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Nevi: “Berlusconi voleva lo Ius scholae. Disponibili a parlarne anche con il Pd”

Raffaele Nevi 

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Intervista al deputato di Forza Italia: “Come ha detto Zaia, su alcuni argomenti, anche se fuori da accordi di governo, possiamo essere liberi da vincoli, specie sui diritti”
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Onorevole Raffaele Nevi, non per riprendere slogan del Partito democratico, ma sembra che Forza Italia abbia avviato una sorta di estate militante, lanciando proposte su riforme in svariati temi e fuori dal programma del centrodestra. Che cosa sta accadendo? Questa nuova linfa arriva anche dalla famiglia Berlusconi?

«In realtà non sta succedendo assolutamente nulla. Stiamo ribadendo le nostre idee che portiamo avanti da tantissimo tempo a questa parte, non ultima la proposta dello Ius scholae che a veder bene è datata tre anni fa e veniva proprio dal fondatore del nostro partito Silvio Berlusconi: in particolare Berlusconi era favorevole ai due cicli scolastici per ottenere la cittadinanza e il tutto legato al tema del buon comportamento».

Appunto, proposte passate, fuori dal programma e che però state rilanciando proprio adesso e senza concordarle con gli alleati, perché?

«Perché abbiamo le nostre idee. Anche sulle carceri siamo da sempre impegnati sulla certezza della pena e sia…

Onorevole Raffaele Nevi, non per riprendere slogan del Partito democratico, ma sembra che Forza Italia abbia avviato una sorta di estate militante, lanciando proposte su riforme in svariati temi e fuori dal programma del centrodestra. Che cosa sta accadendo? Questa nuova linfa arriva anche dalla famiglia Berlusconi?

«In realtà non sta succedendo assolutamente nulla. Stiamo ribadendo le nostre idee che portiamo avanti da tantissimo tempo a questa parte, non ultima la proposta dello Ius scholae che a veder bene è datata tre anni fa e veniva proprio dal fondatore del nostro partito Silvio Berlusconi: in particolare Berlusconi era favorevole ai due cicli scolastici per ottenere la cittadinanza e il tutto legato al tema del buon comportamento».

Appunto, proposte passate, fuori dal programma e che però state rilanciando proprio adesso e senza concordarle con gli alleati, perché?

«Perché abbiamo le nostre idee. Anche sulle carceri siamo da sempre impegnati sulla certezza della pena e siamo contrari a indulto o amnistia: ma siamo convinti che occorra fare in modo che il carcere sia il luogo dove ci sia la rieducazione del detenuto. E voglio chiarire una cosa: la storia dell’apertura di Forza Italia al Partito democratico è una panzana. Il Pd a esempio è per lo Ius soli e noi siamo contrari».

Tornando alla vostra proposta sullo Ius scholae, Maria Elena Boschi di Iv in una intervista a Repubblica sostiene che alla fine non andrete avanti su questa riforma e vi tirerete indietro in Parlamento. Insomma, state facendo solo tattica per assetti interni al centrodestra?

«L’onorevole Boschi cerca di mettere zizzania e di fare cose che competono all’opposizione, e la capisco. L’opposizione su questo argomento ha cinque proposte diverse e quindi non penso sia un problema se noi la pensiamo diversamente dalla Lega. Sappiamo che non è nell’accordo di governo e che non è una priorità: per noi tasse, debito pubblico, sicurezza, Europa più forte sono le vere priorità. Ma se poi dovesse arrivare in Parlamento una proposta sulla riforma della cittadinanza, ecco noi siamo pronti a fare la nostra parte».

Quindi se il centrosinistra arriva un aula con una norma sullo Ius scholae voi la sosterrete?

«Stiamo già lavorando a una nostra proposta e ne parleremo con gli alleati. Pensiamo che ci sia la possibilità di migliorare la già buona legge attuale sula cittadinanza e legarla alla formazione: senza automatismi ma come premio e coronamento di un percorso di integrazione».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Tommaso Foti, vi ha avvertito sostenendo di non andare oltre il programma. Non temete di dividere il centrodestra?

«Ma per carità, non abbiamo chiesto di fermare l’azione di governo per parlare di Ius scholae. Noi siamo per andare avanti sul programma ma se dovesse arrivare una mozione del Pd sull’argomento penso che ne possiamo discutere all’interno del centrodestra e in Parlamento. Come ha detto Luca Zaia, su alcuni argomenti, anche se fuori da accordi di governo, possiamo essere liberi da vincoli, specie sui diritti».

La premier Meloni e i suoi fedelissimi sembrano avere una sindrome da accerchiamento e temono spaccature nel centrodestra. Il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti nel suo editoriale parla di imminenti interventi della magistratura su Arianna Meloni ed evoca il complotto sinistra-procure. Perché questo allarmismo?

«C’è stato un attacco ad Arianna Meloni da parte di Matteo Renzi che ha adombrato anche il traffico di influenze su alcune nomine. Sallusti paventa indagini. Noi abbiamo passato la stessa identica storia con Berlusconi e le persone a lui vicine attaccate dalla sinistra e con la magistratura che puntualmente è intervenuta. Esprimiamo la piena e massima solidarietà ad Arianna Meloni: lei ha un ruolo politico e ci mancherebbe che non mettesse bocca sulle nomine».

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