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Quanto vale Renzi? I sondaggisti: nel campo largo porta meno del 2%. E può sottrarre voti al Pd

Matteo Renzi con Elly Schlein alla partita del cuore dell'Aquila (ansa)

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Una parte degli elettori di Italia Viva potrebbe ridursi. Le criticità col M5S. Pregliasco: “Elettorati incompatibili”
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Ci risiamo. È tornato d’attualità il dibattito “Renzi sì, Renzi no” e se ne discute nei conciliaboli dei partiti non ancora in vacanza in cui ognuno di loro fa i suoi calcoli di bottega. Quanto pesa la foto di Elly Schlein stretta a Matteo Renzi durante i rigori della partita del cuore? E quanto viene stimata la virata, al cambio di vento dopo le Europee, del leader di Italia viva che adesso vuole costruire un centrosinistra per un patto di governo? È troppo presto per avere dei sondaggi ma chi conosce bene il polso del Paese, perché questo tipo di indagini è il suo pane quotidiano, ha già le idee chiare e qualche dubbio sulla convivenza Iv-M5s.

Si parte dal presupposto che il 3,8% della lista Stati Uniti d’Europa non può essere attribuito al…

Ci risiamo. È tornato d’attualità il dibattito “Renzi sì, Renzi no” e se ne discute nei conciliaboli dei partiti non ancora in vacanza in cui ognuno di loro fa i suoi calcoli di bottega. Quanto pesa la foto di Elly Schlein stretta a Matteo Renzi durante i rigori della partita del cuore? E quanto viene stimata la virata, al cambio di vento dopo le Europee, del leader di Italia viva che adesso vuole costruire un centrosinistra per un patto di governo? È troppo presto per avere dei sondaggi ma chi conosce bene il polso del Paese, perché questo tipo di indagini è il suo pane quotidiano, ha già le idee chiare e qualche dubbio sulla convivenza Iv-M5s.

Si parte dal presupposto che il 3,8% della lista Stati Uniti d’Europa non può essere attribuito alla sola Italia viva perché frutto di un’alleanza con +Europa. Secondo i sondaggisti il partito di Matteo Renzi sarebbe a circa la metà. Di questo 2%, secondo Lorenzo Pregliasco di YouTrend, "Italia viva perderebbe una quota di elettori, coloro che non vogliono portare acqua al Pd". Dalle indagini svolte dall’istituto prima delle Europee dello scorso giugno, è emerso che "le persone si sono sentite a proprio agio nel votare Iv perché rappresentava l’alternativa al centrosinistra e al centrodestra". Tuttavia l’ex premier, sempre secondo Pregliasco, spostandosi nel campo del centrosinistra "potrebbe assorbire un po’ di voti dai dem. Gli elettori riformisti moderati che hanno scelto il Pd perché c’erano Gori, Bonaccini, Tinagli, Nardella e Decaro, se ci fosse un soggetto più riformista e centrista, con ogni probabilità, non lo voterebbero più".

Il tasto dolente resta il rapporto con gli stellati. Se Schlein ha detto che non è tempo di veti, il presidente Giuseppe Conte non sembra convinto: "Renzi si vanta di aver fatto cadere il mio governo", ricorda. Ed è per questo che, spiega il co-fondatore di YouTrend, "una super alleanza politica M5s, Pd e Iv metterebbe in difficoltà sia i renziani sia i grillini: per Renzi e i suoi elettori è elemento costitutivo il rifiuto verso M5s e al contrario M5s ha come tratto fondativo il rifiuto di Renzi. Fatico a vedere una compatibilità tra gli elettorati".

Più cauto invece Fabrizio Masia, sondaggista titolare di Emg Different, che ricorda come "sperimentazioni di Campo largo, in Sardegna per esempio, hanno dato una buona prova". È presto per capire se Iv e M5s da alleati perderanno voti. "Conte ha detto che il suo è un partito progressista di sinistra, non è più quello delle origini. Quindi anche la piattaforma politica può essere allargata in quella direzione. Perdere voti oggi è una possibilità, è realistico, ma ancora non esiste un dialogo, se non calcistico. Si capirà quando ci sarà una piattaforma programmatica e credo ci siano le condizioni per parlarne. E il Pd deve farsi da collettore di queste istanze". E la Cgil che ora ha avviato un referendum contro il Jobs act approvato dal governo Renzi? "Non ha alternative – dice Masia – se non la sinistra. Può anche scegliere il male minore, ma deve in qualche modo dialogare con qualcuno che possa essere più vicino ai suoi interessi".

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Anche Nicola Piepoli ritiene che "qualsiasi tipo di alleanza produca ricchezza. Le unioni portano sempre a un aumento dei voti, il passato ci dice questo, come l’unione delle sinistre in Francia. Chi si separa invece diminuisce lo share e proprio Renzi lo sa bene. Alle ultime elezioni europee hanno perso sia Azione sia Italia viva, mentre insieme avrebbero stravinto". Su un punto i sondaggisti sono tutti d’accordo. A breve ci saranno le elezioni in tre regioni, Emilia Romagna, Liguria e Umbria: saranno la cartina di tornasole della situazione politica nazionale. E soprattutto dalle possibilità del campo extra large.

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