L’anno scorso difendeva l’ex terrorista di Terza Posizione Marcello De Angelis (“Io sto con Marcello, nessuno di noi era a Bologna”) e «chi è stato perseguitato dalla giustizia perché “qualcuno” aveva già deciso chi fossero i terroristi prima ancora di indagini e processi”. L’altro giorno – oplà - ha chiesto “verità” sulla strage del 2 agosto 1980 auspicando la desecretazione completa degli atti «per onorare le vittime di un attentato infame». Giuliano Polito, capogruppo FdI a Parabiago (Milano), un vecchio profilo Fb (fermo al 2020) con la scritta “Me ne frego” a corredo di un dito medio e, nello statino, la citazione dello scrittore francese di destra radicale Jean Cau - “nulla è più bello dell’Uomo quando avanza”. Polito è uno dei tanti, troppi esponenti di FdI che, nelle ultime 48 ore, si è schierato a testuggine nell’“operazione 2 agosto”. L’offensiva della destra meloniana sul terreno scivoloso della commemorazione della strage neofascista di Bologna.
Dopo lo scontro tra la…
L’anno scorso difendeva l’ex terrorista di Terza Posizione Marcello De Angelis (“Io sto con Marcello, nessuno di noi era a Bologna”) e «chi è stato perseguitato dalla giustizia perché “qualcuno” aveva già deciso chi fossero i terroristi prima ancora di indagini e processi”. L’altro giorno – oplà - ha chiesto “verità” sulla strage del 2 agosto 1980 auspicando la desecretazione completa degli atti «per onorare le vittime di un attentato infame». Giuliano Polito, capogruppo FdI a Parabiago (Milano), un vecchio profilo Fb (fermo al 2020) con la scritta “Me ne frego” a corredo di un dito medio e, nello statino, la citazione dello scrittore francese di destra radicale Jean Cau - “nulla è più bello dell’Uomo quando avanza”. Polito è uno dei tanti, troppi esponenti di FdI che, nelle ultime 48 ore, si è schierato a testuggine nell’“operazione 2 agosto”. L’offensiva della destra meloniana sul terreno scivoloso della commemorazione della strage neofascista di Bologna.
Dopo lo scontro tra la premier Giorgia Meloni e i familiari delle vittime, emerge ora che a gonfiare la schiuma revisionista e negazionista sul massacro nero di 44 anni fa – eseguito dai Nar e altri estremisti di destra – hanno contribuito in modo massiccio prime, seconde e terze file del primo partito di governo. Del resto, quello che si è più speso per interpretare la verità sulla strage in questi anni. Eccoli schierati allora, da Nord a Sud. «2 agosto 1980 - Nessuno di noi era a Bologna», scrive il trevigiano Roberto Biffis, responsabile del dipartimento cultura in Veneto. In questi anni ha fatto parlare di sé: nel 2016 ha commemorato con la foto-messaggio “ciao capitano” il criminale nazista Erich Priebke, “il boia delle Fosse Ardeatine”.
Nel 2021 a Miane viene denunciato per avere fatto il saluto romano insieme a militanti di CasaPound e Veneto Fronte Skinheads alla commemorazione di 37 soldati della Rsi uccisi a Valdobbiadene; nel 2023 celebra il golpista e collaborazionista della XMas Junio Valerio Borghese.
Dal Veneto al Lazio. Daniele Massa, consigliere comunale a Ceccano (Frosinone), ex segretario provinciale di Gioventù Nazionale, la giovanile del partito. L’altro giorno per onorare la memoria delle vittime della strage del 1980 ha sfornato sui social un “Io sto ancora con Luigi”, Luigi Ciavardini, il “Ciavarda”; uno dei terroristi condannati all’ergastolo per l’eccidio. Massa ha completato l’opera postando il testo di un’“orazione civile” alternativa: «Un’altra storia, una storia che molti conoscevano fin dall’inizio, ma che è stata nascosta a tutti…». In consiglio comunale a Brindisi c’è Cesare Mevoli. Già noto per le frasi choc sul caso di Giulia Cecchettin uccisa da Filippo Turetta, il colonnello brindisino di FdI ha riproposto ai suoi followers il vecchio manifesto del Msi sulle scuse di Cossiga a Pino Rauti e sulla fantomatica pista palestinese («Strage di Bologna, cade un’accusa infame»). Tra i colleghi di partito che hanno seguito l’esempio di Mevoli c’è il parmense Davide Manghi, candidato FdI nella lista civica Viva Collecchio. Lui ha scelto di postare il brano dei fascio-rock Ultima Frontiera: «E canteremo insieme ancora una volta, e sogneremo ancora giorni di rivolta, abbatteremo questo muro di menzogna perché nessuno di noi era a Bologna». Quel “noi” lo usa, tra gli altri, in modo “largo”, anche la senatrice Domenica Spinelli. «Noi non dimentichiamo», scrive nel suo post sul “2 agosto 1980”. Già. Ma a chi si riferisce? Noi chi?