La Lega invoca lo scudo salva-governatori. Lo stop di Fdi all’alleato
di Matteo Macor, Giulio UccieroUno “scudo” per governatori, che rinvii nella piena immunità fino a fine mandato le indagini e i processi a carico degli amministratori locali. È la proposta con cui Matteo Salvini ha trasformato il giorno della verità sul futuro di Giovanni Toti, l’incognita da cui dipenderà molto dello scenario politico ligure verso le Regionali d’autunno, in un altro passaggio teso tra i partiti della maggioranza. Lanciata non per caso sul tavolo della riunione fissata ieri negli uffici del Mit con l’ex governatore della Liguria, al suo primo ritorno a Roma dopo la revoca dei domiciliari per incontrare leader e uomini chiave del centrodestra (prima Maurizio Lupi, poi Salvini, Maurizio Gasparri negli uffici di Forza Italia e Giovanni Donzelli in quota FdI), l’idea leghista certifica del resto il tentativo tutto a destra di fare del caso Toti arma preziosa nella battaglia sulla giustizia, ma allo stesso tempo anche nuove divisioni tra le forze di governo e tutti i rischi della «nazionalizzazione» del…
Uno “scudo” per governatori, che rinvii nella piena immunità fino a fine mandato le indagini e i processi a carico degli amministratori locali. È la proposta con cui Matteo Salvini ha trasformato il giorno della verità sul futuro di Giovanni Toti, l’incognita da cui dipenderà molto dello scenario politico ligure verso le Regionali d’autunno, in un altro passaggio teso tra i partiti della maggioranza. Lanciata non per caso sul tavolo della riunione fissata ieri negli uffici del Mit con l’ex governatore della Liguria, al suo primo ritorno a Roma dopo la revoca dei domiciliari per incontrare leader e uomini chiave del centrodestra (prima Maurizio Lupi, poi Salvini, Maurizio Gasparri negli uffici di Forza Italia e Giovanni Donzelli in quota FdI), l’idea leghista certifica del resto il tentativo tutto a destra di fare del caso Toti arma preziosa nella battaglia sulla giustizia, ma allo stesso tempo anche nuove divisioni tra le forze di governo e tutti i rischi della «nazionalizzazione» del voto locale in Liguria. In vista del quale, come confermano gli stessi colloqui romani di ieri che saranno «riaggiornati a dopo Ferragosto», al centrodestra manca ancora la quadra su quasi tutto: assetti e candidato presidente.
Rivendicare peso politico
Atterrato nella capitale accompagnato dai suoi fedelissimi, a Toti il giro di incontri di ieri doveva servire per rivendicare ruolo decisionale e peso politico per la propria lista in questo agosto di scelte, più che per togliersi sassolini dalle scarpe («Non mi sono sentito abbandonato, ma c’è chi ha dimostrato sensibilità maggiore», è comunque il messaggio che pare diretto a forzisti e meloniani, gli alleati più freddi nel difenderlo dopo l’arresto). A fare della sua vicenda moto di agitazione, in campo governativo e non solo, sono stati così più che altro i vicepremier.
Salvini solleva un polverone
Salvini lancia l’idea dell’immunità per governatori che solleva un polverone, tra le accuse delle opposizioni («Più che di immunità è giusto parlare di impunità, ma la Consulta bocciò già il lodo Alfano», lo stronca il dem Gianni Cuperlo) e nello scetticismo degli alleati. FdI sbarra la strada: «Non è la soluzione dare scudi a chi svolge importantissime funzioni a garanzia di tutti i cittadini», dice Raffaele Speranzon. FI non chiude ma per Gasparri la norma è «difficile da approvare». E Antonio Tajani, attacca magistrati e opposizioni. «Singolare che inizi un dibattimento in campagna elettorale, così si tenta di condizionare il voto», è il riferimento al via al processo a Toti il prossimo 5 novembre. «Il nome scelto dalla sinistra, poi, è quello dell’ex ministro della Giustizia», l’allusione al candidato in pectore del campo largo ligure, Andrea Orlando («Se ha prove di un complotto chieda a Nordio di mandare gli ispettori», replica a Repubblica il dem).
Casting in corso
Rimane solo sullo sfondo dello sgrammaticato attacco del moderato Tajani, così, l’iniziale partita di giornata. Naviga a vista la ricerca di un successore da candidare in Liguria «per non disperdere il patrimonio di questi anni», dice Salvini che definisce Toti un «prigioniero politico». In corso il casting tra le idee civiche di area genovese caldeggiate in FdI. Sul tavolo i nomi della deputata totiana Ilaria Cavo, del vicesindaco di Genova Pietro Piciocchi e del forzista Carlo Bagnasco. Ieri è arrivato un nuovo no da Rixi. «Ci risentiamo, abbiamo venti giorni per decidere», dice Toti dopo un’ora di riunione con Donzelli in via della Scrofa, dove incrocia Arianna Meloni e rilancia l’attacco di Tajani. «In questa storia ci sono tante anomalie». Il futuro è da definire, un ruolo se l’è ripreso.