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Ius scholae, Russo (FI): “Diventi italiano chi studia qui, dopo due cicli o la scuola dell’obbligo”

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Intervista al deputato forzista
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ROMA — «Esistono leggi urgenti, poi ce ne sono altre che sono - più semplicemente - giuste. Una riforma della cittadinanza che consenta di riconoscere prima della maggiore età e meglio diritti e tutele ai compagni di scuola dei nostri figli lo è senza dubbio». Paolo Emilio Russo è deputato di Forza Italia e capogruppo in commissione Affari costituzionali, dove si discute di cittadinanza.

Il dialogo con il Pd su questo terreno è serio o un fuoco di paglia?

«Il Pd è il principale partito dell’opposizione, è tornato in salute e dunque può permettersi un confronto vero, abbandonando ovviamente l’idea - che non può avere successo in questa legislatura - dello ius soli, che trova tutta la maggioranza in Parlamento e nel Paese contraria».

Ma di quale riforma parliamo: lo ius soli, scholae o cos’altro?

«Non c’è dubbio che la principale agenzia formativa e luogo di integrazione sia la scuola. È un’immagine che si trova chiaramente davanti chi accompagni un figlio o un nipote a scuola, tutti i …

ROMA — «Esistono leggi urgenti, poi ce ne sono altre che sono - più semplicemente - giuste. Una riforma della cittadinanza che consenta di riconoscere prima della maggiore età e meglio diritti e tutele ai compagni di scuola dei nostri figli lo è senza dubbio». Paolo Emilio Russo è deputato di Forza Italia e capogruppo in commissione Affari costituzionali, dove si discute di cittadinanza.

Il dialogo con il Pd su questo terreno è serio o un fuoco di paglia?

«Il Pd è il principale partito dell’opposizione, è tornato in salute e dunque può permettersi un confronto vero, abbandonando ovviamente l’idea - che non può avere successo in questa legislatura - dello ius soli, che trova tutta la maggioranza in Parlamento e nel Paese contraria».

Ma di quale riforma parliamo: lo ius soli, scholae o cos’altro?

«Non c’è dubbio che la principale agenzia formativa e luogo di integrazione sia la scuola. È un’immagine che si trova chiaramente davanti chi accompagni un figlio o un nipote a scuola, tutti i giorni. Da lì si parte. Quando una bambina o un bambino hanno terminato due cicli scolastici o tutta la scuola dell’obbligo, avrebbero pieno titolo a vedersi riconosciuta la cittadinanza».

Dunque italiani a 14 anni o, dopo la scuola dell’obbligo, a 16. Quale modello preferite?

«Per la proposta c’è tempo. Il segretario Antonio Tajani e i capogruppo Paolo Barelli e Maurizio Gasparri hanno già convocato per inizio settembre una riunione con i dipartimenti di Forza Italia per confrontarci e scrivere un nostro testo, che sarà sulla falsariga di quelli presentati nella scorsa legislatura. Questo non ha niente a che fare con l’immigrazione illegale. Anzi. Se oggi è finalmente possibile aprire una discussione serena, è perché i dati sull’immigrazione clandestina diffusi a Ferragosto dal Viminale dimostrano che l’immigrazione illegale sta tornando sotto controllo. È un grande risultato del ministro Matteo Piantedosi e del sottosegretario Nicola Molteni. Azzerate le illegalità, potremo discutere di questo fenomeno sistemico inevitabile non più come di un’emergenza per la sicurezza».

Il tema non fa parte dell’agenda di governo, ha detto la Lega.

«Anche il decreto Rave non era nel programma, ma ci abbiamo lavorato e lo abbiamo approvato. E non è vero che se una legge funziona, come quella attuale sulla cittadinanza, allora non può essere migliorata: diversamente non avremmo discusso tre pacchetti sicurezza in meno di tre anni».

Non c’è il pericolo che la maggioranza si spacchi?

«Non mi aspetto nessun problema nella maggioranza dove, come è noto, convivono forze politiche e idee diverse. Abbiamo rispettato che la Lega proponesse la castrazione chimica, un’idea evidentemente incostituzionale, ci aspettiamo lo stesso rispetto per i contributi che abbiamo dato e contreremo a dare».

Anche Meloni sembra scettica (e teme di perdere consenso a destra).

«È chiaro che in questo dibattito avrà un ruolo decisivo Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione e della premier. Non mi stupirei che possa esprimere una posizione diversa da quella che molti si aspettano, perché ha dirigenti preparati sul tema. A dispetto della rappresentazione distorta che hanno provato a darne, anche a costo di fare un danno all’Italia, Giorgia Meloni è sempre stata attenta al tema dei diritti delle persone. È una leader giovane e moderna. Qualunque linea decideranno di seguire, comunque, è la democrazia e non ci saranno attentati ai diritti, ma solo un più modesto rinvio della discussione».

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