, ma resta percorribile”
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PECHINO - Un viaggio da Occidente a Oriente. Un “viaggio di conoscenze”. Questo il senso - e pure il titolo - della grande mostra al Millennium di Pechino su Marco Polo, l’esploratore veneziano di cui quest’anno ricorre il 700esimo anniversario dalla morte, capace di mettere in connessione due mondi così distanti.

Un ponte tra culture lontane allora. E un ponte che deve servire anche oggi per rilanciare le relazioni - non solo a livello culturale che sono molto forti - ma anche a livello economico-commerciale. Questa la speranza della premier Giorgia Meloni che inaugurando la mostra dice: “Polo è stato uno degli italiani più grandi di tutti i tempi. Ha tracciato una strada che dall'Italia porta alla Cina: a volte è stato un tragitto agevole, a volte più in salita, ma quella strada è sempre stata percorribile. Tocca a noi mantenerla tale, rendendo quel legame culturale, che si fonda sul rispetto, più solido”.

Centotrentacinque pezzi in mostra, provenienti da dieci musei italiani e…

PECHINO - Un viaggio da Occidente a Oriente. Un “viaggio di conoscenze”. Questo il senso - e pure il titolo - della grande mostra al Millennium di Pechino su Marco Polo, l’esploratore veneziano di cui quest’anno ricorre il 700esimo anniversario dalla morte, capace di mettere in connessione due mondi così distanti.

Un ponte tra culture lontane allora. E un ponte che deve servire anche oggi per rilanciare le relazioni - non solo a livello culturale che sono molto forti - ma anche a livello economico-commerciale. Questa la speranza della premier Giorgia Meloni che inaugurando la mostra dice: “Polo è stato uno degli italiani più grandi di tutti i tempi. Ha tracciato una strada che dall'Italia porta alla Cina: a volte è stato un tragitto agevole, a volte più in salita, ma quella strada è sempre stata percorribile. Tocca a noi mantenerla tale, rendendo quel legame culturale, che si fonda sul rispetto, più solido”.

Centotrentacinque pezzi in mostra, provenienti da dieci musei italiani e due cinesi. Dalle monete veneziane all’edizione in originale de Il Milione di Giovanni Battista Ramusio proveniente dalla Biblioteca del Maeci, la Bibbia di Marco Polo, vedute veneziane, la riproduzione realizzata da Treccani del mappamondo di Fra Mauro, considerato il più grande memoriale della cartografia medievale. E poi ancora Trittici trecenteschi per ricordare i predicatori che intrapresero i lunghi viaggi lungo le vie carovaniere negli stessi anni di Marco Polo, preziosi esemplari di porcellana del XIII e XIV secolo provenienti dall’Imperial Kiln Institute di Jingdezhen: lo stile Dehua descritto da Polo nel suo libro, e un gruppo di porcellane prodotte dalla fornace imperiale per gli alti dignitari e per la corte imperiale durante gli anni di soggiorno del veneziano in Cina.

Non poteva che essere questo il luogo “perfetto” dove organizzarla: Polo è l’unico straniero, assieme al gesuita italiano Matteo Ricci, che compare nell’enorme bassorilievo - pezzo forte del China World Art Museum di Pechino - che racconta la storia millenaria della Cina.

La mostra vuole accompagnare il visitatore in un cammino ideale lungo il tragitto percorso da Marco Polo nel suo viaggio, fondendo in un unico itinerario la dimensione dell’immaginario, che si ispira alle pagine del libro, alla realtà storica (e geografica) delle rotte commerciali battute dal mercante veneziano.

(ansa)

“Ricostruire i rapporti tra Oriente e Occidente, tra Italia e Cina, lungo i secoli per ricordare come da molto tempo esiste un rapporto culturale, economico-commerciale, di civiltà, tra questi due mondi. Di quanto il mondo fosse globalizzato al tempo di Marco Polo: quanti viaggiatori, merci e idee già viaggiassero. Un percorso rimasto fino ad oggi”, spiega a Repubblica Federico Roberto Antonelli, direttore dell’Istituto di cultura italiano di Pechino. “La mostra si articola in due livelli: gli oggetti che ricordano la vita al tempo di Polo e l’altro è come viene ricordato Polo nel corso dei secoli. Aperto al dialogo, curioso della conoscenza. Aspetti tanto più importanti in un momento come questo - in generale nel mondo, ma soprattutto nei rapporti tra Oriente e Occidente - tra Italia e Cina: può essere la base per rilanciare le relazioni - non solo a livello culturale - ma anche a livello economico-commerciale. Una mostra fortemente voluta dal Ministero degli Esteri, organizzata e ideata dall’ambasciata d’Italia e dall’Istituto di cultura, sostenuta da tantissime aziende, italiane e cinesi: non sfugge a nessuno, alle aziende in primis, il valore di Polo come facilitatore di rapporti non solo culturali tra Italia e Cina”, continua Antonelli.

“La mostra nasce da un desiderio dell’ambasciatore d’Italia in Cina Massimo Ambrosetti per creare qualcosa che mostrasse il legame che da secoli c’è tra Italia e Cina”, ci spiega Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi, uno dei curatori. “Dieci musei italiani insieme hanno partecipato con le loro migliori opere proprio per rappresentare al meglio questo viaggio di conoscenze”.

Opere arrivano anche da musei cinesi, come quello di Jingdezhen. “La città era la fornace imperiale. La sua fama è arrivata fino a noi con le famose porcellane bianche e blu, dettando nei secoli la moda per quanto riguarda il vasellame cinese. Polo ne rimase colpito dalla brillantezza, dalla resistenza e dal bianco di questi pezzi”, spiega Giorgia Cestaro, anche lei tra i curatori della mostra.

Alla fine spazio anche per la realtà virtuale. Visori Vr - un progetto realizzato dalla società italiana Way Experience - permettono al pubblico di intraprendere in prima persona il viaggio de “Il Milione” lungo la Via della Seta a fianco di Marco Polo, da Venezia fino all’Impero di Kublai Khan.

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