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Dubbi e aperture del popolo di Cl: “Noi di sinistra su ambiente e diritti, sull’educazione ci sentiamo di destra”

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“Qui si vota un po’ di tutto”, dice una coppia che arriva da Lugo. È l’Italia che va a messa e canta Guccini. Sulla cittadinanza aperture e scetticismo
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RIMINI — Per chi vota il popolo di Comunione e Liberazione? Per il centrodestra, no? «Eh, fosse così semplice», dice Lucia Tabarelli, insegnante di 78 anni che viene al Meeting dal primo anno, nel 1980. Come sarebbe a dire, la stuzzichiamo.

E davvero non è semplice.

Lei e il marito, Mauro Antonellini, empatici, affezionati a Rai Storia, vengono da Lugo di Romagna, e sono appena usciti dalla mostra su De Gasperi. «Quei valori sarebbero utili anche oggi», osserva lui. Votavano per la Dc, di cui hanno inevitabile nostalgia. «Da noi il Pci aveva l’80 per cento, e noi seguimmo don Giussani anche per non dover cantare nel coro comunista. Poi la Dc si dissolse e passammo all’Udc. Non ci piaceva Berlusconi. Casini guidava una robetta di mezzo, ci stava ben…

RIMINI — Per chi vota il popolo di Comunione e Liberazione? Per il centrodestra, no? «Eh, fosse così semplice», dice Lucia Tabarelli, insegnante di 78 anni che viene al Meeting dal primo anno, nel 1980. Come sarebbe a dire, la stuzzichiamo.

E davvero non è semplice.

Lei e il marito, Mauro Antonellini, empatici, affezionati a Rai Storia, vengono da Lugo di Romagna, e sono appena usciti dalla mostra su De Gasperi. «Quei valori sarebbero utili anche oggi», osserva lui. Votavano per la Dc, di cui hanno inevitabile nostalgia. «Da noi il Pci aveva l’80 per cento, e noi seguimmo don Giussani anche per non dover cantare nel coro comunista. Poi la Dc si dissolse e passammo all’Udc. Non ci piaceva Berlusconi. Casini guidava una robetta di mezzo, ci stava bene, dopo arrivò la cotta per Renzi».

Perché Renzi?

«Era scout».

«Qui si vota un po’ tutto», ci strizza l’occhio il marito.

«Alle penultime Europee abbiamo votato Calenda».

Pure Calenda! E alle ultime di giugno?

«Quelli del nostro gruppo Fratelli d’Italia. Qui la Meloni due anni fa venne portata in trionfo. Nostro figlio aveva un compagno di università che si è candidato con i meloniani, è venuto anche da noi a cercare i voti».

E l’avete votato? «No, Forza Italia, a bocca storta. Un voto per il Ppe. Io sono molto europeista», spiega la professoressa Tabarelli.

Ecco, e quindi siete per lo Ius scholae, come Tajani.

«Anche qui è complesso», ribatte la signora.

«Ma a diciotto anni chi è nato qui non diventa già italiano se fa domanda?», chiede lui, con aria scettica.

«Io faccio l’aiuto allo studio e molti stranieri, una volta adulti, non hanno mica l’ambizione di diventarlo. Ma non sono contro, sia chiaro. Vorrei capire meglio però».

«Servirebbe più inserimento, mediatori, integrazione culturale, più che il timbro da italiani», dice lui.

RIMINI 20/08/2024. Volontari del Meeting Foto Fabrizio Zani/Pasquale Bove 

Salutiamo i coniugi Antonellini e ci facciamo trascinare dal flusso vorticoso che porta all’auditorium, un’arena da seimila posti dove Adrien Candiard, membro dell’Institut dominicain d’études orientales, parla dell’essenziale. Non c’è un posto libero.

«Preparate i qr code», spiegano i volontari. Tirano fuori il cellulare con la app scaricata per immergersi nell’essenziale.

È una folla che parla soprattutto lombardo. Giovani. Frati. Signore dall’aria colta. Giorgio Vittadini, uno dei padri del Meeting, in giacca e cravatta a dispetto della calura feroce, se ne sta benedicente dinanzi alla porta come un prete alla fine della processione. «Ciao Giorgio, ciao mister», gli dicono. Tra loro si conoscono un po’ tutti. Questa gente perché viene ogni anno al Meeting? Vittadini ci fissa un po’, poi risponde: «Ma per la bellezza di conoscere!».

Quelli di Cl, ai tempi di Formigoni governatore, erano i padroni della Lombardia. Preghiere e affari. Restano pervasivi seppur in cerca d’autore. È l’Italia che va a messa, vota per il centrodestra e canta Guccini. L’hanno perdonato, il Celeste, dopo una condanna a cinque anni — uscito dal carcere ha insegnato italiano alle suore straniere — e ora è tornato farsi vedere a 77 anni, accolto dagli abbracci.

«Vuole donare un euro al Meeting?», ti chiedono alla yogurteria, quando dopo lunga fila viene il nostro turno per la merendina (ci era venuto voglia di un gelatino ma lì la fila era addirittura chilometrica). I più non negano l’obolo alla causa ciellina.

RIMINI 20/08/2024. Volontari del Meeting Foto Fabrizio Zani/Pasquale Bove 

Francesco, Pietro, Giovanni, tre ventenni di Milano, studenti di Lettere, si rinfrescano davanti al laghetto interno. Hanno distribuito il giornale del Meeting, un’edizione cartacea che esce ogni mattina, in centro storico dalle 8 alle 13. Come facevano i comunisti con l’Unità. Ius scholae, chiedono. Come funziona esattamente? La loro fede è profonda, e hanno anche una sana inquietudine. «Su ambiente e omogenitorialità io sono più di centrosinistra, sull’educazione più di centrodestra», spiega Giovanni. Le cose si capiscono andando nei posti.

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