✕

Siccità, l’ex ministro Giovannini: “Investiti solo 4 miliardi? Trovata situazione disastrosa, non c’erano progetti”

L'ex ministro Enrico Giovannini 

Ascolta l'audio

Il responsabile delle Infrastrutture sotto il governo Draghi interviene dopo l’inchiesta di Repubblica sulle lacune del sistema: “Abbiamo dovuto creare una pianificazione integrata tra invasi e acquedotti, veniamo da decenni di disastri”
2 minuti di lettura

L’ex ministro delle Infrastrutture del governo Draghi, Enrico Giovannini, difende la scelta di stanziare 4 miliardi di euro per le risorse idriche nel Pnrr. Una cifra che può sembrare elevata, ma che non lo è in un Paese che non investe nel settore da trent’anni, con il 47 per cento delle reti idriche che ha più di 50 anni, gli invasi sono stati realizzati negli anni Settanta, e perdite incredibili raccontate in una inchiesta di Repubblica: sprechiamo 8 miliardi di metri cubi di acqua all’anno, che si disperdono in reti vecchie per uso civile, industriale e agricolo, e altri 9 miliardi di metri cubi di acqua depurata viene gettata in mare e nei fiumi.

Secondo alcune stime servirebbero 60 miliardi di euro solo per ammodernare le reti per uso ci…

L’ex ministro delle Infrastrutture del governo Draghi, Enrico Giovannini, difende la scelta di stanziare 4 miliardi di euro per le risorse idriche nel Pnrr. Una cifra che può sembrare elevata, ma che non lo è in un Paese che non investe nel settore da trent’anni, con il 47 per cento delle reti idriche che ha più di 50 anni, gli invasi sono stati realizzati negli anni Settanta, e perdite incredibili raccontate in una inchiesta di Repubblica: sprechiamo 8 miliardi di metri cubi di acqua all’anno, che si disperdono in reti vecchie per uso civile, industriale e agricolo, e altri 9 miliardi di metri cubi di acqua depurata viene gettata in mare e nei fiumi.

Secondo alcune stime servirebbero 60 miliardi di euro solo per ammodernare le reti per uso civile, per rimettersi al passo con gli standard europei, ed evitare di finire schiacciati dalla siccità al Sud e dalle alluvioni al Nord con acqua difficile da raccogliere, servirebbe un Piano da 170 miliardi di euro secondo il segretario del bacino idrico Italia Centrale, Erasmo D’Angelis.

Metropolis - Racconti dalla Sicilia assetata: "Le capre brucano fango e si butta la frutta per salvare la pianta"

Il professore, ed ex ministro, Giovannini spiega perché siano stati stanziati 4 miliardi di euro: “Innanzitutto prima del governo Draghi non era mai stata fatta una pianificazione integrata, ma c’erano due piani separati per invasi e acquedotti. Questo spiega perché in modo così, a macchia di leopardo, c’erano situazioni in cui gli invasi erano completati e non gli acquedotti, o viceversa. Una delle riforme fondamentali fatte con il Pnrr, e che sono state attuate durate il periodo del nostro governo, è stata proprio la riforma della pianificazione idrica in Italia con l’unificazione di questi due aspetti. Parallelamente è stata fatta una operazione molto importante di investimento sulla sicurezza di dighe e invasi. Perché per molto tempo gli standard con cui si valutavano la sicurezza degli invasi erano decisamente obsoleti”.

Siccità, l’acqua sgorga ma si perde nel terreno: così la Sicilia spreca le poche risorse che restano

Ma come si è arrivati alla cifra, comunque non sufficiente, di 4,2 miliardi di euro nel Pnrr? Perché non sono state messe più risorse?“Noi abbiamo fatto dei bandi per finanziare, con i tempi del Pnrr, una serie di interventi – dice Giovannini - e poiché per molti anni era mancata la progettazione a causa della mancanza di un piano integrato, ci siamo trovati con pochi progetti già pronti. Per questo abbiamo potuto finanziare quei 4,3 miliardi di euro che, comunque, rispetto al passato sono una cifra straordinaria rispetto al fabbisogno per le urgenze stimato in 12 miliardi di euro. Da quei bandi sono avanzati circa 900 milioni di proposte delle Regioni e degli enti locali: progetti arrivati dopo che avevamo allocato 4,3 miliardi. Questo spiega i 900 milioni messi in più dal governo Meloni, che portano il piano a 5,2 miliardi di euro, comunque una cifra importante. Un salto di qualità rispetto alla situazione di alcuni anni fa. Veniamo da decenni di disastro, purtroppo. E abbiamo molto da recuperare. Sarebbe interessati nei piani di Coesione che i governatori stano firmando con il governo Meloni quanti soldi sono stati messo per l’idrico”.

Leggi i commenti