✕

L’ex leghista Fusco dietro la prima festa nazionale per Vannacci: “Un nuovo partito? Decide il generale”

Matteo Salvini e Roberto Vannacci a Roma

 
Carriera militare anche per lui, fino al 2023 nel Carroccio, è l’uomo che ha curato l’organizzazione della due giorni di Viterbo. I timori di Salvini per la nascita di una corrente
2 minuti di lettura

La prima festa nazionale - come scritto sul manifesto - di "Noi con Vannacci", fissata per il 19 e 20 settembre a Viterbo, è un'idea sua: parliamo di Umberto Fusco, 68 anni, ex militare in carriera, senatore della Lega fino al 2022, poi passato a Forza Italia e adesso rapito dal verbo vannacciano. «Il generale lo conoscevo da prima, da militare, mi sono congedato nel 2008 con il grado di tenente colonnello», racconta. Scoppiato il caso del libro con giudizi pesantissimi contro gay, femministe e ambientalisti, Fusco ha riallacciato i rapporti con l'attuale eurodeputato eletto con la Lega. Ed eccoci qui, alla formazione di un partito, di un correntone nel Carroccio, vai a sapere: «Sarà la festa di chi sta vicino a Vannacci - mette le mani avanti Fusco - Non parliamo di partiti o altro, sarà poi il generale che deciderà».

La prima festa nazionale - come scritto sul manifesto - di "Noi con Vannacci", fissata per il 19 e 20 settembre a Viterbo, è un'idea sua: parliamo di Umberto Fusco, 68 anni, ex militare in carriera, senatore della Lega fino al 2022, poi passato a Forza Italia e adesso rapito dal verbo vannacciano. «Il generale lo conoscevo da prima, da militare, mi sono congedato nel 2008 con il grado di tenente colonnello», racconta. Scoppiato il caso del libro con giudizi pesantissimi contro gay, femministe e ambientalisti, Fusco ha riallacciato i rapporti con l'attuale eurodeputato eletto con la Lega. Ed eccoci qui, alla formazione di un partito, di un correntone nel Carroccio, vai a sapere: «Sarà la festa di chi sta vicino a Vannacci - mette le mani avanti Fusco - Non parliamo di partiti o altro, sarà poi il generale che deciderà».

Il punto ovvio, scontato, è se il militare in aspettativa voglia costruire qualcosa alternativo e in concorrenza al partito che gli ha consentito di conquistare il seggio a Bruxelles. Nel manifesto della due giorni nel Lazio il simbolo della Lega non c'è, mentre quel "Noi con Vannacci" richiama il "Noi con Salvini" che fu il primo tentativo del segretario federale della Lega Nord di mietere consensi al sud. Fusco c'era: candidato alle Europee del 2014, «la provincia di Viterbo fu quella dove la Lega Nord andò meglio nel centro-sud».

L'ex senatore leghista Umberto Fusco 

L'ex senatore non vuole spingersi troppo avanti, di sicuro lui, dopo la delusione delle Politiche del 2022 (era stato eletto alla Camera, poi il gioco dei resti nel giro di 24 ore gli fece perdere il seggo) è uscito dalla Lega nel 2023. «Vannacci si è candidato indipendente, è stato il secondo più votato in Italia, è normale che sia una personalità a sé, comunque andiamo per step, si vedrà», spiega. Nella Tuscia, su 9 mila voti alla Lega, le preferenze per Vannacci sono state 5 mila. E Fusco, che aveva coordinato il comitato locale a sostegno del generale sospeso dall'esercito, ha capito bene che questo consenso può andare ben oltre i recinti leghisti, che pure conosce bene. «Comunque sono rimasto in buoni rapporti con Salvini, il programma della festa sarà pronto tra un paio di settimane. Saranno due giorni di cultura, politica e sport», continua.

Vannacci: "Bossi? Un amico che cambia bandiera è un traditore"

La guest star sarà naturalmente Vannacci, il quale continua a correre sul filo dell'ambiguità, la stessa che lo ha contraddistinto nei mesi precedenti alla candidatura. Dire, non dire, far intendere, giocare a fare il militare attaccato alla divisa e al contempo l'agitatore politico pronto a sbarazzarsene. Ora siamo al: sono nella Lega, non sono nella Lega, vai a capire. I fatti, allora come oggi, sono in realtà ben più chiari dei presunti furbi sofismi del generale. La costruzione di un progetto tutto centrato su di sé, con orizzonte le prossime Politiche, è in corso. Matteo Salvini, che verso i ribelli del Comitato nord – ribelli sì, ma tutti leghisti di lunga data - non è andato per il sottile, con Vannacci è assai più morbido e inclusivo. Il Capitano pensava di poter manovrare il generale accaparrandosene i voti, il rischio è che si faccia fare le scarpe sotto i propri occhi dall'incursore che si definisce un messia.

Leggi i commenti