Suicidi in carcere, Giachetti e Bernardini denunciano Nordio e i sottosegretari Ostellari e Delmastro
di Liana MilellaIl ministro della Giustizia, Carlo Nordio
ROMA - Undici pagine per denunciare all’autorità giudiziaria Carlo Nordio e i sottosegretari che si occupano di patrie galere, il leghista Andrea Ostellari e il meloniano Andrea Delmastro Delle Vedove. Sarà la procura di Roma a verificare se tutti e tre vanno messi sotto inchiesta penale per le loro inadempienze verso i 60mila detenuti italiani. A provarne l’incombente tragedia sono i 66 suicidi (ieri un altro, a Prato) che nel 2024 hanno macchiato di sangue la storia del nostro Paese.
In Parlamento lo aveva già annunciato il deputato di Iv Roberto Giachetti. Che dalle parole adesso è passato ai fatti assieme al team di Nessuno tocchi Caino, dalla presidente Rita Bernardini, con cui ha condiviso lo sciopero della fam…
ROMA - Undici pagine per denunciare all’autorità giudiziaria Carlo Nordio e i sottosegretari che si occupano di patrie galere, il leghista Andrea Ostellari e il meloniano Andrea Delmastro Delle Vedove. Sarà la procura di Roma a verificare se tutti e tre vanno messi sotto inchiesta penale per le loro inadempienze verso i 60mila detenuti italiani. A provarne l’incombente tragedia sono i 66 suicidi (ieri un altro, a Prato) che nel 2024 hanno macchiato di sangue la storia del nostro Paese.
In Parlamento lo aveva già annunciato il deputato di Iv Roberto Giachetti. Che dalle parole adesso è passato ai fatti assieme al team di Nessuno tocchi Caino, dalla presidente Rita Bernardini, con cui ha condiviso lo sciopero della fame per calendarizzare alla Camera la proposta di legge sulla liberazione anticipata, e con il tesoriere Sergio D’Elia e la segretario Elisabetta Zamparutti. L’accusa è lampante: “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”. Articolo 40 del codice penale.
L’esposto-denuncia, con il patrocinio dell’avvocato Maria Brucale, sarà depositato presso la stazione dei carabinieri di Piazza San Lorenzo in Lucina a Roma. E da lì andrà sul tavolo dei pm di piazzale Clodio. Che potranno verificare se effettivamente Nordio, Ostellari e Delmastro avrebbero potuto evitare i suicidi,e invece non lo hanno fatto.
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Del resto l’articolo 40 del codice penale è chiaro. E sotto il titolo “Rapporto di causalità” recita così: “Nessuno può essere punito per un fatto previsto dalla legge come reato, se l'evento dannoso o pericoloso, da cui dipende l'esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione.
Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”. E l’evidenza stessa dimostra che i suicidi sono stati il frutto di una “omissione”. Parola chiave in questo piccolo articolo del codice penale. Tant’è che nelle 11 pagine dell’esposto si può leggere la seguente considerazione sulle omissioni del team politico di via Arenula: “Avendo specifici obblighi di custodia dei ristretti, non vi adempiono cagionando loro un danno evidente alla salute, fisica o psichica, e alla loro stessa vita”.
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Nel testo della denuncia sono elencati i fatti di quest’ultimo anno, “i suicidi e altre morti in carcere per malattia e assenza di cure”. Specifico il riferimento “alle 65 persone private della libertà che si sono tolte la vita al 5 agosto 2024, a cui vanno aggiunti 7 agenti della polizia penitenziaria e altri 97 detenuti che sono morti per cosiddette cause naturali”. Segue il numero dei detenuti al 29 luglio, quelle “61.134 persone detenute in 47.004 posti regolarmente disponibili”.
E già qui è evidente una grave responsabilità. Dimostrata proprio dal fatto che Nordio, mentre si vota il decreto carceri alla Camera - acqua fresca secondo tutti gli esperti in materia penitenziaria - corre a palazzo Chigi per un vertice ipotizzando anche un coinvolgimento del presidente della Repubblica. Un presidente chiamato in causa in quest’emergenza, mentre lo si attacca per non aver firmato ancora la soppressione dell’abuso d’ufficio. Che certo non svuota le galere, ma “salva” gli amministratori locali scorretti.
Tant’è. Nella denuncia Giachetti-Bernardini ecco il dato interessante dei 24.301 rimedi risarcitori riconosciuti dai magistrati di sorveglianza - circa 4.700 nel solo 2023 - “per condizioni di detenzione contrarie all’umanità della pena”. E ancora gli oltre 4mila risarcimenti ogni anno che “certificano in modo inequivocabile una situazione di endemica e sistematica violazione della dignità umana e delle condizioni minime di vivibilità e di rispetto dei diritti individuali nei nostri istituti di pena”. Una situazione che penalizza, come tante volte ha denunciato Gennarino De Fazio, il segretario generale della Uilpa, il sindacato degli agenti penitenziari, anche queste figure, assieme ai direttori delle carceri e agli educatori, nonché “direttori, educatori, poliziotti penitenziari. Come scrivono i denuncianti “a fronte di oltre 14mila detenuti in più, ci sono 18mila agenti della polizia penitenziaria in meno rispetto alla pianta organica”.
Di fronte a quella che Giachetti e Bernardini definiscono “una tragedia che si consuma ormai sotto gli occhi di tutti” Nordio e i suoi sottosegretari “hanno, all’unisono, opposto un netto rifiuto alla sola proposta di legge concreta”, e cioè quella di Nessuno Tocchi Caino depositata in Parlamento da Roberto Giachetti per aumentare con effetto retroattivo i giorni di liberazione anticipata da 45 a 60 ogni sei mesi nei casi di buona condotta certificata dagli stessi giudici di sorveglianza, che avrebbe di certo inciso sul sovraffollamento carcerario che - conclude l’esposto - “è all’origine di ogni illegalità nell’esecuzione della pena”.