Segnale del Colle sul decreto carceri. E la destra si divide sulla custodia cautelare
di Gabriella CeramiIl decreto Carceri, a meno di ventiquattro ore dalla sua approvazione, ha ricevuto la bollinatura del capo dello Stato Sergio Mattarella ed è legge. Mentre è prevista per oggi la promulgazione del disegno di legge sull’abuso d’ufficio licenziato dal Parlamento il 10 luglio. Il presidente della Repubblica sta utilizzando infatti tutto il tempo a sua disposizione, trenta giorni, per valutare il testo e pubblicarlo così in Gazzetta ufficiale, malgrado l’insistenza trapelata da alcuni ambienti di governo.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, per esempio, aveva condiviso il pensiero sui social espresso dal deputato di Azione Enrico Costa, che evidenziava la mancata promulgazione della norma 28 giorni dopo l’approvazione, ed è dovuto intervenire correggendo il tiro: «Mai attaccherei Mattarella».
Il testo da subito è stato al centro di numerose polemiche, tanto che proprio con il decreto Carceri l’esecutivo è dovuto correre ai ripari con una norma che inserisce il reato di peculato per…
Il decreto Carceri, a meno di ventiquattro ore dalla sua approvazione, ha ricevuto la bollinatura del capo dello Stato Sergio Mattarella ed è legge. Mentre è prevista per oggi la promulgazione del disegno di legge sull’abuso d’ufficio licenziato dal Parlamento il 10 luglio. Il presidente della Repubblica sta utilizzando infatti tutto il tempo a sua disposizione, trenta giorni, per valutare il testo e pubblicarlo così in Gazzetta ufficiale, malgrado l’insistenza trapelata da alcuni ambienti di governo.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, per esempio, aveva condiviso il pensiero sui social espresso dal deputato di Azione Enrico Costa, che evidenziava la mancata promulgazione della norma 28 giorni dopo l’approvazione, ed è dovuto intervenire correggendo il tiro: «Mai attaccherei Mattarella».
Il testo da subito è stato al centro di numerose polemiche, tanto che proprio con il decreto Carceri l’esecutivo è dovuto correre ai ripari con una norma che inserisce il reato di peculato per distrazione, altrimenti l’Italia avrebbe rischiato di incorrere in una procedura di infrazione alla luce dell’imminente abolizione del reato di abuso d’ufficio. Ora la nuova legge sul sistema penitenziario, approvata in piena emergenza sovraffollamento e quando i suicidi hanno toccato il tragico numero di 66 dall’inizio dell’anno, è pienamente operativa e la firma del Capo dello Stato in tempi così rapidi potrebbe sottolineare la necessità di intervenire nel più breve tempo possibile.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, anche durante il vertice a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni, ha parlato di «soluzioni a breve e medio termine», che passano da una maggiore copertura della pianta organica dei giudici di Sorveglianza e da una modifica della custodia cautelare «per evitare carcerazioni ingiustificate».
Sul primo punto proprio la magistratura di Sorveglianza è intervenuta con un grido d’allarme. Ad oggi sono circa 100 mila le posizioni al vaglio dei giudici, solo per quanto riguarda i condannati in stato di libertà che devono espiare pene uguali o inferiori a 4 anni. Dunque i giudici, che sono 236 impiegati nei 29 tribunali, sono in difficoltà per l’enorme mole di lavoro. «La situazione è drammatica - afferma Giovanni Maria Pavarin a lungo responsabile del Coordinamento nazionale magistrati di Sorveglianza - servirebbero sulla carta almeno 1000 magistrati in più».
Mentre sulla revisione delle norme della custodia cautelare, tema divisivo, tutta la maggioranza ritiene necessario un intervento, convinta che così verrebbero alleggerite le carceri. Ma un’intesa non c’è. Forza Italia e anche Nordio sono i più oltranzisti e restano dell’idea, eliminata dall’ordine del giorno presentato da Costa e approvato due giorni fa con il decreto Carceri, che dal regime di custodia cautelare vanno eliminati gli arresti basati sulla reiterazione del reato. In pratica il lodo che avrebbe evitato la custodia cautelare a Giovanni Toti, ex governatore della Liguria. Anche la Lega, con varie sfumature al suo interno, è su questa linea. Frena ed è su una posizione più soft Fratelli d’Italia. Motivo per cui l’ordine del giorno Costa è stato modificato in extremis. Tutti questi elementi saranno al centro dell’incontro, dopo la pausa estiva, tra il presidente Mattarella e Nordio, su richiesta di quest’ultimo.
Di fronte alla confusione del governo, le opposizioni continuano a chiedere interventi immediati, come l’aumento dello sconto di pena da 45 a 60 giorni ogni sei mesi, previsto dalla proposta di Roberto Giachetti di Iv rispedita in commissione. Pertanto i Radicali, Giachetti e Nessuno tocchi Caino hanno denunciato Nordio e i sottosegretari Delmastro e Ostellari per «tortura» considerato il sovraffollamento carcerario, a cui il decreto non pone rimedio. Per Delmastro è «inaccettabile e la sinistra soffia sul fuoco». Sta di fatto che il governo è in affanno, alla ricerca di ulteriori interventi da mettere in atto nonostante la recente approvazione di un decreto.