ROMA — «La sinistra mi attacca e attacca la Lega e il governo un giorno sì e un giorno sì. C’è qualche giornale che si inventa i partiti di Roberto Vannacci. Anche stamattina l’ho sentito via messaggio e ce la ridiamo sulle ricostruzioni surreali con l’attendibilità di Topolino su presunti partiti». Matteo Salvini mette le mani avanti sul generale autore de Il mondo al contrario, che in realtà ha già pronto il partito, come raccontano i suoi, e potrebbe aderirvi anche l’ex ministra grillina Elisabetta Trenta. Il vicepremier e leader della Lega invece rilancia: «Vannacci sarà al grande raduno di Pontida del 6 ottobre».
Ma senza dirlo pubblicamente, Salvini è molto preoccupato delle mosse future del generale. E lo sono anche i suoi fedelissimi, che hanno suggerito al vicepremier la linea da tenere nei confronti di Vannacci per convincerlo a non fare partiti: «La gente ha votato Vannacci e non voterà mai i suoi amici. Lui credo sia intelligente e sappia perfettamente che in un partito strutturato che lo ha accolto a braccia aperte può fare molto di più», dice un fedelissimo di Salvini, che da tempo è in pressing sull’eurodeputato da oltre 500 mila voti alle ultime europee. Senza Vannacci finirebbe il progetto del vicepremier di attrarre voti da destra e da Fratelli d’Italia. Per questo la linea di Salvini è quella di spiegare al generale che se resta nella Lega comunque avrà ampi margini e nel frattempo potrà anche far crescere la sua associazione allargando il consenso del Carroccio.
Intanto gli amici di Vannacci nel Nord Est celebrano il generale con tanto di simbolo e richiamo alla Decima Mas e sono pronti a lanciare il partito. C’è già tutto e il manifesto, manco a dirlo, è il cuore del bestseller scritto dall’ex generale della Folgore. La struttura non solo prende forma ma si dà anche un’organizzazione. Hanno diviso l’Italia in macro aree, le stesse dei collegi delle elezioni europee: Nord Est, Nord Ovest, Centro, Sud e Isole. E ogni macro area ha il suo responsabile. Per il Nord Est è stato scelto Marco Belviso di Udine, giornalista ed editore indipendente. Ci sono poi responsabili per ogni regione: in Veneto è il vigile del fuoco Lewis Trevisan, in servizio nei pompieri di Mestre, in Friuli Venezia Giulia ci sono Andrea Fiore e Marika Diminutto e in Emilia Romagna c’è Francesco Paolo Semilia.
Che il partito abbia al momento un riferimento forte in Veneto, terra di Luca Zaia, è una ulteriore grana per Salvini. I militanti della Liga veneta sono scontenti e arrabbiati ma nessuno può esprimere pubblicamente la propria contrarietà, per paura di incorrere in sanzioni o espulsioni. Il sentimento dei leghisti della prima ora l’hanno manifestato Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, quando alla vigilia delle europee hanno detto pubblicamente che non avrebbero votato per Vannacci. Gli accoliti del nuovo partito sono tendenzialmente di destra e nutrono una certa simpatia per la Russia di Putin. «Il movimento culturale del mondo al contrario, nato circa un anno fa, ha deciso di trasformarsi entro fine anno in movimento politico», spiega Belviso, che siede anche nel direttivo nazionale dell’associazione culturale. «Ci sarà una fase di transizione che porterà alla trasformazione». Proprio a Udine il 27 settembre prossimo ci sarà il primo evento nazionale di questo movimento, tutto incentrato sull’uranio impoverito e sulle conseguenze che ha avuto sui militari: non mancano i post di alcuni animatori del movimento contro il ministro Guido Crosetto e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul tema uranio impoverito.
All’evento del 27 è attesa anche l’ex ministra grillina Elisabetta Trenta. «Questo movimento si ispira a Vannacci ma non è il partito di Vannacci», ci tiene a precisare Belviso. «È fatto da camerati, nel senso di compagni militari di Vannacci, e c’è una grande condivisione di ideali, ma non è il suo partito. poi è innegabile che un link ci sia». Eccome se c’è.