Renzi non arretra sul campo largo: “A Conte e Avs dico basta veti. In autunno ci sediamo con Schlein”
di Giulio UccieroIl caldo non ferma le polemiche nel campo largo. Dopo il niet di 5 stelle e Avs a un’alleanza con Italia Viva, Matteo Renzi, prima di firmare per il referendum contro l’Autonomia, dice “basta con i veti”: “Con Elly Schlein ci sediamo a un tavolo in autunno e parliamo di contenuti”. Il senso del ragionamento dell’ex premier è che “un terzo polo non esiste più” e che quindi, per battere la destra, bisogna unire tutti i partiti alternativi al governo Meloni, compreso il suo perché “i voti al centro valgono doppio”.
“Non rifacciamo un regalo a Meloni, dopo quello di Enrico Letta”. Se sbarrate la strada a me, dice Renzi, “sarete voi i responsabili” di un altra vittoria della destra e “dovrete spiegare il perché”. La svolta a sinistr…
Il caldo non ferma le polemiche nel campo largo. Dopo il niet di 5 stelle e Avs a un’alleanza con Italia Viva, Matteo Renzi, prima di firmare per il referendum contro l’Autonomia, dice “basta con i veti”: “Con Elly Schlein ci sediamo a un tavolo in autunno e parliamo di contenuti”. Il senso del ragionamento dell’ex premier è che “un terzo polo non esiste più” e che quindi, per battere la destra, bisogna unire tutti i partiti alternativi al governo Meloni, compreso il suo perché “i voti al centro valgono doppio”.
“Non rifacciamo un regalo a Meloni, dopo quello di Enrico Letta”. Se sbarrate la strada a me, dice Renzi, “sarete voi i responsabili” di un altra vittoria della destra e “dovrete spiegare il perché”. La svolta a sinistra per Italia Viva è compiuta. Le distanze, soprattutto con i 5s, dalla giustizia alla politica estera, rimangono, ma ora, davanti alla possibilità di mandare Meloni a casa “facciamo un accordo e diventiamo maggioranza politica”. Non firmerà, ovviamente, il referendum sul Jobs Act chiesto dalla Cgil - “anche un bel pezzo del Pd sarà con me” - ma sull’Autonomia Matteo Renzi va a braccetto con Schlein, Giuseppe Conte e le altre opposizioni: “Siamo al primo break point contro il governo, c’è il clima giusto”, confida ai sostenitori che hanno sfidato il sole agostano arrivando a Largo di Torre Argentina, a Roma, per dire di no alla legge Calderoli.
Schlein: "L'autonomia differenziata è insensata anche per il Nord"
La prova di unione, a sinistra, vacilla su quasi tutto il resto. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno alzato un muro al rientro di Renzi, accusandolo di “farci perdere più voti di quanti ne porta”. L’ex premier allora torna a qualche mese fa: “L’ultima volta che hanno espresso questo giudizio eravamo in Basilicata e ha vinto la destra con Vito Bardi”. Pur apprezzando l’apertura di Schlein (“coraggiosa, noi ci siamo”), i gradi di separazione tra la sinistra e Renzi sono tanti: in Liguria, dove il leader di Iv viene accusato di “totismo” e a Genova per il sostegno a Marco Bucci (“Non scendo in piazza con i giustizialisti”, risponde); sulla giustizia, con l’appoggio all’odg Costa (“No a uno scudo per i governatori, ma bene una riduzione delle misure cautelare per i reati minimi”); sul salario minimo (“Discutiamone però, se tolgono l’articolo 7 noi ci siamo”).
All’interno del suo stesso partito non tutti hanno apprezzato la fine del percorso centrista. Tra gli sfidanti all’assemblea di Iv del 28 settembre c’è un suo ex fedelissimo, Luigi Marattin: “Legittimo - replica - ma otterrò un’altra maggioranza schiacciante”. Renzi ha preso la sua strada: tutti insieme, oltre i veti, per battere Giorgia Meloni. E se al tavolo programmatico d’autunno chiesto dal Pd con tutte le opposizioni qualcuno gli ricorderà del suo passato, “ricorderò a Conte che i decreti sicurezza di Salvini non li ho firmati io”.