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L’attacco ucraino agita il governo. Crosetto: allontana la pace

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto (ansa)

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Il ministro: “Le nostre armi usate solo per difesa”. FdI sente Palazzo Chigi e precisa: vicini a Kiev. Lega contro l’ok dell’Ue ma Meloni sapeva
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ROMA — Che cortocircuito a destra. Guido Crosetto e Roberto Vannacci, due che su un mucchio di temi la pensano all’opposto (e non hanno certo ritrosia nel darlo a vedere), stavolta esprimono un concetto simile: l’incursione dell’Ucraina in territorio russo, nella regione di Kursk, «allontana la pace». L’Ansa batte due lanci quasi identici. Certo, Crosetto è uno dei baluardi atlantisti del governo. Mentre Vannacci da mesi parla «dell’abbaiare di Stoltenberg». Però anche dentro FdI, l’intervista radio di ieri del ministro della Difesa, ha imposto una precisazione, pur affidata a una seconda fila.

Secondo Crosetto, ospite di Radio1, «nessun Paese deve invaderne un altro. E il nostro tentativo è di dire che deve cessare l’attacco russo, non quello di vedere un conflitto che diventa ancora più duro…

ROMA — Che cortocircuito a destra. Guido Crosetto e Roberto Vannacci, due che su un mucchio di temi la pensano all’opposto (e non hanno certo ritrosia nel darlo a vedere), stavolta esprimono un concetto simile: l’incursione dell’Ucraina in territorio russo, nella regione di Kursk, «allontana la pace». L’Ansa batte due lanci quasi identici. Certo, Crosetto è uno dei baluardi atlantisti del governo. Mentre Vannacci da mesi parla «dell’abbaiare di Stoltenberg». Però anche dentro FdI, l’intervista radio di ieri del ministro della Difesa, ha imposto una precisazione, pur affidata a una seconda fila.

Secondo Crosetto, ospite di Radio1, «nessun Paese deve invaderne un altro. E il nostro tentativo è di dire che deve cessare l’attacco russo, non quello di vedere un conflitto che diventa ancora più duro, che si sposta sul territorio russo». Il ministro della Difesa prevede «un peggioramento nell’atteggiamento bellico» di Mosca e «ciò allontanerà la possibilità di un cessate il fuoco». Anche per Vannacci così si «spiralizza l’andamento del conflitto». L’eurodeputato della Lega poi torna a prendersela con l’Ue, dopo che un portavoce della Commissione ha dichiarato che l’Ucraina «ha il diritto di colpire il nemico». «Non parla a nome dell’Italia», polemizza il generale. Ma Meloni, che anche ieri si sarebbe sentita con Crosetto, secondo fonti di FdI era a conoscenza della dichiarazione.

Nessuno, a via della Scrofa, mette in discussione l’uscita e l’autorevolezza di Crosetto. Però i Fratelli, a sera, dopo una batteria di telefonate anche con Palazzo Chigi, hanno deciso di intervenire. Per ribadire che «non cambia la posizione italiana di vicinanza a Kiev». Precisazione affidata a Giangiacomo Calovini, capogruppo Esteri alla Camera, che serve anche a replicare alle opposizioni che, da posizioni diverse, criticavano il ministro. I 5S per chiedere al governo se è davvero «sicuro» che le armi italiane non vengano utilizzate in Russia, il Pd per segnalare «passi indietro» sul sostegno a Kiev. Lo stesso Crosetto, all’ora di cena, interviene con un post su X. Un po’ per ribattere a dem e stellati («tornino allo spritz»), un po’ per tenere il punto: «Per me l’attacco a uno Stato sovrano è sbagliato» e «non si deroga, tantomeno per gli amici». A microfoni spenti, però, qualche meloniano racconta che «la maggior parte di FdI sostiene la reazione ucraina: Putin bombarda i supermercati e loro non possono intervenire contro le postazioni nemiche?». FI resta in silenzio. Ma Antonio Tajani l’altro ieri aveva commentato l’iniziativa di Zelensky come «una reazione all’invasione russa». E per Raffaele Nevi, portavoce degli azzurri, la mossa di Kiev è «comprensibile». Sul fatto che le armi italiane invece non siano utilizzabili oltreconfine, la maggioranza pare compatta. Come ripete Crosetto, «possono essere usate solo in via difensiva»

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