Spataro: “Fango senza distinguo su magistrati, stampa e partiti. Certe fantasie fanno sorridere”
di Liana MilellaArmando Spataro
(fotogramma)Ha visto l’articolo di Sallusti, dottor Armando Spataro? L’impressione a caldo?
«Certo che l’ho letto. E devo dire che, pur non avendo mai condiviso una sua sola parola, ero inizialmente convinto che stesse scherzando. L’umorismo può appartenere a tutti. Poiché di questo si tratta, fantasie che fanno sorridere più che arrabbiare».
Si parla di un complotto tra toghe, giornalisti e sinistra politica. Accusa infamante, ma realistica?
«La risposta è quella che si deve a ogni appassionato dell’italico complottismo. E cito Giampaolo Pansa che smentendo l’esistenza di burattinai dietro il terrorismo di sinistra disse: “Per il Grande vecchio è giunta l’ora di andare in pensione… Non esistevano grandi vecchi ma solo giovani carnefici. Il Grande vecchio lo gridò, poi chiuse la baracca e andò a mettersi in coda all’Inps”».
Ha visto l’articolo di Sallusti, dottor Armando Spataro? L’impressione a caldo?
«Certo che l’ho letto. E devo dire che, pur non avendo mai condiviso una sua sola parola, ero inizialmente convinto che stesse scherzando. L’umorismo può appartenere a tutti. Poiché di questo si tratta, fantasie che fanno sorridere più che arrabbiare».
Si parla di un complotto tra toghe, giornalisti e sinistra politica. Accusa infamante, ma realistica?
«La risposta è quella che si deve a ogni appassionato dell’italico complottismo. E cito Giampaolo Pansa che smentendo l’esistenza di burattinai dietro il terrorismo di sinistra disse: “Per il Grande vecchio è giunta l’ora di andare in pensione… Non esistevano grandi vecchi ma solo giovani carnefici. Il Grande vecchio lo gridò, poi chiuse la baracca e andò a mettersi in coda all’Inps”».
I meloniani il Grande vecchio lo vedono ancora.
«L’ipotesi non sta né in cielo né in terra e bisogna avere la serietà di evitare simili richiami perché è come far ricorso alla teoria del “non si può escludere che…”, che autorizza a pensare che possono volare anche gli elefanti».
Sallusti vede un elefante bello grosso.
«Mi viene il dubbio che non gli abbia giovato l’aver scritto due libri con Palamara. Nel primo sono stati capaci anche di gettare fango su di me affermando falsità assolute, tanto che Palamara si è scusato, la Mondadori ha versato una somma ovviamente destinata in beneficienza, tutti i giornali hanno corretto la bugia, eccetto il Giornale di Sallusti che non ha neppure chiesto scusa. A buttare fango tutti sono buoni, non a rimuoverlo quando è doveroso».
La palata di fango sui magistrati c’è tutta, un corpo degenerato che trama contro le istituzioni, a braccetto con alcuni giornali e la politica di sinistra.
«Proprio così, perché insieme alla magistratura si offendono i mondi dell’informazione e della politica senza il minimo distinguo. Anche i giudici elaborano, talvolta, teorie complottiste e portano avanti inchieste senza basi solide, così come la stampa spesso pubblica notizie prive di seri riscontri. È necessario che tutti si sappiano muovere con professionalità e che l’informazione, anche quella tv, adotti le regole del vero giornalismo d’inchiesta».
Nella sua lunga carriera le è mai capitato d’imbattersi in una cospirazione che sembra piuttosto la trama di un film?
«È capitato anche a me, se penso al caso Abu Omar. È accaduto a tanti altri colleghi, vorrei ricordare i falsi misteri del caso Moro, avallati da ben due commissioni parlamentari che hanno evocato complotti di ogni tipo. E penso anche a ciò che ultimamente vivono colleghi che hanno dedicato la loro vita al contrasto della mafia e che adesso sono etichettati come dei favoreggiatori degli stragisti».
Ha letto le reazioni dei meloniani? Sono convinti che l’attacco alla sorella di Giorgia sia proprio vero…
«M’interessa davvero poco ciò che pensano. Li inviterei a vedere meno film comici e a leggere buoni libri».
E poi ipotizzare giusto il traffico di influenze, reato appena distrutto da Nordio...
«Questa è una domanda che andrebbe posta allo stesso Sallusti e a chi la pensa come lui. Io lascerei perdere perché non intendo affatto entrare nel merito dei casi evocati nel suo articolo».
Meloni si sente accerchiata. È in Puglia con la sorella e il cognato Lollobrigida: sarebbero terrorizzate da un simil attacco mediatico-giudiziario.
«Mi è difficile credere anche a questo, poiché la Puglia è terra felice che rende felici coloro che anche per poco vi passano del tempo…».
Simili ipotesi fanno capire poi come si arrivi a certe leggi sulla giustizia…tipo la separazione delle carriere.
«È vero. Ma nel contestare certe scelte, come questa, bisogna evitare di cadere nella stessa logica del complotto. Basta ricordare che la Ue chiede a tutti gli Stati di adottare il sistema italiano, quello delle possibili “passerelle” dal ruolo di pm a quello di giudice e viceversa. Ciò per meglio garantire i cittadini e l’indipendenza della magistratura. Ma sembra che il governo lo ignori».