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Popolo della Libertà, il partito fantasma esiste ancora. E ha 11 milioni di debiti da ripagare

Silvio Berlusconi alle elezioni politiche del 2013 

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Il rendiconto 2023 segna anche un ultimo prestito del Cav del 2013, ereditato dai figli. Una controversia pendente anche con Alleanza Nazionale
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Il PdL esiste ancora. No, non è un abbaglio: Silvio Berlusconi è morto il 12 giugno scorso, Forza Italia è al governo, ma l’altra creatura del suo fondatore, il Popolo della Libertà, ancora vive, almeno giuridicamente. E ha 11 milioni di debiti da ripagare.

Lontani i tempi del predellino, del Cav che sale in auto blu in piazza San Babila a Milano, per fondare con Gianfranco Fini quello che doveva essere il partito unico del centrodestra. Per i più sentimentali però c’è ancora qualche speranza, anche se, vedendo certi numeri, sarebbe meglio tagliare i ponti con il passato. Perché dopo undici anni il “contenitore” di Forza Italia e Alleanza Nazionale è un partito fantasma, morto politicamente, che continua a produrre buchi economici: nel rendiconto 2023 il disavanzo patrimoniale ammonta a 11 milioni e 286 mila euro. A stupire ulteriormente è la voce “debiti verso altri finanziatori”, dove salta all’occhio il prestito da 2,8 milioni incassato dal partito nel 2013. A firmare l’assegno, o…

Il PdL esiste ancora. No, non è un abbaglio: Silvio Berlusconi è morto il 12 giugno scorso, Forza Italia è al governo, ma l’altra creatura del suo fondatore, il Popolo della Libertà, ancora vive, almeno giuridicamente. E ha 11 milioni di debiti da ripagare.

Lontani i tempi del predellino, del Cav che sale in auto blu in piazza San Babila a Milano, per fondare con Gianfranco Fini quello che doveva essere il partito unico del centrodestra. Per i più sentimentali però c’è ancora qualche speranza, anche se, vedendo certi numeri, sarebbe meglio tagliare i ponti con il passato. Perché dopo undici anni il “contenitore” di Forza Italia e Alleanza Nazionale è un partito fantasma, morto politicamente, che continua a produrre buchi economici: nel rendiconto 2023 il disavanzo patrimoniale ammonta a 11 milioni e 286 mila euro. A stupire ulteriormente è la voce “debiti verso altri finanziatori”, dove salta all’occhio il prestito da 2,8 milioni incassato dal partito nel 2013. A firmare l’assegno, ovviamente, Silvio Berlusconi. Non c’è nessun rimando certo nei documenti contabili, ma ora il credito dovrebbe essere ereditato dai figli.

Come ricostruisce l’Adnkronos, il contenitore berlusconiano deve soldi non solo al suo creatore, ma anche al suo partito-fratello Forza Italia: parliamo di 1 milione e 555 mila euro. Sulle casse pidielline pesano anche due controversie legali: quella con la società “Roboris Re srl”, che ha vinto la causa e attende dal Pdl quasi 3 milioni di risarcimento, e una causa con l’ex creatura di Fini da 700 mila euro (contenzioso ancora pendente).

Fondato nel 2009, l’esperienza politica del Pdl si è conclusa dopo soli quattro anni e non è stata indimenticabile. Undici anni dopo, a rimanere, sono soprattutto i debiti.

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