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Campo largo in Umbria: la sfida civica di Proietti, sindaca cattolica e green

PERUGIA - Perugia- piazza 4 novembre- oltre 5000 persone gremiscono la piazza per la chiusura della campagna elettorale della candidata sindaca Vittoria Ferdinandi sostenuta da tutte le forze del centro sinistra in piazza Stefania Proietti , sindaca di Assisi. (PERUGIA - 2024-06-07, emanuela bianconi) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate (fotogramma)

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Con la prima cittadina di Assisi Pd, M5s, Avs, Iv, Azione e liste civiche per sfilare l’ex Regione rossa a Tesei
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Ha una corrispondenza con il Papa e la Cei, voleva scalare l’Everest. Da poco in politica, è e vuole rimanere una “civica”. Dopo un mese di suspense, che ha fatto innervosire le segreterie dei partiti di centrosinistra, Stefania Proietti ha sciolto le riserve e detto «sì, sfiderò io Donatella Tesei». La sindaca di Assisi e presidente della provincia di Perugia è la candidata del campo extra-large che in Umbria affronterà la destra, che ricandida la leghista governatrice uscente della Regione.

Le sue stelle polari sono l’ambientalismo e il cattolicesimo. Per il primo parla la sua carriera da ingegnera e il suo lavoro per la sostenibilità, a testimonianza del secondo ci sono il rapporto epistolare con Papa Francesco, che ha incontrato sei volte, e le telefonate con il cardinale Zuppi (in città si dice che il presidente della Cei l’abbia incoraggiata alla sfida politica, ma lei smentisce). Molti i dubbi che hanno fatto vacillare la sua candidatura: l’anno prossimo c’è il Giubileo, nel 20…

Ha una corrispondenza con il Papa e la Cei, voleva scalare l’Everest. Da poco in politica, è e vuole rimanere una “civica”. Dopo un mese di suspense, che ha fatto innervosire le segreterie dei partiti di centrosinistra, Stefania Proietti ha sciolto le riserve e detto «sì, sfiderò io Donatella Tesei». La sindaca di Assisi e presidente della provincia di Perugia è la candidata del campo extra-large che in Umbria affronterà la destra, che ricandida la leghista governatrice uscente della Regione.

Le sue stelle polari sono l’ambientalismo e il cattolicesimo. Per il primo parla la sua carriera da ingegnera e il suo lavoro per la sostenibilità, a testimonianza del secondo ci sono il rapporto epistolare con Papa Francesco, che ha incontrato sei volte, e le telefonate con il cardinale Zuppi (in città si dice che il presidente della Cei l’abbia incoraggiata alla sfida politica, ma lei smentisce). Molti i dubbi che hanno fatto vacillare la sua candidatura: l’anno prossimo c’è il Giubileo, nel 2026 l’ottavo centenario della morte di San Francesco; tentennava perché non voleva rinunciare a gestire i lavori (e i soldi) nella sua Assisi, ma poi ha rotto gli indugi e si è candidata in Regione. Pronta la lista delle priorità, che presenterà nelle prossime ore: sanità pubblica, sviluppo umano e industria.

Per fare il salto decisivo Proietti ha quindi chiesto tempo e garanzie ai partiti nazionali e locali. I detrattori la accusano di voler accentrare sempre tutto, di fidarsi poco. Certo è che ha chiuso la trattativa in extremis, quando da Roma si stavano già spazientendo. Ma ha ottenuto in un ultimo vertice all’hotel Los Angeles di Santa Maria degli Angeli, ogni richiesta: scegliere il programma, le cariche in giunta e, si vocifera, anche il successore al Comune di Assisi.

Neanche cinquantenne, un marito con cui sta insieme dal liceo e due figli di 10 e 16 anni, Proietti nasce e cresce nella città che amministra, nel capoluogo si sposta per studiare. A Perugia ottiene una cattedra, le ricerche sulla sostenibilità ambientale la portano a viaggiare, anche in America, missioni per conto dell’Ipcc (Agenzia sul cambiamento climatico dell’Onu). Poi la folgorazione per la politica, mentre è a un convegno a Roma, in via Caetani. Lì dove è stato ritrovato il corpo di Aldo Moro, decide di candidarsi a sindaca. Lo fa senza alcuna esperienza politica. Con uno slogan che è «prendersi cura». Oggi, mentre si prepara a sfidare la presidente di regione uscente, Tesei, e ridare al centrosinistra una ex Regione rossa, ci tiene a ribadire la sua posizione di civica, distante e al contempo vicina a tutti i partiti della coalizione. Un progetto che nasce ad Assisi e che ora prova a esportare in tutta l’Umbria.

Proietti si definisce una “donna di montagna”: l’altro ieri era nella sua Costa di Trex, piccola frazione alle pendici del Subasio, retina in testa, a servire coratella d’agnello. Il suo sogno era raggiungere l’Everest, poi è nato il primo figlio e non si è fatto niente. Ora tenta la scalata politica, al palazzo della Regione. Per farlo ha messo d’accordo tutti i partiti di opposizione. “Patto avanti” è il nome della coalizione che va dal Pd di Schlein ai 5 stelle di Conte e Avs di Bonelli e Fratoianni fino a Italia viva di Renzi e Azione di Calenda. Ai partiti si uniscono diverse anime civiche umbre, soprattutto movimenti cattolici, che verranno presentate in questi giorni. Un campo largo formato extra-large che spera di replicare l’insperata v ittoria a Perugia, dove a giugno lo schieramento che ha sostenuto la candidatura di Vittoria Ferdinandi, anche lei civica, ha battuto il centrodestra che esprimeva il sindaco uscente.

Proietti ora professa prudenza, in attesa di conoscere la data del voto. “Di avere coraggio non ci si pente mai!”, recita il suo stato Whatsapp. Di coraggio (e pazienza), per guidare il campo larghissimo in Umbria, ne dovrà avere parecchio.

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