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Lega in subbuglio per il movimento di Vannacci. E in Lombardia si prospetta un derby per la segreteria

(ansa)
Irritazione nel partito per la corsa solitaria del generale. Salvini nel mirino: “Questo suo lasciar correre è incomprensibile”. Possibile sfida Rome-Crippa per la guida del Carroccio nella roccaforte
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MILANO — Il pubblico annuncio di trasformare il comitato “culturale” in una realtà politica; le indiscrezioni sulla prossima apertura di una prima sede fisica, una specie di sezione; ancora, la prima “festa nazionale” a Viterbo il 19 e 20 settembre, e le feste nazionali da che mondo è mondo le fanno i partiti. L’estate di grande attivismo di Roberto Vannacci, fuori dai recinti del partito che lo ha fatto eleggere a Bruxelles, sta mettendo in grande agitazione la Lega. La realtà del resto è sotto gli occhi di tutti: il generale sospeso dall’esercito gioca una partita politica tutta sua e il Carroccio appare più come un elemento di contorno.

Matteo Salvini continua a difendere l’acquisto elettorale, che gli è va…

MILANO — Il pubblico annuncio di trasformare il comitato “culturale” in una realtà politica; le indiscrezioni sulla prossima apertura di una prima sede fisica, una specie di sezione; ancora, la prima “festa nazionale” a Viterbo il 19 e 20 settembre, e le feste nazionali da che mondo è mondo le fanno i partiti. L’estate di grande attivismo di Roberto Vannacci, fuori dai recinti del partito che lo ha fatto eleggere a Bruxelles, sta mettendo in grande agitazione la Lega. La realtà del resto è sotto gli occhi di tutti: il generale sospeso dall’esercito gioca una partita politica tutta sua e il Carroccio appare più come un elemento di contorno.

Matteo Salvini continua a difendere l’acquisto elettorale, che gli è valso quel 2 per cento in più utile a tenere a bada il partito; lo ha invitato sul palco di Pontida per il raduno settembrino, mentre sabato ancora Vannacci sarà ospite di una festa locale leghista sempre a Pontida, richiesto non dalla base ma “consigliato” — c’è chi dice imposto — dal commissario regionale Fabrizio Cecchetti, fedelissimo del cosiddetto Capitano. Salvini, che verso i critici della minoranza interna del Comitato nord — ribelli sì, ma tutti leghisti di lunga data — non è andato per il sottile con diverse espulsioni e altre in serbo, con Vannacci che balla da solo è assai più morbido e inclusivo. Il segretario federale evidentemente pensa tuttora di poter manovrare il generale dopo essersene accaparrato le preferenze, il rischio invece è che si faccia fare le scarpe sotto i propri occhi dall’incursore che, umilmente, si definisce un messia. «Questo suo lasciar correre comportamenti altrimenti gravissimi è incomprensibile», ragiona un alto in grado in via Bellerio.

L’altra gatta interna da pelare per Salvini è il congresso della Lega Lombarda, momento non ancora definito a livello temporale che dovrebbe anticipare il congresso nazionale. Per la storia e il funzionamento anche della “Lega per Salvini premier”, struttura gemella della Lega Nord, chi guida il partito in Lombardia di fatto ha in mano il motore di tutta la macchina. Da tempo, dichiarandolo pubblicamente, si è candidato a guidarla Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato, salviniano sì ma non completamente acritico e perciò considerato non affidabile al cento per cento. A dimostrazione del valore della Lega Lombarda, c’è il vicesegretario nazionale Andrea Crippa — descritto come il ventriloquo di Salvini e monzese, lo stesso territorio di Romeo: ciò conta in chiave candidature per le prossime Politiche — che si sta muovendo per trovare un contendente competitivo. Di nomi se ne fanno diversi: Luca Toccalini, deputato e alla guida della giovanile (ruolo che in passato avevano ricoperto Crippa e Romeo), il commissario Cecchetti, l’eurodeputata rieletta Silvia Sardone e il consigliere regionale Davide Caparini. Tra parentesi, Caparini e Sardone sono marito e moglie. Dopodiché si parla molto di una soluzione diversa ancora: cioè che alla fine sia proprio Crippa a sfidare Romeo, eventualità che vorrebbe dire spaccare in due, e in maniera plateale, il cuore della Lega.

L’ultima elezione regolare della Lombarda avvenne nel 2015, fu nominato Paolo Grimoldi. Oggi espulso, ma non si è ancora capito bene se con una procedura regolare. In mezzo ci sono stati anni di commissariamenti. La democrazia salviniana finora ha funzionato così: il capo decide, tutti gli altri eseguono. Ora però, con il Vannacci dal passo marziale, è arrivato uno che nella vita si sente più capo di lui.

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