Forza Italia fa campagna acquisti fra i partiti alleati e agita il centrodestra. Ma Micciché è ai saluti
di Lorenzo De CiccoLa pulce nell’orecchio è arrivata pure a qualche parlamentare di FdI. E la notizia è stata accolta con una punta di irritazione, per dirla con un eufemismo. Della serie: «Vediamo che succede, ma non erano questi i patti». Forza Italia prepara le manovre di settembre. Antonio Tajani, dopo il sorpasso sulla Lega e i pranzi coi Berlusconi, ha deciso di giocare più all’attacco. Dunque dalla giustizia all’autonomia, FI sta provando a cambiare marcia. A dettare l’agenda di governo, senza farsi stritolare dalla competizione tra leghisti e FdI. Un pezzo di questa strategia è l’allargamento delle truppe parlamentari, anche se i forzisti potrebbero perdere presto uno dei fondatori, Gianfranco Miccichè, che sarebbe a un passo dall’addio in Sicilia. Tra Camera e Senato, FI non guarda solo al centro, pescando tra i reduci dell’ex Terzo Polo. La novità, che un po’ agita la vigilia di ferragosto tra soci di maggioranza, è che i post-berlusconiani, per la prima volta da inizio legislatura, stanno dis…
La pulce nell’orecchio è arrivata pure a qualche parlamentare di FdI. E la notizia è stata accolta con una punta di irritazione, per dirla con un eufemismo. Della serie: «Vediamo che succede, ma non erano questi i patti». Forza Italia prepara le manovre di settembre. Antonio Tajani, dopo il sorpasso sulla Lega e i pranzi coi Berlusconi, ha deciso di giocare più all’attacco. Dunque dalla giustizia all’autonomia, FI sta provando a cambiare marcia. A dettare l’agenda di governo, senza farsi stritolare dalla competizione tra leghisti e FdI. Un pezzo di questa strategia è l’allargamento delle truppe parlamentari, anche se i forzisti potrebbero perdere presto uno dei fondatori, Gianfranco Miccichè, che sarebbe a un passo dall’addio in Sicilia. Tra Camera e Senato, FI non guarda solo al centro, pescando tra i reduci dell’ex Terzo Polo. La novità, che un po’ agita la vigilia di ferragosto tra soci di maggioranza, è che i post-berlusconiani, per la prima volta da inizio legislatura, stanno discutendo del possibile ingresso di parlamentari oggi iscritti nei partiti alleati. Diverse fonti di FI confermano che due meloniani si sono avvicinati. E con uno in particolare, Andrea De Bertoldi, deputato trentino, la trattativa sarebbe ben avviata, tanto che ha ragionato dell’ipotesi di trasloco con un paio di big forzisti.
Ora si aspetta il via libera di Tajani. Che sta soppesando la mossa, anche perché finora in maggioranza erano stati evitati i cambi di casacca dentro la coalizione. Niente dispetti. Non a caso prima della sosta l’unico ingresso in FI è stato quello di un ex 5S, il senatore Antonio Trevisi, premiato con un incarico sull’energia che ha indispettito Licia Ronzulli. De Bertoldi però, raccontano alcuni colleghi di FdI, è inquieto. I rapporti con via della Scrofa sono tesi. Anche negli enti locali, in città di primissimo piano, FI tratta con pezzi grossi della fiamma e un paio di operazioni sono state messe in pausa, ma potrebbero essere scongelate per settembre. Un’idea che circola tra i forzisti, per evitare strappi con Meloni, è quella di far transitare i quasi ex FdI al gruppo misto. Per camuffare l’idea del travaso. Ma appunto l’ultima parola l’avrà Tajani. Vale anche per i centristi in cerca di collocazione, dall’ex renziana Naike Gruppioni alla senatrice di Azione, Giusy Versace, fino ai rumors che riguardano le ex ministre Mariastella Gelmini e Mara Carfagna.
Tajani però rischia un addio di peso. Miccichè, tra i fondatori di FI, l’autore del 61 a 0 negli uninominali del 2001, avrebbe rivelato ai fedelissimi di essere pronto a uscire dal partito. L’ex ministro di Berlusconi, oggi deputato regionale, potrebbe ritrovarsi con l’ex governatore Raffaele Lombardo. Una spina per gli azzurri, che in Sicilia hanno ancora il 20%.