Il Pd contro il manuale Gazzoni di Diritto privato, interpellanza a Bernini: “Testo sessista, via dalle università”
di Liana MilellaROMA - Tutte le donne contro Francesco Gazzoni e il suo manuale di diritto privato, perché pecca clamorosamente di sessismo. La dem Debora Serracchiani chiede alla ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, se intende mantenere quel testo per gli studi giuridici oppure pensa di vietarlo. E protestano le magistrate della Corte dei conti che vedono nelle parole del giurista un ritorno al passato, agli anni in cui le donne non potevano neppure vestire la toga finché la Corte costituzionale prima e il Parlamento poi, tra il 1960 e il 1963, non hanno posto fine a un’inaccettabile preclusione.
Le parole ferme di Margherita Cassano, la prima presidente donna della Cassazione intervistata da Repubblica, pongono un problema concreto, e cioè passare dalla sorpresa ai fatti. E vietare, di conseguenza, l’uso di questo libro per formare gli studenti delle università giuridiche italiane, nonché non farlo entrare neppure alla Scuola superiore della magistratura.
ROMA - Tutte le donne contro Francesco Gazzoni e il suo manuale di diritto privato, perché pecca clamorosamente di sessismo. La dem Debora Serracchiani chiede alla ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, se intende mantenere quel testo per gli studi giuridici oppure pensa di vietarlo. E protestano le magistrate della Corte dei conti che vedono nelle parole del giurista un ritorno al passato, agli anni in cui le donne non potevano neppure vestire la toga finché la Corte costituzionale prima e il Parlamento poi, tra il 1960 e il 1963, non hanno posto fine a un’inaccettabile preclusione.
Le parole ferme di Margherita Cassano, la prima presidente donna della Cassazione intervistata da Repubblica, pongono un problema concreto, e cioè passare dalla sorpresa ai fatti. E vietare, di conseguenza, l’uso di questo libro per formare gli studenti delle università giuridiche italiane, nonché non farlo entrare neppure alla Scuola superiore della magistratura.
Le toghe italiane tutte sono in subbuglio. La dura protesta dell’Anm con il presidente Giuseppe Santalucia è stata immediata - “Espressioni misogine e di stupido dileggio dell’ordine giudiziario” - e poi è seguita quella dell’Admi, l’associazione delle donne magistrate. “Affermazioni che risultano ancora più gravi e pericolose - scrive l’Admi - perché provengono da un accademico, pur da tempo in pensione, e sono espressione di una cultura maschilista, imbevuta di stereotipi di genere, che denigrano, delegittimano ma anche irridono e offendono tutta la magistratura”.
E oggi ecco la reazione indignata delle colleghe della Corte dei conti. La presidente Paola Briguori firma un durissimo documento. Dove le affermazioni di Gazzoni vengono definite “un passo indietro di 60 anni”. Proprio come ricordava Cassano la sentenza della Consulta del 1960 e la successiva decisione del Parlamento tre anni dopo ha consentito alle donne di entrare a pieno diritto nell’ordine giudiziario. Considerazioni irrispettose come quelle di Gazzoni oggi sono inaccettabili. “Le donne in magistratura, in tutte le magistrature, rappresentano un valore aggiunto proprio in materia di famiglia, figli e questioni di genere” dice Briguori. E ricorda come “la presenza delle donne nei collegi giudicanti è fondamentale, così come lo è nelle fasi istruttorie”.
La responsabile Giustizia del Pd Serracchiani fa un passo concreto in avanti e chiede alla ministra Bernini di eliminare quel manuale dalle università. Perché quelle del giurista sono “parole che manifestano teorie palesemente sessiste e presentano un evidente pregiudizio di fondo verso i magistrati”. Quindi non solo le donne in toga, ma la categoria in generale. E stupisce il silenzio da parte del governo, ormai da tre giorni, su un volume del genere. A questo punto toccherà a Bernini assumere una posizione decisa nell’unico modo possibile, escludere il testo Gazzoni dallo studio universitario in Italia.