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Ius scholae, Calenda: “Questa riforma si farà, positiva la svolta dei Berlusconi”

Il leader di Azione, Carlo Calenda, durante la conferenza stampa di presentazione delle proposte di Azione sulla riforma costituzionale, Roma, 06 febbraio 2023. .ANSA/FABIO FRUSTACI (ansa)

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Intervista al leader di Azione: “Servono nuovi italiani. La scelta di FI apre prospettive”
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ROMA — Carlo Calenda, la chiamo per lo ius scholae.

«Sono in vacanza ad Efeso, dove ha predicato Paolo, ebreo di Tarso ma cittadino romano».

Cosa c’entra?

«I romani avevano capito una cosa fondamentale: allargare la cittadinanza significa rafforzarsi e diffondere i propri valori».

Lo ius scholae divide la maggioranza.

«Mi pare un fatto positivo. I figli di Berlusconi non vogliono più un partito appiattito sulla destra e si sono sganciati sui diritti. Ciò apre prospettive interessanti».

Scorge una prima crepa?

«Siamo dentro un fatto politico nuovo. La crepa è doppia, perché riguarda anche l’Autonomia. Forza Italia è radicata soprattutto al Sud, e il Sud si sta ribellando».

Nel merito cosa ne pensa?

«Penso che abbiamo bisogno di nuovi cittadini, di nuovi italiani. Ce lo richiede la demografia. È un’urgenza anche dell’economia. E questa, nell’attuale legislatura, mi pare l’unica riforma che ha qualche chance di venir approvata».

Bisogna fare asse con Forza Italia?

«Dico di andare a veder…

ROMA — Carlo Calenda, la chiamo per lo ius scholae.

«Sono in vacanza ad Efeso, dove ha predicato Paolo, ebreo di Tarso ma cittadino romano».

Cosa c’entra?

«I romani avevano capito una cosa fondamentale: allargare la cittadinanza significa rafforzarsi e diffondere i propri valori».

Lo ius scholae divide la maggioranza.

«Mi pare un fatto positivo. I figli di Berlusconi non vogliono più un partito appiattito sulla destra e si sono sganciati sui diritti. Ciò apre prospettive interessanti».

Scorge una prima crepa?

«Siamo dentro un fatto politico nuovo. La crepa è doppia, perché riguarda anche l’Autonomia. Forza Italia è radicata soprattutto al Sud, e il Sud si sta ribellando».

Nel merito cosa ne pensa?

«Penso che abbiamo bisogno di nuovi cittadini, di nuovi italiani. Ce lo richiede la demografia. È un’urgenza anche dell’economia. E questa, nell’attuale legislatura, mi pare l’unica riforma che ha qualche chance di venir approvata».

Bisogna fare asse con Forza Italia?

«Dico di andare a vedere le carte, intanto. I nuovi cittadini dovranno rispettare le nostre leggi e conoscere la nostra cultura, e dove iniziare questo processo se non dalla scuola?».

La questione identitaria finora aveva cementato la destra.

«Quello che è avvenuto sull’incontro di pugilato alle Olimpiadi è stato uno spettacolo indegno. Non a caso quell’attacco è partito dall’America. Musk, Trump, e da noi Salvini, esprimono una linea di estrema destra che soffia sulle insicurezze della classe media».

Lei sull’immigrazione ha sempre invocato dei vincoli.

«Penso che non sia una passeggiata di salute. Il multiculturalismo è fallito sia in Francia che in Gran Bretagna, servono controlli rigorosi sull’ingresso e totale intransigenza sugli estremismi religiosi. Ma allo stesso tempo è una necessità. Senza i migranti non riusciremo a sostenere le pensioni».

Le Olimpiadi però non ci hanno detto che la società è più avanti della politica?

«Hanno reso manifesta una situazione che non si può ignorare: atleti che ci hanno resi fieri e che hanno faticato troppo per diventare cittadini».

Qualcosa è cambiato anche nel centrosinistra. Ha deciso cosa fare?

«Ciò che abbiamo fatto fino ad ora: lavorare su un’agenda di governo che lanceremo a settembre e cercare una convergenza il più ampia possibile. Sono trent’anni che la sinistra si definisce solo in relazione all’avversario. Qual è la sua cultura di governo?».

Quella non verrà definita strada facendo?

«Eh, no, quella serve adesso, perché su politica industriale, esteri, economia, ci sono differenze abissali».

Tipo?

«Prenda la sanità. Il governo Meloni ha promesso di abbattere le liste d’attesa senza prevedere i soldi per la riforma. Ed Elly Schlein ha detto che si sarebbero trovati 34 miliardi coi tagli lineari nei ministeri e aumentando le accise sui carburanti. Una proposta impraticabile».

Ma non avete altra scelta che stare insieme.

«È una logica che non ci appartiene. Insieme senza sapere perché? No grazie. Prima o dopo servirà un governo fondato su un centro pragmatico e dotato di cultura di governo forte. Per questo l’evoluzione di Forza Italia è interessante. Abbiamo l’occasione di provare questo schema con lo ius scholae».

Anche sulle carceri c’è una divisione. Cosa propone?

«Anche Forza Italia riconosce che il decreto non inciderà sul sovraffollamento. Per noi la custodia cautelare deve diventare l’extrema ratio, vanno fatti investimenti reali sul lavoro per i detenuti e utilizzare pene alternative per reati dove ci sono le condizioni».

Lei perché è uscito sconfitto dalle Europee?

«Perché non è bastato avere i migliori candidati, il miglior programma, se non si convincono i cittadini che queste cose servono a incidere sulla loro vita. è una lezione che ho imparato».

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